giovedì 29 maggio 2008

nick e non più nick

quando ho pubblicato il libro, ho ceduto e l'ho firmato col mio nome. non avredi dovuto.


sapete che succede? che non sono più libera di scrivere sul blog quello che penso.


parlo dei fatti della mia vita personale, non delle storie "mediche" tra virgolette. quelle le ho sempre falsificate, non nel senso che erano false, attenzione, ma nel senso che ho sempre messo la massima cura pèer fare in modo che non si potesse ricollegare  una storia a una persona. per esempio voi leggete di un uomo, ma non potete sapere se sia davvero un uomo, nella realtà, o una donna, e se la storia che leggete sia tutta di una persona o un misto di due storie di due persone diverse che però hanno la stessa vicissitudine umana. questa cosa è importante per il rispetto dellla persona umana che soffre, si può raccontare una storia che è di molti, ma non si deve mettere in piazza la storia di una persona sola.


così, se ancora non loo avevte immaginato, ora lo sapete: sono accuratamente falsificate in modo da rendere irriconoscibile il o la o i protagonisti. come ho detto, è una questione di privacy.


ma io, invece, sono diventata riconoscibile, dopo la pubblicazione del libro.  Così se dico: oggi ho conosciuto una persona antipatica, ecco che quella persona può leggere il blog e dire: è me che ha conosciuto oggi, sono io la persona di cui parla, e poi può andare in giro a dire: ah, la dottoressa Capsicum, quella stronza maldicente pettegola: va in giro a parlare male di me. e poi la voce si sparge, e qualcuno può venire a dirmi. senti, in tutta confidenza, non dovresti andare in giro a parlar male della tal persona, queste cose poi si pagano, sai?


 


Così, che faccio? rendo il blog privato? e che caspita, ma allora perchè ci scrivo? io ci credo nbella condivisione dell'esperienza tra medici come persone, pazienti come persone e care givers come persone, altrimenti non ci scriverei neppure in un blog.


allora smetto di scrivere di me stessa? smetto di raccontare quello che mi accade? e che blog sarebbe questo? una raccolta di storielle, come era la vecchia Casa dell'ozio. Si, però a me sembrava di avere fatto un passo avanti.


Mi è venuto in mente il blog di Salvo, chissà se qualcuno di voi lo ricorda, il bog di quel ragazzo che era di stanza in Iraq, a Nassirya, che scriveva tante cose belle e interessanti, e poi un giornalista ne parlò su un quotidiano, con la migliore delle intenzioni, e pochi giorni dopo, addio blog di Salvo da Nassirya.


Sentite, non è uno scherzo, sto davvero passando dei brutti momenti per via di alcune persone che vanno in giro dicendo che io sono una pettegola stronza, maleducata e soprattutto deontologicamente scorretta perchè ho scritto in queste pagine delle cose che a loro sono dispiaciute. 


altra possibilità sarebbe quella di ripartire da zero, con un altro nick, su altra piattaforma, sperando in un nuovo anonimato che protegga sia me che le persone che condividono la mia vita, che siano familiari, pazienti, colleghi, amici o altro.


solo che mi dispiace. non so cosa scegliere di fare.


si accettano idee. 

22 commenti:

  1. riapri, su splinder, con un altro nick che comunicherai privatamente a chi riterrai opportuno

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  2. Stavo per scriverti che non dovresti tapparti la bocca tu, ma che se proprio vogliono sono gli altri che possono tapparsi le orecchie se c'è qualcosa che non vogliono sentire.


    Ma poi mi sono "ricordata" che di chiudere il blog l'ho fatto anche io, e pure subito e di fretta. E quindi tieni presente che non sono la persona migliore per dare consigli.


    Io da quando ho reso privato il blog mi sono resa conto di aver fatto un passo verso la vigliaccheria. E sto pensando di renderlo nuovamente pubblico. Questo è solo il mio caso.


    In bocca al lupo

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  3. non puoi chiudere! sono lo studente di medicina che dorme con lo sfenoide sul comodino e non sai quante volte abbia letto il tuo blog con grande piacere. infatti proprio oggi ho deciso di aprire il mio http://lacompagniadelcuraro.blogspot.com/

    cmq prova a spostarti su blogger e a comunicarlo ai pochi che vuoi.

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  4. ti rispondo in privato, neppure questo posso più permettermi sul blog. baci

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  5. qualunque cosa basta che noi ti si possa ritrovare

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  6. No, ti prego, non sparire. O almeno lasciaci una traccia per ritrovarti.

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  7. Non so cosa farai, ma secondo me il silenzio è peggio, è darla vinta. Mi piace leggerti e la condivisione è un valore così raro oggi....

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  8. mumble mumble...fatto salvo che tu hai un comportamento corretto nei confronti dei tuoi pazienti,e che mi sembra che per lo piu' le tue geremiadi sono rivolte a istituzioni, a tuo padre, al marito ai figli...chi resta?L'antipatico(che se lo dici tu è vero)..Puo' essere un modo di fare "pulito"attorno a se, oppure ti fai la fama di quella sincera, dote rara, di cui avere rispetto. Dipende da quanta voglia ed energia hai per assumerti anche questo ruolo,che è faticoso. Se lo assumono tanti grandi vecchi, e tu sei solo grande, vecchia no.

    So che non ti voglio perdere,quindi ti seguiro' ovunque andrai, se mi dici dove,pero'.

    Anche io sento la necessita' di non dover rendere conto a nessuno se scrivo in rete, infatti il mio blog è inesistente..Gatta mammona,non ci scrivo da secoli...

    Se ti senti piu' libera e tranquilla cambia nik(allium?) Sono cosi' tanti i blog che depisti facilmente... Pero' per piacere non chiudere....prometti!

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  9. Senti, scrivere su internet, è così. Non ci si può fare niente.

    Ora vanno di moda i blog, ma era così anche prima, quando c'era solo usenet, o ancora prima, in ere quando si digitava l'HTML a mano.


    Io, dopo decenni di scrittura in rete, ho quasi smesso.

    Ricorda: quando fai qualcosa hai contro:

    1. quelli che fanno la cosa opposta;

    2. quelli che fanno la stessa cosa;

    3. quelli che non fanno nulla.

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  10. leggendo il tuo blog si capisce che sei una persona fenomenale... e quindi quella degli altri è tutta invidia.

    Se chiudi, gliela darai vinta, darai una mega soddisfazione a tutti gli antipatici, darai loro la misura del potere che hanno su di te, e no, non devono averne neanche un briciolo... ripensaci.

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  11. ???????????? non so!


    di solito.... dovrebbe essere un problema loro... però non so... non so di che si tratta e se consigliarti di fregartene è troppo superficiale :(


    quel deontologicamente scorretta mi lascia un po' perplesso.... implica dei fatti... dei fatti scorretti... ma ci sono fatti scorretti????.. o i fatti scorretti sono loro e non sanno reggere di saperlo?


    alla prima occasione ci beviamo sopra ;)

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  12. non ha senso dare ascolto a certe voci, però sei tu che sei in questa situazione, sei tu che devi decidere e pensare se queste voci ti possono danneggiare sul piano lavorativo.

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  13. per principio, ti direi di continuare fregandotene.


    ma la vita è fatta di compromessi, so bene cosa significa vivere in comunità ristrette, o piccole, e gli effetti collaterali del paese


    se chiudi e riapri anonima, è probabile che sarai ripescata da chi viene a leggere per poter (s)parlare di te, in quanto credo che tu non voglia tacere ai tuoi abituali e fedeli lettori il tuo nuovo indirizzo


    quindi, alla fine, sceglierai tu, come il cuor ti comanderà, al momento del post successivo

    giac

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  14. intzandus torra candu bolis!


    a si biri

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  15. Screditare la gente é un conto, dire cose magari sgradevoli perché vere é un'altra faccenda. La suscettibilità a volte é proporzionata alla verità. I blogger non sono dei carbonari, non sono dei sovversivi, sempre che non scrivano in un regime dittatoriale. E se sono seri, neanche delle comari di condominio. Si possono dire cose sgradevolissime senza riferimenti, senza offese, senza coordinate, tranne quelle dello scrivente, che più é critico più si deve firmare, altrimenti secondo me é meglio che non scriva proprio. Spero di continuare a leggerla!

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  16. Leggere il tuo blog e non saper concludere altro che 'stronza pettegola' significa volare basso, ma proprio basso. Naturalmente ora valuterai che cos'è meglio... ma io non vorrei perderti... grazie! Cristina

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  17. in effetti è un bel problema

    anch'io ho lo stesso problema,

    molti sanno chi sono

    e non oso scrivere delle cose cattivelle tipo sui vicini di casa che vorrei scrivere

    però non voglio cambiar blog

    tanto sono certa che mi troverebbero lo stesso.

    Resta, se ti leggono solo per trovare il pettegolezzo poi si stufano, se ti leggono per interesse reale, restano comunque

    e son certa che il problema deontologico non c'entra...

    se cmq decidi di cambiare

    mandami il tuo nuovo adress neh?

    bacilli

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  18. anch'io ti leggo con molto interesse su temi che, per un motivo ancora non bene a fuoco, mi risuonano dentro. a parte la faccenda dei liberali, s'intende! ;-)

    sebbene non commenti mai, lo faccio ora perche' ci terrei a poter continuare a leggerti. forse un blog privato e' la triste soluzione. ciao.

    fjo

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  19. anch'io ti leggo sempre e non ho mai commentato,

    io un pò capisco chi dice che non sei esattamente deontologicamente corretta:in fondo le storie che raconti non ti appartengono,sono storie altrui...va bene le hai mischiate ,camuffate ma penso che se i protagonisti leggessero si riconoscerebbero.

    e se io scoprissi una cosa del genere...mi incazzerei eccome!

    il fatto è...dovresti chiederglielo il permesso di usare le loro vite,le loro storie per creare un blog. mi dirai"le storie sono anche mie!mi ci hanno coinvolto"purtroppo le persone che ti affidano i loro problemi si sentono al sicuro,sanno del segreto obbligatorio a cui sei legata.è come confessarsi a un prete .

    come giudicheresti un prete che sputtana tutte le confessioni al bar...mistificate ,sì,senza nomi ,ok.ma comunque usare le storie che appartengono a un altro senza chiedere il permesso mi pare scorretto.anche se so che lo fai per sfogarti,per star meglio nn è molto giusto perchè quando hai iniziato questa professione hai giurato di non farlo...e va bene confidarsi con il marito con i colleghi...ma pubblicarlo in mondovisione....

    per quanto ami il tuo blog e lo trovi bellissimo...purtroppo avere detto il nome è stato deleterio.

    è comunque solo la mia opinione

    cassy

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  20. Eh, è un bel problema, cara Capsicum. Non a caso, io scrivo sul mio blog con un pseudonimo (letterario) ed evito comunque note troppo autobiografiche (a proposito, ho scritto un paio di post nuovi, dopo tanto tacere).

    Nel tuo caso, l'autobiografia (almeno professionale) è parte integrante ed essenziale del blog, e conoscendoti è impossibile che tu eviti di esprimerti in modo personale, anche raccontando una vicenda clinica. Però chiudere il blog o aprirne un altro con un altro nick mi sembra sbagliato.

    Quindi, il mio consiglio è di evitare di parlar male di estranei (cioè non membri della tua famiglia) identificabili, e fregartene del resto.

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  21. Uhmmm... chiudere? Ci si può pentire, sai? Come affermano, giustamente, gli studiosi della comunicazione virtuale, il blog è una sorta di diario, di vita interiore che è un peccato non poter rileggere più (il più delle volte legge e rilegge i vecchi post solo l'autore, è difficile che il neo-blogger appena approdato si legga il tutto). Certo è che quello che stai passando è un gran bel problema. Oltretutto diventare un personaggio pubblico non permette di essere pienamente sinceri e dire ciò che si pensa. Propongo una soluzione: fai il mirror del tuo blog, tale che tu lo possa rileggere quando vuoi e far lo stesso con i tuoi fidatissimi amici e poi ne apri un altro. Che ne dici? ^_* E' da molto che non "approdavo" da queste parti, l'occasione mi è utile per distribuire un caldo (anche per via della temperatura) abbraccio, virtuale ma sincero. Antonello

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  22. grazie, antonello. alla fne ho sospeso per un po la lettura pubblica del blog, qualche mese, ed ho lasciato che le acque si calmassero. ma il problema rimane. epperò, come dice ottonieri, chi mi conosce sa come mi esprimo, alla fine non farà tanta differenza ascoltarmi a voce o leggermi.... baci

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