martedì 13 maggio 2008

GUEST STAR: CLAUDIETTA!

Questo post di Claudia a me è piaciuto molto,e le ho chiesto il permesso di riportarlo.


Lo so che si può molto discutere ma se Joseph Ratzinger può dire il suo parere sulle sc****e mie e vostre, pure Claudietta lo può fare. Noterete infatti che il signor Ratzinger non dice mai "per i cattolici le cose stanno così e cosà", ma si lancia solo in affermazioni apodittiche e assolute. Eh, già, perché non è mica relativista, lui. Ergo, capiamoci bene, si sente in diritto di agire per impedire al maggior numero di persone possibili di "peccare", influendo sui legislatori, sulla politica, tutto è lecito per chi ha la responsabilità di diffondere l'unica verità esistente. Perché la verità non è relativa. E la verità è SOLO la sua.


Ma sia io che Claudietta abbiamo un parere diverso; forse perché il medico è abituato a rispettare la verità di ogni paziente e a prendere atto che ogni paziente ha il DIRITTO di averci la verità SUA.


 


 


Stamattina su Repubblica sono inciampata qui: http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/papa-sessualita/papa-sessualita/papa-sessualita.html

Il Papa riafferma con forza il no agli anticoncezionali e alla fecondazione assistita.
Uhm... Mah... Sentiamo almeno perchè...

"Se l'esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell'amore, ma il primo luogo la dignità della persona stessa".
Menomale che il Papa c'èè. Di concreto?

Nell'enciclica di Paolo VI, ha proseguito il Papa, "l'amore coniugale viene descritto all'interno di un processo globale che non si arresta alla divisione tra anima e corpo né soggiace al solo sentimento. [...] "Come potrebbe - ha detto ancora Benedetto XVI - un simile amore rimanere chiuso al dono della vita? La vita è sempre un dono inestimabile; ogni volta che si assiste al suo sorgere percepiamo la potenza dell'azione creatrice di Dio che si fida dell'uomo e in questo modo lo chiama a costruire il futuro con la forza della speranza".
Fammi sentire cosa dice quest'enciclica qui...


Nessun fedele vorrà negare che al magistero della chiesa spetti di interpretare anche la legge morale naturale. È infatti incontestabile, come hanno più volte dichiarato i nostri predecessori, che Gesù Cristo, comunicando a Pietro e agli apostoli la sua divina autorità e inviandoli a insegnare a tutte le genti i suoi comandamenti, li costituiva custodi e interpreti autentici di tutta la legge morale, non solo cioè della legge evangelica, ma anche di quella naturale
Beh, si, è innegabile che anche questo sia compito della chiesa, incontestabile. Chi osa? Quando mai... Ma no... Scontatissimo.

Il problema della natalità [...] va considerato, al di là delle prospettive parziali - siano di ordine biologico o psicologico, demografico o sociologico - (eh si cosucce parziali) nella luce di una visione integrale dell’uomo e della sua vocazione, non solo naturale e terrena, ma anche soprannaturale ed eterna. Nel tentativo di giustificare i metodi artificiali di controllo delle nascite, da molti si è fatto appello alle esigenze, sia dell’amore coniugale, sia di una paternità responsabile.
Vediamole queste due esigenze qui...

[...] Appaiono chiaramente le note e le esigenze caratteristiche dell’amore coniugale, di cui è di somma importanza avere un’idea esatta. [...].  È infine amore fecondo, che non si esaurisce tutto nella comunione dei coniugi, ma è destinato a continuarsi, suscitando nuove vite. "Il matrimonio e l’amore coniugale sono ordinati per loro natura alla procreazione ed educazione della prole. I figli infatti sono il preziosissimo dono del matrimonio e contribuiscono moltissimo al bene degli stessi genitori".

In rapporto ai processi biologici, paternità responsabile significa conoscenza e rispetto delle loro funzioni: l’intelligenza scopre, nel potere di dare la vita, leggi biologiche che riguardano la persona umana. In rapporto alle tendenze dell’istinto e delle passioni, la paternità responsabile significa il necessario dominio che la ragione e la volontà devono esercitare su di esse. In rapporto alle condizioni fisiche, economiche, psicologiche e sociali, la paternità responsabile si esercita, sia con la deliberazione ponderata e generosa di far crescere una famiglia numerosa, sia con la decisione, presa per gravi motivi e nel rispetto della legge morale, di evitare temporaneamente od anche a tempo indeterminato, una nuova nascita
[...] L’esercizio responsabile della paternità implica dunque che i coniugi riconoscano i propri doveri verso Dio, verso se stessi, verso la famiglia e verso la società, in una giusta gerarchia dei valori.
[...] Nel compito di trasmettere la vita, essi non sono quindi liberi di procedere a proprio arbitrio, come se potessero determinare in modo del tutto autonomo le vie oneste da seguire, ma, al contrario, devono conformare il loro agire all’intenzione creatrice di Dio.
E' un Dio Fuhrer questo? Siamo soldatini? Non posso decidermelo io come trasmettere la vita?  E' la mia la vita o è di Dio? Mah...

Questi atti, con i quali gli sposi si uniscono in casta intimità e per mezzo dei quali si trasmette la vita umana [...] non cessano di essere legittimi se, per cause mai dipendenti dalla volontà dei coniugi, sono previsti infecondi, perché rimangono ordinati ad esprimere e consolidare la loro unione. (furba sta cosa) Infatti, come l’esperienza attesta, non da ogni incontro coniugale segue una nuova vita. Dio ha sapientemente disposto leggi e ritmi naturali di fecondità che già di per sé distanziano il susseguirsi delle nascite (no, ci mancherebbe altro che potessi rimanere incinta ogni giorno e ogni mese, di fila magari). [...] qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita.

[...] l’uomo non può rompere di sua iniziativa, tra i due significati dell’atto coniugale: il significato unitivo e il significato procreativo.

[...]Così, chi ben riflette dovrà anche riconoscere che un atto di amore reciproco, che pregiudichi la disponibilità a trasmettere la vita che Dio creatore di tutte le cose secondo particolari leggi vi ha immesso, è in contraddizione sia con il disegno divino, a norma del quale è costituito il coniugio, sia con il volere dell’Autore della vita umana. Usare di questo dono divino distruggendo, anche soltanto parzialmente, il suo significato e la sua finalità è contraddire alla natura dell’uomo come a quella della donna e del loro più intimo rapporto, e perciò è contraddire anche al piano di Dio e alla sua santa volontà.
Paolo VI dovevi fare l'avvocato!!!!

Adesso viene il bello. Tutto ciò che è lecito e tutto ciò che non lo è. Finalmente ce lo dicono esplicitamente cosa possiamo e cosa non possiamo fare.

1. [...] è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite, l’interruzione diretta del processo generativo già iniziato, e soprattutto l’aborto diretto, anche se procurato per ragioni terapeutiche.

2. [...] È parimenti da condannare, come il magistero della chiesa ha più volte dichiarato, la sterilizzazione diretta, sia perpetua che temporanea, tanto dell’uomo che della donna.

3. [...] È altresì esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione.

4. [...] Né, a giustificazione degli atti coniugali resi intenzionalmente infecondi, si possono invocare, come valide ragioni: che bisogna scegliere quel male che sembri meno grave [...] In verità
(esss), se è lecito, talvolta, tollerare un minor male morale al fine di evitare un male maggiore o di promuovere un bene più grande, non è lecito, neppure per ragioni gravissime, fare il male, affinché ne venga il bene [...] No, dunque, questa SPIEGATEMELA! E' lecito "tollerare" un male MA non è lecito "farlo". E chi te lo dice che interrompendo una gravidanza il male "lo faccio" e "non lo subisco"??? Chi sei tu per dirlo? Quale è la sottile differenza? E chi la stabilisce? Perchè non me la dici esplicitamente? Perchè non elenchi tutti i casi uno per uno e affianco cosa devo e non devo fare?

5. [...] È quindi errore pensare che un atto coniugale, reso volutamente infecondo, e perciò intrinsecamente non onesto, possa essere coonestato dall’insieme di una vita coniugale feconda.
Ah, non è una sineddoche? Una parte del tutto? No?

6. [...] La chiesa, invece, non ritiene affatto illecito l’uso dei mezzi terapeutici necessari per curare malattie dell’organismo, anche se ne risultasse un impedimento, pur previsto, alla procreazione, purché tale impedimento non sia, per qualsiasi motivo, direttamente voluto. MENOMALE! Menomale perchè un mio amico ha avuto il cancro e ha dovuto fare anni di chemio, e adesso non lo sa se è ancora fertile o no!! Menomale che almeno per 'sta cosa il permesso ce l'ha! Fiiiu... Speriamo però che non lo sapesse e che la chemio non l'abbia fatta apposta per poi evitare gravidanze indesiderate... Altrimenti è un subdolo, reo, schifoso peccatore eh!


7. [...] la chiesa è la prima a elogiare e a raccomandare l’intervento dell’intelligenza in un’opera che così da vicino associa la creatura ragionevole al suo creatore, ma afferma che ciò si deve fare nel rispetto dell’ordine da Dio stabilito. [...] la chiesa insegna essere allora lecito tener conto dei ritmi naturali immanenti alle funzioni generative per l’uso del matrimonio nei soli periodi infecondi e così regolare la natalità senza offendere minimamente i principi morali che abbiamo ora ricordato.
Ahhh, ma quindi con l'Ogino-Knauss possiamo????? E finalmente una cosa che si può fare... Uhm, aggiriamo intelligentemente le leggi della natura che Dio governa...

8. La chiesa è coerente con se stessa, sia quando ritiene lecito il ricorso ai periodi infecondi, sia quando condanna come sempre illecito l’uso dei mezzi direttamente contrari alla fecondazione, anche se ispirato da ragioni che possano apparire oneste e gravi. Infatti, i due casi differiscono completamente tra di loro: nel primo caso i coniugi usufruiscono legittimamente di una disposizione naturale; nell’altro caso essi impediscono lo svolgimento dei processi naturali.
Aspè, mi son persa, se uso il preservativo cosa sto facendo? E il coito interrotto dove rientra? Potremmo dire che è successo accidentalmente... Un rumore, si è spaventato, ha sobbalzato, si è spostato... e opsss ha interrotto!!

9. Gli uomini retti potranno ancora meglio convincersi della fondatezza della dottrina della chiesa in questo campo, se vorranno riflettere alle conseguenze dei metodi di regolazione artificiale delle nascite. Considerino, prima di tutto, quale via larga e facile aprirebbero così alla infedeltà coniugale ed all’abbassamento generale della moralità. Eh si, ai giorni nostri la combattiamo così l'infedeltà, rischiamo il tutto e per tutto, ma almeno se succede qualcosa lo sappiamo subito!!

Pertanto, se non si vuole esporre all’arbitrio degli uomini (ah giusto, dimenticavo che il libero arbitrio non ce l'abbiamo sul controllo della natalità) la missione di generare la vita, si devono necessariamente riconoscere limiti invalicabili alla possibilità di dominio dell’uomo sul proprio corpo e sulle sue funzioni; limiti che a nessun uomo, sia privato, sia rivestito di autorità, è lecito infrangere. E tali limiti non possono essere determinati che dal rispetto dovuto all’integrità del corpo umano e delle sue funzioni naturali secondo i principi sopra ricordati e secondo la retta intelligenza del principio di totalità, illustrato dal nostro Predecessore Pio XII.

E' molto lungo, lo so, e continua pure, accennando alla correttezza dei mezzi di propaganda, che mettono i bastoni tra le ruote al tentativo della chiesa di portare l'uomo sulla retta via. E sullo sviluppo delle scienze e delle tecniche, che ostacolano la missione ecclesiastica. Era facile fare i profeti con un branco di ignoranti? Far credere che le proprie fossero le uniche verità quando non ne esistevano altre?

Questo è "il dibattito ecclesiastico" che dura da duemila anni? Ma sopratutto: questo È UN DIBATTITO? O è una dialettica che non lascia spazio a controbattute? Ce l'abbiamo mai avuta nei secoli la possibilità di portarci davanti ai rappresentanti della chiesa per dirgli "no, secondo me non è cosi, la vita reale è diversa" ed essere ascoltati? C'è mai stato un dibattito vero e proprio? E' fattibile?

La chiesa quanto è lontana dalla vita vera? Perchè dovremo ascoltarla quando lei non ascolta noi?

Io mi chiedo: se a casa di un prete va uno di quei ragazzi che cercano di vendere il Kirby, quel famoso aspirapolvere che ti stra-pulisce i materassi, i vetri, il marmo, i divani e chi più ne ha più ne metta, che ha la stessa identica capacità di parlare e di intontirti senza lasciarti aprir bocca della chiesa ("Signora, ma lei sta scherzando? Vuole davvero per il bene dei suoi figli che dormano in un materasso cosi?" "Ma casa sua non è per niente igenica!!!" "Lei vuole che la sua famiglia viva nella sporcizia??"), il prete cosa fa? Non viene anche a lui voglia di sbatterlo fuori a calci nel culo dalla propria casa?
Non lo so perchè mi è venuta in mente sta cosa qui. Ma per dire, quando qualcuno entra in casa tua a dirti cosa devi fare non è per niente piacevole. E questo la chiesa non lo capisce. E non capisce minimamente le esigenze delle persone vere.
Continuo a credere che, come disse Guccini "Non è facile capire se non si è capito già", è tutto una questione di esperienze, di vita vissuta, di conoscenza delle cose pratiche, non di teoria e ideali assolutamente anacronistici e sopravvalutati. Ci vogliono i fatti e le prove vere.

7 commenti:

  1. mi sono persa a metà strada, l'incenso che si è sprigionato dal monitor mi sta rimbecillendo, mi sa che continuerò come sempre a non capire. Ma quando una donna è in menopausa cosa si fa? La Chiesa che ne pensa dei rapporti fra coniugi in età da menopausa?

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  2. francamente non lo so. Ai tempi di mia madre si riteneva che servissero ad evitare che l'uomo fosse tentato dalle altre donne, e comunque un po' lascivi lo erano reputati. Ma insomma, mica li si poteva vietare, no? La cosa che mi rompe, non so se si è capito, è che il profilattico non lo si può usare, neppure per proteggere la propria salute. mettiamo, è non è un caso astratto, che una persona si prenda una bella, si fa per dire, epatite C per un qualsivoglia motivo. Maari facendola manicure, che è causa di circa un 25% delle epatiti C, almeno così affermava unos tudio che lessi qualche anno fa. Insomma, il marito, o la moglie, ha un solo modo "cristiano" per proteggersi dal contagio: astenersi dai rapporti coniugali. Mettiamo, ancora peggio, che lui o lei abbiano dei trascorsi giovanili burrascosi e uno dei due sia sieropositivo. Niente profilattico, mi sono spiegata? E quindi se non ti vuoi prendere l'HIV niente rapporti.

    ma voglio aggiungerne ancora una. Mettiamo che lui debba fare un esame per scoprire perché ha una certa problematica, e che questo esame sia una spermiocultura. Ecco, lo sperma può essere raccolto solo a seguito di un rapporto sessuale, col profilattico. Questo è L'UNICO USO CONSENTITO DEL PROFILATTICO, MA ATTENZIONE: DEVE ESSERE BUCATO!! Che poi il microbiologo si incavola perché così non è mica tanto sterile il prelievo, questo cosa può importare? la morale è salva, la vita non è altrettanto importante. Ecco, questo potrebbe essere il motto della Chiesa: la vita di un uomo non è importante, solo la morale cristiana lo è.

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  3. .... e poi la voglia sparisce ed il figlio rimane, e tanti ne uccide la fame...


    bellissimo post ma...... c'è un errore di fondo...


    continuare a discutere di ciò come se l'interlocutore fosse in buona fede... non lo è.. non lo è mai stato.

    la chiesa, non dio, dicono quelle cose.... cose che servono a tenere ben saldi i passaggi importanti della vita (nascita, morte, sesso, dolore) e così tenere imbrigliate le genti, è la chiesa in quanto struttura di potere... bisogna cominciare ad ignorarla per deleggittimarla.


    trascorsi giovanili burrascosi....?? potevi semplicemente usare l'esempio di una trasfusione in francia.. esempio neutro come l'epatite da manicure.... perchè l'aids non è la punizione per culattoni e scopereccie ma una pandemia criminalmente diffusa attraverso false notizie ed inidonea informazione.


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  4. prrof, mi è venuto in mente per via di una ragazza che ho conosciuto una ventina di anni fa; tra i sedici e i diciannove anni si bucava e si è presa il virus HIV. Poi è stata in comunità, ha imparato a fare un mestiere ha lasciato la comunità e si è sposata con un soimpatico giovanotto. Non lo sapeva del virus. Erano gli anni ottanta, non so se ti ricordi. E' rimasta incinta, ha avutoi una bella bambina perfettamente sana, ma il simpatico giovanotto si è preso l'AIDS. E lei mi diceva: i miei sbagli da adoloscente non sapevo che li avrei dovuti pagare per tutto il resto della mia vita. Allora a me viene in mente l'adolescenza buirrascosa, ma hai ragione tu, anche una trasfusione in Francia, più banalmente.

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