lunedì 5 maggio 2008

che poi io ci penso ...

...mica come Mike Buongiorno che afferma che ogni sera ripensa a tutte le cose che ha fatto durante il giorno e a cosa poteva fare meglio o di più.


No, io sono incostante, e soprattutto alla sera sono tanto stanca che non penso mica, dormo e basta. Ma ci penso lo stesso. magari mentre cucino, mentre taglio l'insalata, lavo le bietole, faccio a cubetti la zuppa imperiale. Ci penso e mi dico: ho detto bene? dovevo dire di meno? o dovevo dire di più?


Che se fossi in America io direi: mi spiace assai di doverle comunicare questa notizia, ma la sua neoplasia non è più trattabile. E il paziente con molto fair play mi chiederebbe allora dottore quanto tempo mi rimane? e io farei una botta di conti e sparerei  una cifra di mesi più o meno a casaccio, poi ci sarebbe la scena di io che esco e lo lascio con la famiglia e lui china il capo e tutti gli si avvicinano, tipo oremus, e io sarei assolutamente fighissima sotto il camice, taglia  quaranta, e avrei i capelli impeccabili, non la crescita di due centimetri di capello grigio e la coda alla dibondaus.


Che se io fossi in America questa cosa gliela dovrei dire comunque alla svelta perché dovrei spiegargli perché la sua assicurazione non gli paga altre cure e altri giorni di ricovero e lo rimanda a casa sua.


No, io sto in questo paese dove te lo chiedi cosa può sopportare uno e cosa no, e quindi quanto gli puoi dire oggi e quanto gli potrai dire fra una settimana, e in quanto tempo riuscirà, se riuscirà, ad accettare l'idea di essere alla fine del suo film. come tutti, perché ci arriviamo tutti alla fine del nostro film, ma quando lo dici, quel tutti, non è come dire "io". Anzi, è come dire "voi", si sa. Voi tutti, meno me.


Invece ci penso, e mi chiedo, e ogni volta che debbo dare una brutta notizia di questo genere è come se la dessi anche a me stessa. Guarda, Capsicum, ora lo dici tu questo, a questa persona, un giorno qualcuno lo dirà a te, e tu sarai pronta? Saresti pronta, ora?


Perché, alla fine,  davvero l'essere pronti è tutto.


 

9 commenti:

  1. Per quanto ci si prepari, non si è mai pronti.


    Ho capito, questa è la svolta: Capsicum ci apre un po' di più il suo cuore.


    Bene!


    ;-)

    RispondiElimina
  2. Per fortuna che non ci pensiamo mai, altrimenti ci sarebbe da impazzire.

    RispondiElimina
  3. Non si è mai pronti, non si dovrebbe mai esserlo: se sei pronto, sei già morto dentro.

    Capsicum, ti domandi come dare la notizia? Poche parole, chiare, semplici per dire che la fine è vicina. Ma ciò che veramente interessa al paziente è "e da qui a quando accadrà, che ne sarà di me?" quindi poi usa tante parole per spiegargli che può fare nel frattempo.

    I pazienti lo capiscono che qualcosa non va. Se l'operatore sanitario non ti consegna in mano il referto ma chiama il dottore, se il citato dottore arriva e ti viene incontro con la cartella in mano ma non te la porge, se poi ti dice "è venuta sola?...Mi dispiace, ma lei ha... Abbiamo controllato bene, sa, qui siamo scrupolosi eppure devo dirle che..." ma intanto tu, paziente, hai il cervello iperattivo che ti urla ossessivamente "Sì, va bene, ma vai avanti!" fino ad un tonante "Ma dimmi che posso fare!!!" che ti pare impossibile il tuo interlocutore non possa udire...

    e in quel momento lì sì che ti senti morto dentro, che ti senti una salma su cui qualcuno sta già recitando il discorso di commiato!

    Ciao

    Rlily

    RispondiElimina
  4. Non sono d'accordo. Se sei pronto non sei affatto già morto dentro, ma sei in pace con te stesso e col mondo, hai superato la paura. ti dispiacerà, +è vero, ma sei pronto ad accettarlo. e' come quando arrivi ala fine della gravidanza. ci sno un sacco di donne che ci arrivano ma non sono pronte ad accettare il dolore del parto. sanno che è inevitabile, sanno che ogni gravidanza finisce con un parto, ma danno nei matti lo stesso, ed hanno degli orribili travagli, vedere per credere, non orribili perché siano più lunghi, ma perché vissuti male. Essere pronti è tutto. poi docrò parlare prima o poi delle fasi dell'accettazione di una cosa sgradevole. Baci.

    RispondiElimina
  5. come si può essere pronti a una morte di merda che ti invalida giorno dopo giorno, poco a poco, il corpo, lo strazia, lo devasta, e la mente, devastata ancor prima del corpo?

    no, non si può mai essere pronti

    RispondiElimina
  6. Il corpo lo devasta, sicuramente.

    Ma per la mente qualcosa forse si può fare. Bisogna accettarlo, immaginarselo, e piano piano scoprire come sarà, per essere almeno un pochino pronti quando verrà il momento in cui sarebbe servito essere molto pronti.

    E' importante essere pronti, o forse più che altro prepararsi. Perchè anche quando sappiamo che non potremo vincere alla fine di tutto, non è detto che non possiamo vincere neppure durante...

    RispondiElimina
  7. Clauc87

    certo la malattia non è uguale per tutti


    alcuni dicono che alcuni terminali di cancro rimangano lucidi fino all'ultimo, diano un bacio alla moglie e si girino dall'altra come per dormire e salutino così questo mondo


    immagine mulino bianco, lacrimuccia e the end sullo schermo: che bello!


    mia madre ha lottato 3 anni e mezzo, non ha mai, e dico mai fatto parola, nemmeno nel secondo o terzo anno in cui comunque è stata meglio e ha fatto una vita pseudonormale dal punto di vista fisico, non ha mai accennato all'andarsene


    mia madre chiedeva all'oncologo "guarirò?" otto mesi prima di morire


    mia madre ha avuto dolore oncologico che il fentanil nemmeno riduceva, era lucida e pensava a guarire, cazzo, non a morire


    mia madre se n'è andata per l'ultimo ricovero il 30 ottobre, aveva un'embolia polmonare e non era pronta, no


    non l'abbiamo poi saputo, perché il 31 ottobre le è stata data la morfina, ed è partita per il suo mondo


    io mi auguro che in quegli ultimi due mesi, quando il corpo è stato umiliato, devastato, frantumato, distrutto, rovinato, mia madre davvero fosse nel "suo mondo" grazie alla morfina


    no, le morti non sono tutte uguali, nemmeno le attese, le speranze, le illusioni, le reazioni. per la mente, se qualcosa riesci a fare, hai culo: non esiste psicologo o psiconcologo che guarisca tutti, che riesca a far accettare un'idea che è contro natura nelle menti sane

    RispondiElimina
  8. scusate ancora

    specifico la firma: giac,


    e che mia madre era perfettamente a conoscenza di cosa aveva, non le è mai stata nascosta una informazione, ha sempre partecipato in prima persona a ogni visita e ogni consulto


    sapeva e era consapevole del destino del 95% dei casi come lei: eppure non ha mai voluto cedere a quel destino, che comunque l'ha uccisa


    no, l'immagine mulino bianco del vecchio che saggiamente saluta i suoi cari poiché é pronto l'abbiamo vista nei film americani: io non ci credo


    RispondiElimina
  9. neppure io ci credo, giac. e poi mi ha preso la logorrea e ho scritto un post. Grazie, e baci. Capsicum

    RispondiElimina