martedì 1 aprile 2008

misurare l'assenza

Ecco, dottoressa, guardi, come le posso dire? la sua cura va bene. Va benissimo. Non mi ero mica accorta, voglio dire non avevo capito quanto, si insomma lo sapevo che avevo male alla spalla. E' per quello che sono venuta. E sotto al piede sinistro. Ma per la verità, come le dissi, un po' di malino c'era anche al gomito, e all'altro gomito, e sotto al piede destro, ma poco. Su quello ci camminavo. La cervicale va da sè, dicevo, l'hanno tutti, e la schiena, mi hanno sempre detto che ci dovevo convivere e io ci convivevo.


Le dirò che non avevo mica voglia di farla, la sua cura. Ero anzi un po' irritata. dico ma questa qui per un po' di male alla spalla mi fa prendere il cortisone, e tutti i giorni pure, poi la mia amica, quella che mi ha portato da lei, ha insistito e ha detto prova, questa qui è brava, due settimane che sarà mai, hai provato tante cose, ed ha insistito ancora e comunque c'erano quasi venti giorni in ogni modo per l'appuntamento col fisiatra. E in ogni modo le terapie del fisiatra mica hanno fatto mai molto, per la spalla.


Dopo tre giorni, in ogni caso, la spalla mi lasciava dormire quasi tutta la notte. e anche i piedi li appoggiavo bene. Me ne sono accorta così, pensandoci. Ho detto a me stessa: ma i miei piedi? come mai non me li sento? Li sentivo, si, ma dovevo pensarci. Piede sei lì? si sono qui e sto bene.


A quel punto lei aveva detto finisca la cura altrimenti le torna, e io ho continuato, anche se mi andava già bene.  A quel punto è stata la volta del gomito. Ha smesso di farmi male il gomito. E quando ha smesso il gomito mi sono accorta che anche il polso e le dita mi facevano male. Un male più piccolo, ma mi facevano male. Perchè siccome potevo muovere il gomito ricominciavo a cercare di fare delle cose,e nel farle sentivo il dolore alle mani, la destra di più, e alle dita. Allora ho cominciato a tastarmi e a provare. Il pollice destro è quello che sta peggio. Tutto fa male. Dalla punta, proprio se stringo il polpastrello, fino a dove si attacca al polso. L'altro è l'indice. Le altre dita hanno ripreso forza per prime. E' incredibile, sa? se ti fanno male non le stringi fino in fondo, così non hai più forza e la roba ti scappa dalle dita. Io dicevo ma guarda come sto diventando imbranata in vecchiaia, invece era il dolore che non me le faceva stringere. Ora la sinistra la chiudo tutta, e sento male in fondo, quando arrivo a stringere, però stringo.  Lei dice che alla fine stringerò senza sentire male? E magari aprirò le bottiglie e i barattoli senza l'attrezzo, sa quello con tutte le corone che si usa per aprire le cose. L'ho preso al supermercato e da anni non ne posso fare a meno. 


La destra, è meno facile, le due dita che le dicevo, ora capisco fino a che punto mi fanno male.


Ma senta questo: scendo le scale di corsa. Si, perché so di nuovo dove si trova il gradino. Non devo stendere piano la gamba fino ad incontrarlo ogni volta, so dove sta e scendo senza paura di perdermelo. Scendo di corsa. Saranno almeno quindici anni che non scendevo di corsa le scale. E non cado mica, neppure tengo il corrimano, guardi.


E c'era il sole e ho girato la testa in alto e il collo si è stirato che con la nuca mi toccavo la schiena, quasi, e faceva un rumorino come di carta crespata, come se ci fosse qualcosa che si spiccicava mentre il collo si stendeva e si stendeva pure la schiena e ho detto a me stessa: ma da quanto tempo cammino curva io?


Le ginocchia, adesso le dico, sono andata giù a chinino per pulire il forno, e mi sono rialzata e non avevo bisogno di tenermi stretta al piano. Pensavo che fossero i miei muscoli a non farcela più a tirarmi sù, invece loro funzionano, eccome. Oddio.


Adesso da lei voglio sapere due cose. E' perché sono abituata a sopportare il dolore da troppo tempo che non mi sono accorta, salvo che della spalla? e poi cosa ho? perchè qualcosa la debbo avere, no?


Se piglio una medicina e la mia vita cambia così tanto che mi sembra di avere di nuovo trent'anni, qualcosa ce l'ho, vero?


Che non è possibile, adesso mi alzo tutta in una volta, ho gli occhi aperti e scendo dal letto. Così!. Appena sono sveglia le braccia si muovono subito, non le devo muovere piano piano e poi non c'è più il formicolio, il dolore, e come faccio in fretta. Al punto che mi dimentico pure di avere braccia, gomiti, spalle, schiena. Si muovono tutti insieme, mi basta pensare: sù! e sono fuori dal letto. E come sono leggera, anche!


Prima? almeno un quarto d'ora ci voleva solo per uscire dal letto. E poi mi facevo il caffè e lo prendevo piano piano e cominciavo le mie cose, ma credo almeno tre quarti d'ora per muovervi un po' bene.


Insomma, dicono che il cortisone ti gonfia, io invece mi sto sgonfiando. Pure la faccia avevo gonfia, credevo che fossero gli anni, ma guardi la mia bocca, oh, va bene, forse questa sarà una mia impressone, ma la mia bocca è tornata piccolina, il labbro non mi pende più e anche le rughe sembrano meno profonde.


Ora io voglio sapere cos'ho. Come si chiama questa cosa? questa cosa che sta passando dopo due settimane di cortisone, questa cosa che mi sembrava normale, roba da menopausa, cos'è?


E soprattutto: tornerà? peggiorerà?


Perchè non la voglio, sa? se posso vivere senza io non la voglio più avere, meglio morire piuttosto. Non mi voglio più rassegnare, se qualcuno mi dice ancora di conviverci io urlo.


Giuro che urlo!

10 commenti:

  1. e allor urliamo tutti, sperando che sia un urlo liberatorio

    RispondiElimina
  2. e che cos'aveva poverella?

    RispondiElimina
  3. una connettivite indifferenziata, sieronegativa, non abbastanza grave da essere classificata come una reumatoide sieronegativa, ma abbastanza grave da non farle avere pace. Le malattie rare, nel loro insieme, interessano il 10% della popolazione. Baci.

    RispondiElimina
  4. Unaparolaperte2 aprile 2008 14:59

    ...ecco, e visto che sto facendo impazzire anche il niguarda di milano, io credo di essere tra quel 10%. Di positivo c'e' che sono due anni che stanno cercando di fare una diagnosi ed in questi due anni io contino a non avere sintomi....si vive con la spada di damocle sopra la testa ma si finisce con assaporare ogni giorno che passa ancora di piu':-) fortunata la signora che ha trovato lei...perche' quando abbiamo qualcosa fuori dal protocollo mica e facile sapere chi puo' aiutarci!

    i mei complimenti per lei, soprattutto per il lato umano che mette a disposizione della medicina...a volta e' piu' efficace di una pillola...

    S.

    RispondiElimina
  5. (en passant..l'hai scritto molto bene;semplice, e ci vuole molta perizia,per riuscirci, a mio modesto parere)

    Sui contenuti..come è possibile che tanta parte dipenda dal medico che trovi?

    RispondiElimina
  6. eh, alp, perchè le malattie grosse, quelle da manuale, sono facili da riconoscere. Quelle gravissime, dove i sintomi si confondono con le complicanze, alla dottoraus, sono difficili, e quelle lievi, sfumate, insidiose, con pochi sintomi, sottovalutati dalla stessa persona interessata, sono le più difficili in assoluto. Ci vuole pazienza, interesse, curiosità, meticolosità nell'anamnesi e nell'esame obiettivo, e bisogna fidarsi di quello che ti racconta il paziente. Bisogna essere dei professionisti seri, anche. e non si fanno diagnosi per telefono o via web. E neppure diagnosi miracolose in cinque minuti. Il paziente va visto, rivisto, ci si riflette, si approfondisce, si controlla. Non ci sono metodi segreti o trucchi di nessun genere. E' solo attento lavoro. Solo questo.

    RispondiElimina
  7. una volta lessi un bello scritto breve, intitolato, forse, paradigma indiziario..dove si parlava degli expertise nel campo dell'arte, riconoscere autore del quadro dagli indizi, ricondurre a insieme il frammento..ecco,mi è venuto in mente leggendo qui nei tuoi commenti

    RispondiElimina
  8. bello il tuo commento #7


    è quello che questa "modernità" ci vuole togliere... il riflettere, la possibilità di vivere con, per capire, per immedesimarsi... questa slowlife (vitalenta) che mal si addice a tutti quelli che ci vogliono insegnare il mestiere (il tuo come il mio), che ci vogliono ridurre i tempi per tagliare i costi, ma mai i loro, ed aumentare i profitti, i loro.


    "Loro" sono ovviamente i manager e tutta quella cricca che pensa sempre solo ai soldi (togliere i tuoi ed accumulare loro) e mai al servizio che il loro ente e la loro funzione deve dare. Forse non sono tutti così, e qualche buon manager ci vorrebbe... ma io non ne conosco.

    RispondiElimina
  9. al momento neppure io ne conosco...

    baci

    RispondiElimina