domenica 9 marzo 2008

fatto... a metà

ho finto il mio pezzo di portfolio; adesso dovrei fare quello che ho proposto io, cioè il lavoro sulla condivisione in rete dell'esperienza di malattia e del rapporto di cura. difficile. perchè nella prima parte mi è stato rischiesto di esaminare il problema della responsabilità dell'esattezza e comletezza dell'informazione, che non c'entra nulla, ma che loro la vogliono come preliminare. Eche a me non interessa, perché credo nella filosofia del web 2.0, cioè che la attendibilità di una informazione va verificata dall'utenza con controlli incrociati e che il popolo di internet è in grado di scegliere, controllare verificare e sputt*** anche gli inaffidabili. che è finito il tempo dei grandi garanti anche perché i grandi garanti hanno dato pessima prova di sè e dimostrato che non sanno garantire un bel niente, a partire dai giornalisti, per continuare, ohimè, con gli ordini professionali, troppo distratti e inadeguat, per finire con la magistratura, e salvo solo un pochino la polizia postale che ci prova e qualcosa di tanto in tanto ottiene.


Senza i grandi garanti è il tempo della cresita individuale, di una maggiore maturità dell'utenza stiolata dalla consapevolezza del rischio. L'idea che ci fosse una garanzia ha reso tutti creduloni di fronte all'informazione televisiva, per esempio, o della carta stampata. Informazione garantita vera.... e quando poi non lo è? e quando non è nemmeno sincera? quando non è neppure in buona fede? E' meglio che l'utente sappia che non c'è nessuno che garantisce e quindi si dia una mossa lui a cercare verifiche di attendibilità. Punto e basta.


ma, dice, se uno è medico?


dipende.


se scrive in quanto persona della propria esperienza lo fa con una credibilità pari a quella di chiunque altro.


se pretende di scrivere professionalmente, allora è un altro paio di maniche.


Io non apprezzo affatto chi fornisce consulenze mediche in rete.


Mi è capitato di dare consigli per lettera a qualcuno che me li ha chiesti, ma sono sempre, anche in quei pochi casi, stata prudentissima ed ho sempre  cercato di mettere in contatto con colleghi in grado di esaminare i problemi di persona, accessibili geograficamente alla persona che mi aveva chiesto consiglio. Un consiglio medico non si può quasi mai fornire senza aver visto in faccia, visitato, consultato direttamente la persona interessata. Per lettera ti posso dire al massimo da chi andare o dove andare, e comunque sempre in privato, mai pubblicamente.


invece giro e vedo siti come dentissimo punto it o com non ricordo, dove ti fai fare un preventivo dal dentista meno caro e più vicino a te. Poi se il dentista lavora bene o male non lo sai. al limite non sai neppure se il lavoro te lo fa lui o se fa da prestanome ad un non dentista.


e poi ci sono quelli che onestamente vorrebbero fare della informazione e divulgazione, ma pure quella ci vuole una preparazione specifica per farla, è tanto facile scrivere intendendo una cosa e poi dicendone in effetti un'altra.


poi ci sono quellli che in rete si fanno propaganda proprio, sono venuta a conoscenza qualche mese fa di un chirurgo estetico che si faceva propaganda sul suo sito, e poi alla prova dei fatti non era chirurgo, cioè non era specialista in chirurgia, era tutto autodidatta, diciamo così, e non era neppure assicurto per gli atti di chirurgia, men che meno per quelli di chirurgia estetica, e ne sono venuta a conoscenza facendo una piccola consulenza assicurativa.


gli ordini dei medici che fanno in proposito? praticamente nulla, anche perché non hanno i mezzi per fare nulla. se non li ha la polizia postale, dove li potrebbero trovare gli ordini dei medici,eh? non possono proprio fare nulla, questo è.


la pubblicità di cui si occupano  gli ordini è quella sui giornali o sulle targhette dei campanelli o sulle pagine gialle o bianche che siano, a meno che qualcuno non faccia una denuncia o una segnalazione, ma come fai? intanto devi sapere  quale ordine provinciale è iscirtto il medico in questione, e come fai a scoprirlo? e se il medico neppure è un medico? e se scrive da un indirizzo estero?


scaricare sugli ordini dei medici la responabilità di controlli sul contenuto del web è talmente irrealistico da far scappar da ridere.


Mi arrendo. se debbo parlare della condivisione dell'esperienza umanda della sofferenza è un conto, qualcosa posso dire, ma se debbo relazionre sulle possibilità di verifica dell'informazione medica in rete, in due o tre giorni, ebbene non ho la competenza giuridica per farlo. E se parlare della seconda cosa è condizioe perché io possa parlare della prima, vabbè, non parlerò. Tanto la rete cammina, inonda, invade, non c'è bisogno che io ne parli per farla crescere, e non servirà che io taccia per poterla anche solo rallentare.

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