martedì 25 marzo 2008

E SE IL BLOG E' UNA STAGIONE DELL'ANIMA...

... qui siamo in pieno inverno, e aspettiamo la primavera.


Si perchè mi sento parecchio svuotata e ingrigita. Lasciare il pater col badante peruviano è mortificante. E' corretto, attento, professionale, e assolutamente estraneo e disinteressato a lui come persona. Un pezzo di ghiaccio sorridente. ok, forse è solo riservato, o timido. Non lo so, ma è assolutamente preciso nel lasciarlo solo all'ora che gli spetta, come quegli impiegati che alle cinque meno cinque hanno già liberato la scrivania, messo tutto nei cassetti, posato la penna, e guardando l'orologio protendono la mano verso il cappotto. e alle cinque meno un minuto fanno la fila davanti all'orologio smarcatempo col cartellino in mano.


La domenica lo alza in anticipo rispetto all'orario solito, in modo da vestirlo, come gli abbiamo chiesto, e poter comunque uscire alle otto in punto.


Rigido, inappuntabile, tiene la crema per le mani sul comodino, lava i piatti coi guanti di gomma, ha un bel quaderno di ricette che segue scrupolosamente  producendo comunque roba immangiabile.


Del resto adesso neppure delira più, almeno delira pochissimo, solo quando non si sente al centro dell'attenzione. Oh, il badante non gli piace. Si è rassegnato, ma non gli piace. E l'intera situazione lo deprime.


Deprime anche me.


Francamente se non avessi famiglia me lo porterei a casa. Ci litigherei, è vero, ma almeno lo avrei sott'occhio. Sarebbe rassicurante.


Ma così non posso. Lo so come farebbe, lo so. E' brutto dirlo ma sarebbe molto più allegro: passerebbe la giornata a criticare e maltrattare tutti: figli e marito. E per pura e semplice gelosia. Per desiderio di essere l'unico titolare delle mie attenzioni.


Renderebbe la vita impossibile ai miei figli e io sono responsabile innanzitutto verso di loro. Mio padre ha altri tre figli, i miei figli non hanno altre madri.


E' un inverno questo: freddo, brullo e ventoso, un inverno siccitoso e quest'aria gelida la sento che fischia attraverso i links, scompiglia i tags, raggela il template.


Questo blog resisterà fino a primavera?

18 commenti:

  1. io spero di sì.

    mi aiuta, sembra buffo scriverlo.

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  2. soledifebbraio25 marzo 2008 11:04

    i letarghi possono essere più o meno brevi. se rimani al calducccio ancora un pò, se avrai pazienza di aspettare la primavera e i suoi primi germogli, questo spazio sopravviverà.


    tenerissimo quello che hai scritto sul tuo papà.

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  3. ma certo che resisterà!

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  4. cosa dirti che tu non sappia già?

    ehi, è primavera!!!

    è il 25 marzo!!

    o intendevi la "prossima", primavera?

    c'è sempre una primavera che, come molte cose, arriva quando non si aspetta più, e ci sorprende.

    forza.


    ndr

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  5. le stagioni dell'anima, le stagioni del cuore, gli eventi di vita, sono difficoltà che incontriamo sempre sul nostro cammino di vita, a volte non ci pesano, a volte sono pesanti come montagne, ma alla fine c'è sempre il sole su tutto...come il sole di questa pazza primavera, che a momenti c'è e dopo un attimo è sparito

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  6. ombraincantata25 marzo 2008 22:14

    noooooo...non ci lasciare....sfogati qui, è fatto per questo il blog (anche per questo)

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  7. Hai espresso un bel pensiero. Mi piace. Ti chiedi se il blog resisterà? Mi auguro di si, assolutamente!

    Grandi cose, Antonello

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  8. Non devi sentirti in colpa, tu stai facendo le cose giuste. E capisco la tristezza, lo sconforto. Anch'io ti chiedo di resistere, la primavera arriverà a scaldarti.

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  9. So di non trovare il consenso dei tanti che leggono il tuo blog con piacere (e tra questi includo anche me, naturalmente), ma forse è meglio lasciar perdere per un po' il web e stare con papà...

    Forza e coraggio,

    Epa

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  10. soledifebbraio27 marzo 2008 09:52

    uhm.

    mi permetto di non condividere il pensiero precedente.

    se continui a scrivere, a scriverti, non togli niente al tuo papà. trovo che la scrittura sia un valido aiuto, anzi. come una valvola di sfogo. sempre meglio che rompere il servizio buono di piatti per palcare i nervi.

    un caro saluto

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  11. ullallà

    che bello scritto


    quando avevo 12 anni pensavo che i problemi con i genitori si sarebbero risolti ai 18


    quando avevo 18 anni, pensavo che i problemi genitori/figli si sarebbero risolti una volta iniziato a lavorare


    quando ho iniziato a lavorare, pensavo che i problemi genitori/figli si sarebbero risolti una volta staccati di casa


    quando mi sono staccato di casa, pensavo che sarebbe stata solo questione di tempo


    oggi penso che i problemi genitori/figli non si risolveranno mai, perché alla fine non siamo molto evoluti, dacché le famiglie erano composte dal pater e dai discendenti, dagli 8 discendenti, tutti nello stesso cortile cascinale, con le figlie ad andarsene c/o mariti, con i figli ad accogliere le nuore.


    insomma io non lo so come si scacciano via i pensieri che tutti si fanno sull'essere all'altezza, sui sensi di colpa, sulle cure, sulle attenzioni da dedicare


    so soltanto che la società è cambiata molto, ma il senso della famiglia no. soltanto che le due cose sono difficilmente conciliabili, e generano conflitto.


    Ma ce la vedete la giovane 34enne neosposa che passa dal suocero prima di andare al lavoro a chiedergli se necessita di qualcosa, che a sera farà la spesa? (cosa che le attuali 60enni facevano regolarmente, almeno nelle campagne attorno a me, trent'anni fa, e forse ancora oggi)


    giac

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  12. Ribellati, Capsicum!

    L'erba cattiva non muore mai,

    quella buona vien mangiata subito!!!

    Comprati qualcosa di piacevole, fosse anche solo un singolo fiore o un cioccolatino, prepara la cena, metti a letto il piccolo, gli altri si arrangino, ed escitene per una sera spensierata in compagnia di amici!

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  13. Raramente ho letto una cosa così sincera su questo argomento, e comunque piena di affetto. Io spero con tutto il cuore che il blog resista.

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  14. il blog non lo so, ma io spero di resistere. Il blog, sto riflettendo su questo, non hgo poi scritto la tesina, perché s'è ingigantita e ha tirato in ballo legislazione, bioetica, deontologia, concetti di psichiatria, di psicoterapia, l'autoaiuto, e ci vorrebbero mesi di lavoro per tirarne fuori una cosa decente e scritta con un minimo di competenza. Altrimenti a me non piace. No, sono rimasta a metà del guado, e sto continuando a pensare. pesno il blog, penso i blog, e penso la rete, e mentre la penso faccio altre cose, prima o poi scriverò questo lavoro. Intanto devo dire che mi avete detto delle cose molto belle e molto vere, e anche julia ha messo l'accento su questo. Quando siamo indifficoltà, cosa ci può aiutare? Se non la verità assoluta, che non possediamo, almeno la sincerità, quella si, non ci dobbiamo, credo, mai rinunciare, a costo di pagarne il prezzo. Che a me quando dico questa cosa mi viene in mente la vecchissima barzelletta di Dio che caccia Eva dall'Eden dicendole: pagherai col sangue, ma in comode rate mensili...

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  15. In quest'ultimo post hai invertito più lettere del solito durante la battitura. Ma allora mi hai dato retta, ti sei ribellata e sei uscita per un bicchier di vino con amici? Spero di sì!

    Ciao

    Rlily

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  16. col marito. un bicchierino di porto col marito. ;)))

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  17. Resisterà!

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  18. Ti abbraccio. Punto.

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