venerdì 15 febbraio 2008

MIELE

Ieri a pranzo pane e miele, ieri a cena minestrina e pane e miele. Colazione di stamattina: pane fresco col miele. Pranzo: bistecca e pane e miele. Cena: tazza di brodo e pane e miele.


Ieri sono stata dal signor S. e sono tornata a casa con diversi chili di miele: d'acacia, di tiglio, di erba medica. Ma che miele! Miele e storie...


Io: ha ancora tanto miele?


S: eh, ce n'è! ho sentito in tanti che si lamentano che hanno perso anche la metà delle api. Io non solo non ne ho perse, ma ho fatto due cassetine nuove con due nuovi sciami. e del miele... del miele fin che ne vuole ne ho!


Io: Davvero?


S: si, ma sa, le api, io sono tanti anni, insomma, bisogna...


Io: sii?


S: c'è tanta gente che si improvvisano apiari. Io è sessant'anni, sa, e le api vanno guardate tanto. Io ci vado anche due o tre volte alla settimana a guardarci in ogni cassettina. Le api sono come bambini piccoli: hanno bisogno di tutto. E se magari stai dei giorni senza guardarci, metti che nella cassettina c'è qualcosa che non funziona (nota: fa una pausa, ma non chiarisce quali innumerevoli cose potrebbero non funzionare)... metti che qualcosa non funziona e tu non ci hai guardato e non te ne accorgi subito, loro soffrono, poverine, e soffrono e magari muoiono. Oppure....


Io: ..... (paziente e sorridente attesa)


S: (scrolla le spalle e sorride) .. anche se ne vanno, loro. Se stanno male, è chiaro. Io ne ho raccolto uno sciame nel campo (scrolla le spalle) io credo che sono scappate da uno (gesto e smorfia eloquenti di disgusto) uno che ci tiene poco, che le lascia così.. e loro le ho trovate attaccate ad un albero, scappate, così sono andato a raccoglierle e ci ho dato una cassettina, e sono belle e felici. (passa in rassegna i suoi mieli, sceglie i vasi per me) ... e non le mando in giro, le mie api, non faccio come quelli che le danno via un po' qua e un po' là. Loro stanno sempre a casa loro, tranquille stanno,  solo ne porto ogni anno due cassettine nel campo di mio cognato, quando fiorisce l'erba medica, ecco qui (e mi prende un vaso di miele cristallizzato, screziato di bianco):  il miele si conosce, questo è erba medica, guardi come è duro. A me piace il miele duro, più è duro meglio è, ma se uno lo volesse tenero, magari perchè ci ha dei bambini, ora ci spiego come deve fare. Lo mette in una bacinella di acqua calda, ma non tanto calda. Quaranta gradi, massimo. Lui piano piano si scioglie, prima intorno e poi anche al centro. Ma se l'acqua è più calda, stia attenta (e fa una pausa guardandomi negli occhi), stia attenta, si scioglie uguale, ma solo che quando torna duro diventa come il marmo, come un sasso, e non si scioglie più!      Eh, le api! come i bambini uguale, vanno guardate, sempre guardate, tutto l'annno. Io mi porto dietro la mia nipotina, nel campo.....


e qui si passa ad altro argomento: bambini e miele, bambini e nonni, bambini ed agricoltura.....


7 commenti:

  1. Le storie...è una delle cose più belle di questo lavoro, secondo me...ieri, ho parlato con un paziente per un'ora, mi affascinava la sua storia, è bellissimo.

    Perchè la "medico", anche se in erba come me, ci si racconta a meraviglia, pare quasi che ci si "doni".

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  2. Tutto questo colloquio in dialetto romagnolo, naturalmente.

    Vecchi ricordi dell'infanzia. Ma non ricordo più certe parole. Ape per esempio. Come si dice? Ev, forse. Si, forse è così.

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  3. bello quest'incontro, dove l'erba medica e le api portano favole

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  4. tenerissimo

    dolcissimo

    mielosissimo

    grazie.anto

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