giovedì 27 dicembre 2007

IL CONFINE DEL VERO. IL COLORE DELLA VERITA'

 

 

-E cosa che lui fa in compvuter tutto tempo? Lui lavora, dice, lui lavora tanto, ma a cosa?

-Scrive. E’ convinto di scrivere un articolo molto importante che verrà pubblicato e letto in tutto il mondo.

-Che cosa articulo?

-Un articolo è uno scritto di filosofia, di storia, o di altri argomenti molto difficili.

-E loro pubblica? Qvalcuno publica?   

-No, nessuno lo pubblica. Nessuno pubblicherà più le cose che scrive.

-Ma lui una volta pubblicavano?

-Eh, si, una volta si. Ma è passato tanto tempo. E adesso lui scrive cose senza senso, ma per fortuna non se ne rende conto.

-Ma perché voi non dice qvesto, non dice verita su qvesto, non dice lui nessuno pubblica? 

-Per non dargli un dispiacere.

-Ma qvesto che voi fa non è verita. Io no sarei capace di dire no verita.     

 -Si, non è vero, ma non fa male a nessuno. E poi lei non deve dire niente. Non gli dica nulla.

-Ma lui passa tanto tempo in compvuter, tutto suo tempo perso, lui può forse fare qualcosa, no?

Cosa? Non cammina, è inverno, non esce. Potrebbe guardare la televisione? I quiz? Oppure mangiare. Ma non gli fa bene mangiare, deve dimagrire, è diventato tanto grasso.       

-Si, è vero, lui non avere nulla che potere fare. 

-La vecchiaia è uno schifo, cara signora.



 Uno schifo, davvero. Mentre noi viaggiamo nel buio verso casa, nella mia macchinetta rossa, calda e comoda, penso a lui che si concentra davanti allo schermo, rilegge, aggiunge, corregge, salva. Penso all’idraulico che la settimana scorsa non voleva credere che fosse demente. Fa finta, diceva, finge: io l’ho visto come usa il computer, bisogna vedere come scrive e come ci lavora, e lei mi vorrebbe far credere che non capisce più?

Certo, sembra strano, ma quando ancora era in possesso della sua mente usava il computer meglio di una macchina da scrivere. Aveva accolto con entusiasmo questa meraviglia, se n’era impadronito perfettamente. Nessuno si meraviglierebbe se usasse una penna o una matita, se scrivesse su un foglio o in un quaderno le stesse frasi sconclusionate che scrive in word, e allora?

Certo un programma nuovo non riuscirebbe ad imparare ad usarlo. E due settimane fa ha mandato il badante a comprare una stampante nuova perché aveva inavvertitamente disinstallato la vecchia e s’era convinto che fosse rotta. Si è fermato a windows 98 e alle vecchie versioni di word. Ma noi gli compriamo la carta, le cartucce, i dischetti, almeno finché li vendono ancora i vecchi floppy, e gli diciamo che è bravo, che scrive delle cose interessantissime, che siamo fieri di lui.

Domani si vedrà.

La verità, ebbene, non c’è forse verità anche nel delirio? Una verità più colorata, più luminosa e accesa, una verità più vera del sogno, contemporaneamente onirica e reale. Sigmund Freud non è passato invano neppure da qui.

4 commenti:

  1. La verità è che voi lo amate talmente tanto che non avete il coraggio di dirgliela...e poi perchè togliergli le ultime illusioni che gli sono rimaste?

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  2. A volte la verità e l'amore non parlano la stessa lingua.

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  3. son di corsa sono in casa di amici


    AUGURONI


    remo bassini

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  4. Terribilmente vero..........

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