lunedì 26 novembre 2007

UNA SETTIMANA  DA SPALATORE DI NEVE


Una volta da queste parti venivano delle nevicate come si deve. All'epoca nel mio condominio abitavano praticamente oslo degli anziani, oltre a  me e mio marito. Essendo gli unici giovincelli ci toccava, se volevamo uscire con la macchina, la spalatura dello stradello: una trentina di metri appena, ma tutti nostri, da spalare.


Avevo comprato una bellissima pala da neve e almeno un paio di volte l'anno mi rieducavo tutta la muscolatura della schiena a furia di spalate.


Ecco, ho avuto una settimana così, a spalare malattie, non neve, malattie e vaccini e controlli. Ho saltato il pranzo ogni giorno, sono arrivata a casa dopo le otto ogni sera,  ho lavorato anche sabato fin dopo le tredici, eppure stamattina ho avuto da ridire con due extracomunitari che sostengono di non essere riusciti a farsi visitare da me.


Stamattina pochissima gente in ambulatorio: la notizia dello sciopero dei medici ospedalieri ha tratto in inganno molti, evidentemente. Noi, non si scioperava.


Sono stanca, ho il frigorifero vuoto, debbo parlare con la maestra del mio piccolo e accompagnare il padre a fare delle commissioni.


Qui fuori alcuni pazienti del mio collega, ancora in fila per farsi visitare da stamattina alle otto, protestano per l'inefficienza della sanità e dei medici di famiglia in particolare. Minacciano denunce. Ognuno vede solo il proprio interesse particolare, ognuno è illividito, rivendicativo.


Una mia paziente, malata di cancro con metastasi diffuse alle ossa, ha visto "Mi manda rai tre" ed è venuta a chiedermi lumi sullo Zometa.


- E' vero che può distruggere la mandibola?


- Si, cara signora, raramente ma può accadere.


- E allora che debbo fare? Io ero così contenta che mi levava il dolore...


- Può correre il rischio dell'osteonecrosi o tenersi i buchi nelle ossa, tutte le terapie  per il suo problema presentano lo stesso rischio di osteonecrosi.


- Ma allora come faccio?


- Può scegliere se fare o no la terapia. Nessuno è obbligato a curarsi, ma se si cura corre il rischio di effetti indesiderati.


- Ah, ma la mia malattia se non la curo mi uccide, lei lo sa.


Ecco, e mentre sto scrivendo un paio di maleducati pretendono di saltare la fila dal mio collega o in alternativa chiamerebbero il 113.


Che dobbiamo fare? Potrei tornare a fare il mio vecchio mestiere, le scuole private qui a Bologna hanno tutte la lista d'attesa, il lavoro non mi mancherebbe di sicuro e la gente mi ringrazierebbe anzichè minacciare di chiamare i carabinieri.


Francamente non so chi ce lo fa fare.


 


 

8 commenti:

  1. ieri sera ho visto uno stralcio di report. la mia sarà codardia ma non riesco mai a vedere il programma per intero.

    si parlava degli sperperi di quel tale ospedale che, anzichè assumere infermieri a paga piena, ha appaltato il servizio a una società di pulizie che assume infermieri alla tariffa di pulitori.

    il risultato è che all'infermiere vanno sei euro lorde, mentre l'ospedale ne paga quindici e oltre alla società di pulizie.

    c'è chi si sperpera, chi si arricchisce, chi stenta ad arrivare a fine mese.

    ci vorrebbe un pò di buon senso. in tutto.

    dottore, ha la ricetta ?

    :-)

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  2. Nessuna pazienza, abbiamo sempre la pretesa di essere i primi di sembra quasi che quando siamo ammalati siamo gli unici a stare male...Da panico veramente la trasmissione di venerdì sera, ti fa venire i dubbia che qualsiasi terapia possa curare da una parte e scassare dall'altra, ma dobbiamo fare una scelta, tanto non sarà quella che ci ammazza

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  3. @ sole: si, la faccenda degli appalti fa schifo, una mia paziente mi ha chiesto di mettere un annuncio nella sala d'attesa in cui si offre come badante, donna delle pulizie, stiratrice, per sette euro l'ora, trattabili. Mi ha detto che l'agenzia per cui faceva lo stesso lavoro la pagava tre euro e mezzo, lordi. I sei euro degli infermieri- pulitori ce li sogniamo, qui. @ ziacris: si, non capisco come mai le informazioni non vengano fornite con un pochetto più di sincerità, forse i miei colleghi desiderano evitare di spaventare i pazienti, forse temono che qualcuno rifiuti di curarsi, ebbene non sarebbe un diritto anche questo? @ blanche: diventa difficile, sai? dopo aver scritto il post sono uscita e c'era già la fila delle tre ad aspettare l'altro collega, il primo mi ha fermata e mi ha fatto vedere una ricetta "sbagliata" fatta dal mio amico. Dico cosa ci sarebbe di sbagliato? e lui: non so, il cup dice che così non si può prenotare. dico: perchè non si può prenotare? e lui: perchè le prenotazioni sono chiuse, non c'è posto. E io: e allora come può questo rendere la ricetta sbagliata? cosa c'entra la richiesta col fatto che non ci sia posto per prenotare? e lui: il cup ha detto che se ci mette "urgente" il posto si troverebbe, forse. conclusione: è colpa del medico di famiglia se non ci sono posti nelle agende: basta scrivere urgente e si risolvono i problemi della sanitaà, ance se poi la conseguenza è che non troveremo i posti per le urgenze vere, quelle in cui il paziente è in pericolo, e non semplicemente ansioso per il suo colesterlo.

    Vedi, sono tanto stanca di fare il bersaglio in questo gioco al massacro, e per giunta è vero che la sanità è ipertrofica, che viviamo al di sopra dei nostri mezzi, che c'è un eccessivo consumo di farmaci e prestazioni: quella richiesta, per esempio, era completamente inutile, un esame di rassicurazione per una signora isterica. Che ora pretende pèure l'"urgenza"....

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  4. sugli scioperi devi ammettere che per il comune mortale non c'è molta chiarezza... a volte neanche tu sai chi sei (professionista? dipendente? capro espiatorio?)


    per il 113 ovunque vai è così... si è elevato il livello del contenzioso... ma forse è perchè siamo sempre presi per il c***... e molti non riescono più a distinguere


    baci

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  5. Cara Capsicum,

    meno male che ci siete ancora... tu e quelli come voi.

    Io quando vado a fare una visita dal medico di famiglia mi ritrovo in mezzo a una banda di vecchiette, ci sono quelle che stanno male, quelle che non hanno niente da fare, quelle che le manda la figlia a prendere la ricetta... a volte mi chiedo come faccia il medico a mantenere la concentrazione. Io avrei il terrore di visitare qualcuno con superficialità, uno fra i tanti, e magari mi sfugge una cosa grave...

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  6. prrof, ma com'è che mi metti sempre il dito sulla piaga? no, non c'è chiarezza, ma bastava che i tiggì spendessero due o tre parole in più per spiegare che gli scioperi riguardavano solo ospedali e poliambulatori e che i medici di famiglia e la guardia medica avrebbero lavorato come solito. Però si perdeva in sensazionalità, ti pare?

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  7. caro filippo, certo che ce l'ho il terrore. Quasi la certezza. Mi consola il fatto che se i sfugge qualcosa oggi avrò ancora una occasione fra qualche giorno, perchè i miei pazienti li rivedo sempre, loro o qualche familiare. baci e auguri

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