sabato 3 novembre 2007

UNA GIORNATA PARTICOLARE


Allora. La mia insegnante affermava draconianamente che non si comincia mai una frase con allora.


Ma allora io sono stata a vedere registrare Ciao Darwin.


Ecco.


Tutti i miei conoscenti mi chiedono di raccontare com'è e a tutti ricomincio da capo la storia e m'accorgo che ormai comincio con la sintesi. Che è questa.


Sono bravi. Fanno un programma con quattro soldi che sembra una roba hollywoodiana. Hanno costruito una gara con dei dispositivi elastici di controllo dei punteggi tramite correttivi ben mimetizzati, ma la fanno in modo che la gente creda che tutto è spontaneo, e per ottenere questo ingannano anche una parte dei concorrenti.


E non facciamo gli scandalizzati, per favore. E' un lavoro, mica palle, e lo fanno come si deve, da professionisti. Con cortesia, disciplina, correttezza, intelligenza. I tre addetti che si sono occupati del mio gruppo hanno avuto la mia ammirazione. Titti, Antonella e Maurizio erano ovunque, a gestire il branco di ragazzette che sparivano, disattendevano le istruzioni, Insomma io li osservavo e mi dcevo: ecco, quando si dice pascolare gatti, questo è.


Bravi.


Si, ci sono quelle ragazze che fanno le modelle e vengono inviate da agenzie apposite, ma non lo dicono, fanno finta di nulla, solo alla fine te ne accorgi, e solo se tieni gli occhi e le orecchie ben aperte. Magari scopri una ragazza intanata in un angolo che telefona e relaziona: "ho chiesto quanto mi danno e mi hanno detto che mi pagheranno in base a quello che farò, ma qui sembra che non mi facciano fare quasi nulla.... si .... no.... no, senti, li devi chiamare!.. adesso, insomma, li devi chiamare... perché io non sono mica venuta qui per niente... la sfilata, è arrivata l' A****, sai quella della Agenzia *****, lei la fa, a me non hanno confermato... si... no... ma allora..."


Poi scopri che un gruppetto viene da una tv privata della tal regione, e un altro viene da altra tv privata di altra regione, poi una delle ragazze parla con una delle segretarie di produzione e quella le dice "Si, ma a me non interessa tanto la struttura della tua trasmissione, io voglio vedere  come conduci, tu mi mandi il DVD e io vedo come conduci e poi ti faccio sapere"


Poi due signorine che dovrebbero essere estranee al mondo dello spettacolo sono sedute in un angolo e si scambiano il mascara e l'una enumera all'altra tutte le cose che ha fatto: la tale trasmissione, la talaltra, e poi questi eventi e  questi altri, eccetera. Una ancora si vanta che lei fa il teatro, mica questa roba qui tutta falsa e montata, nel teatro le cose sono vere, non le aggiusti in post produzione, nel teatro si. E ancora una dice: è la terza volta che vengo, sai, ero piaciuta ad un regista, che poi è morto, poveretto, e lui mi chiamava sempre, io poi faccio le serate nei locali, e quando si presenta afferma di essere giornalista pubblicista, poi uno si chiede perchè il giornalismo abbia perso rispettabilità.


Poi qualcuna delle aspiranti modelle, evidnetemente insoddisfatta, se la svigna e gli addetti alla produzione girano tra di noi con aria sgomenta chiedendo: avete qualcuno, conoscete qualcuno, qui a Roma, disponibile a venire qui a fare la Pupa?


Tiriamo fuori numeri di telefono, i walkie talkie sono incandescenti, il pronti in studio è appena fra tre ore.


Insomma, poco prima dell'inizio della registrazione m'ero fatta una botta di conti e circa i due terzi delle cosiddette concorrenti erano aspiranti starlette più o meno navigate.


Perché, voglio dire, persino alla breve intervista con Moccia, uno degli autori (si, quello di 3MSC), avevo cominciato a capire l'andazzo. Non posso proprio credere che delle ragazze impegnate, lavoratrici, studentesse universitarie, affermino che la tettonica è qualcosa che ha a che vedere col corpo femminile, che serafico significa subdolo, che spinterogeno, ah, non so.  


Ti danno il regolamento della trasmissione (del gioco, c'è scritto) e tu lo devi firmare, e il succo di tante pagine è: primo: abbiamo sempre ragione noi; secondo: non ci puoi contestare in nessun caso, terzo: devi fare quel che ti si dice.


Inoltre l'accurato esame della struttura del gioco ti fa subito capire che ci sono dei meccanismi correttivi che consentono al conduttore di aggiustare il punteggio sia in corsa che prima del gioco finale, in modo da arrivarci con poco scarto tra le due squadre, e quello scarto nella direzione voluta.


Già prima della registrazione sono noti i nomi di coloro che verranno estratti a sorte "in diretta" per la tal cosa o per la talaltra e anche quale delle due squadre vincerà, ma quest'ultima cosa viene dissimulata fino alla fine, per ottenere la massima partecipazione e impegno delle aspiranti veline, che si sbracceranno, si agiteranno, si dimeneranno e si metteranno in mostra tutto il tempo, mentre le poche concorrenti genuine, richieste di partecipare ad  un balletto, torneranno col volto cupo dalla prova costumi e si rifiuteranno recisamente di esporsi al ridicolo.


Tutto estremamente ben organizzato. Anche se non ho capito se il conduttore abbia una memoria prodigiosa o una prodigiosa capacità di improvvisazione. Però sempre prodigioso è.


Per non parlare della bravura dei tecnici delle luci e della ripresa. Quando l'immagine dello studio compare sul grande monitor rimani estasiato: non riesci a credere che la scialba scenografia che ti circonda, i pavimenti graffiati, i muri sbiaditi, le seggiole grigine e le strutture di compensato dipinto, possano apparire tanto lustre, lussuose  e sfavillanti.


I costumi da quattro soldi delle ballerine, di tulle sintetico pencolante, semistrappati sotto i tacchi, sullo schermo sembrano vestiti firmati. E quando l'impianto luci salta i tecnici lo riparano nel tempo della registrazione di uno stacchetto in penombra.


"Tanto lo aggiusto in post produzione" è l'affermazione rassicurante del tecnico dopo un errore nella trasmissione del sottofondo musicale.


Alla fine, dopo l'ultimo applauso, tutti se la squagliano. E chi non si leva dai piedi abbastanza in fretta viene invitato a velocizzare. E' tardi, i tecnici sono stanchi, gli addetti della produzione sono esausti.


Io? Si, mi sono divertita. Mi sono proprio divertita.


Baci


Capsicum l'Impegnata.


P.S. questo post è un casino, ma anche preparare un programma televisivo lo è.....

6 commenti:

  1. BaroneAgamennone4 novembre 2007 21:45

    mai visto in tv, ma visto dal di dentro sembra ancora peggio...di che cappero parla stò programma?

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  2. parla? di niente, è chiaro, ma ne parla molto bene ;))

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  3. del resto, barone, con un autore come moccia, voglio dire, ha scritto tre libri che hanno venduto uno sbanderno di copie, senza parlare assolutamente di niente.... ma parlandone evidentemente in modo molto convincente e avvincente. quando uno c'ha il dono.... e bada che lo invidio, sai?

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  4. BaroneAgamennone5 novembre 2007 22:46

    capiscum, non sapevo che l'autore di quella trasmissione fosse Moccia...però, ora, capisco...:)

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  5. mai letto libri di moccia e non me ne viene la voglia... è per caso quello che ha fatto vendere un sacco di lucchetti???


    lo spettacolo non l'ho mai visto, ma forse è perchè non ho la tv... direi che non ne sento l'esigenza ;)

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  6. esatto, il lucchettaro! pensa che non ho mai letto uno dei suoi libri, e neppure me ne viene la voglia. Sono proprio una ignorantona!

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