mercoledì 14 novembre 2007

 


SPIGOLATURE DAL CONGRESSO SICP - 1


Sono a Perugia al Congresso della Società Italiana di Cure Paliative. Ho raccontato l'esperienza di blogger mia e di Giorgi di Il mio Karma. Sette minuti. Tanto per darvi un'idea. Qui nessuno conosce il Web 2.0; qui l'unica domada l'ha fatta un moderatore e verteva sulla preoccupazione che i pazienti in rete possano trovare una comunicazione non controllata.
Non controllata.
Io lo sapevo che i medici hanno questa maledetta esigenza di controllo.
Io lo sapevo che i medici hanno sostanzialmente paura. Però non immaginavo quanto...
Paura.
Come possiamo pensare noi medici di infondere fiducia, coraggio, speranza ai pazienti se noi stessi non abbiamo neppure cominciato ad affrontare il fatto che siamo paralizzati dalla paura?

Ci sarà  mai nella medicina un momento maturo per la comunicazione libera, la comunicazione senza controllo?



Se qualcuno arriva qui dal congresso SICP sia il benvenuto.
Giri, faccia come a casa sua, clicchi sui links qui a sinsitra, clicchi sui commenti.
Accanto al nome del commentatore ci sono dei piccoli simboli. Se cliccate su quello a forma di casina entrate nel sito personale del commmentatore.
Buona navigazione.
Capsicum
 

6 commenti:

  1. Un medico, che non conosceva Internet, colpito da una rara sindrome non identificata, ha imparato velocemente a ricercare nel web informazioni ed esperienze sui blog . L'accoglienza del sentimento della paura è un percorso che puo essere aiutato, ma deve sempre partire da esperienze personali. Consiglio il ricovero in ospedale di paese del quale si ignora la lingua, senza lingue di mediazione.

    Buon lavoro ai mediatori intelligenti come te..

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  2. Non sanno distinguere tra cura e comunicazione, confondono i due piani. Cercare informazioni mediche in rete può essere obbiettivamente rischioso, io quando l'ho fatto cercavo semplicemente delle conferme a quello che mi diceva l'oncologo e se non le trovavo ne parlavo con lui. Ma il mio oncologo ha capito l'mportanza della comunicazione... Altra cosa è la rete come luogo dove condividere con altri, malati o meno come te, l'esperienza che stai vivendo. Come si può non capire una differenza così macroscopica?

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  3. BaroneAgamennone14 novembre 2007 22:21

    ma che cappero è stò Web 2 punto zero? :§

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  4. @ ALP: si un'esperienza come descrivi tu è molto istruttiva, ma non la puoi far fare a tutti. consiglio solo una piccola malattia ad ogni medico, piccola ma ghignosa ;) Un mio prof di psichiatria dichiarava che un pochetto di esperienza diretta non può far che bene ai medici. dichiarava di aver personalmente assunto almeno una volta almeno una dose piena di ogni farmaco che prescriveva. Fatelo, esortava, faterlo, così la prima volta che date dieci milligrammi di aloperidolo sapete cosa gli state facendo, per il suo bene, a quel povero cristo che avete in cura. Non che non dobbiate usare l'aloperidolo, ma usatelo sapendo di che si tratta, sapendolo davvero.

    @ giorgi, è la paura, la paura ottunde il cervello, la paura è la piccola morte, la condivisione neppure l'ha vista, quella lì, era centrata solo sull'idea dei pazienti che vagano per la rete senza controllo.... neppure l'idea che sulla stessa rete ci possano vagare anche tanti medici, senza controllo, e che la realtà dei vicoli di roma possa essere più pericolosa dei meandri della rete, che i maghi che ti fanno le fatture che ti levano il malocchio del cancro li trovi in propaganda sulle riviste dal parrucchiere, altro che rete....

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  5. barone, il web due punto zero siamo io e te, qui. semplicissimo.

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  6. BaroneAgamennone14 novembre 2007 23:15

    oh, però almeno ad avvisarmi...e che cacchio...

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