sabato 27 ottobre 2007

sto preparando la storia, per la parte che tocca a me, che racconterò al congresso della società italiana di cure palliative.


racconterò della blogosfera e di come tra medici e pazienti ci si possa incontrare, e di come, parlando di figli, di lavoro e di malattie, si possa parlare di dignità del vivere e del morire, di diritto alle cure e all'assistenza e di diritto a non farsi curare o a farsi curare secondo i propri desideri.


di come si possa parlare della solitudine del care giver, delle assurdità burocratiche, della condivisione della sofferenza, e poi a ncora di dignità, dignità, dignità, che mi pare una cosa anche più importante non dico di recuperare la salute, ma di ottenere una cura prima o dopo o meglio o peggio, perchè quel che ferisce il malato, il familiare, il figlio, oggi, è la noncuranza per la tua dignità che passa in secondo piano rispetto alle carte, alle linee guida, agli orari, alla lista d'attesa, ai costi, monetari e non.


di come si possa essere persone, su un piano paritario, persone che si scambiano esperienze, talvolta esperienze fatte come medico, talaltra come paziente, altre volte come figlio, potendosi toccare con mano che i ruoli non sono immutabili, che talvolta si è curanti, curanti in quanto medici, infermieri o care givers, e talvolta si è curati.


E non è mica facile. In quattro minuti. Altri tre spettano a giorgi. Pure lei, in tre minuti, non so mica come farà.


Avremo giusto il tempo di dire che ci siamo, e di fornire gli indirizzi per chi volesse esplorare questo nostro scuro e spumeggiante mare. 

2 commenti:

  1. dignità che gli stessi medici invocherebbero, se si trovassero Loro, pazienti di..in cura per..

    Forse è la formazione del medico che fa ridurre il paziente identificandolo con il suo organo malato? E la dignità dell persona, che Budget avrà mai, se si stenta a dare Visibilità, liceità e fondi alle cure palliative in caso di..?

    ( Buon congresso)

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  2. il rispetto della nostra dignità di pazienti è quella che manca più di tutto. quando sei lì a contatto con il tuo dolore, che ti sembra immenso, e ricordi bene come era la tua vita prima della grande botta e i medici non si curano dei tuoi bisogni psicologici, pensando che avendo risolto il problema del dolore sia tutto a posto, invece....

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