domenica 7 ottobre 2007

La situazione più imbarazzante da giustificare è questa.


Nel 2005 ho presscirtto ad una simpatica anziana signora il doppio dei farmaci per l'osteoporosi che le servivano. Quando la Capa dei controlprescrittori me l'ha detto sono rimasta sbaloridta. ma come? Ma non è possibile! La prima cosa che ho fatto, tornata in studio, è stata di controllare, e poi di andare a parlare con la signora.


Siete padroni di non crederci, ma è andata cosi.


Nel 2005 il marito è stato molto male e la signora ha passato il suo tempo tra casa e ospedale ad assisterlo.


Non poteva venire in studio da me per le ricette dei moltissimi farmaci che prende, così incaricava sempre qualcuno: una delle cognate, uno dei nipoti, è una famiglia di almeno una trentina di persone, sapete, noi terronacci abbiamo la mania della famiglia, dei figli e via dicendo.


Quando venivano in studio si portavano dietro il cartoncino con la lista dei farmaci e poi portavano alla signora le ricette. Lei mandava qualcuno in farmacia e le portavano la sportina. E lei l'apriva e diceva: mannaggia!


C'er sempre qualche farmaco "scarso" e qualcuno "troppo abbondante". Ma lei metteva nella credenza, in ordine, e andava avanti dicendo: la prossima volta che vado dalla dottoressa glielo dico.


Uno si chiede: ma insomma, non ci guardava alle ricette prima di mandarle in farmacia? e non poteva mandare un biglietto alla dottoressa con sopra quello che le voleva far sapere?


Sapete cosa? La signora non sa leggere. E nemmeno scrivere. Mannaggia, mi ha detto, ma lo sa che è proprio un continuo problema?


 

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