lunedì 1 ottobre 2007

ECCONE UN ALTRO


Ho chiamato il paziente signor Tizio, a cui ho prescritto due confezioni di antintiammatori nel 2005 per un totale di circa 6 euro e ottanta centesimi a carico del contribuente italiano.


Il signor Tizio è nato in un paese in guerra. Sui suoi documenti c'è scritto che ha 40 anni.  Ma io non sono nata ieri. Così gli ho chiesto, a bruciapelo: ma lei, quanti anni ha? quelli veri, non quelli scritti.


 E a lui è scappato da ridere, e ha detto: non lo so, sono nato durante una lunga guerra, forse sono 46, forse sono 48, nessuno aveva il tempo di tenere questi conti, al mio paese, a quei tempi.


Poi abbiamo parlato un po' e gli ho raccontato della richiesta dell'Azienda USL, di documentare cosa lui ha e perchè gli ho dato le medicine, e lui ha detto, vi faccio una  traduzione con parole mie del suo inglese vestito di parole italiane,  che quando ha pagato l'affitto e le bollette rimangono circa duecento euro al mese con cui mangiare, lui sua moglie e i due figli, uno fa la prima media e uno ha due anni, questo mese, ha detto, ci è rimasta la fame.  Per comprare i libri, i quaderni e lo zaino al grande s'è fatto fare un prestito da un compaesano che ha un negozio di frutta e verdura, è un buon amico, glieli restituirà, ma non sa quando. Qualche volta si sveglia durante la notte e pensa che l'indomani andrà in comune a rompere tutto se non gli danno la casa, è in cima alla graduatoria, è vero, ma lo chiameranno, lo chiameranno e non lo chiama mai nessuno. Sua moglie non la vogliono a lavorare perchè ha un figlio piccolo, nessuno la assume, temono che si metta in malattia o, peggio, in maternità. E la notte lui si sveglia e dice a se stesso: col prossimo stipendio farò un esame, almeno quello più importante, perchè io lo so che sono malato, lo sento, e morirò giovane forse, ma se pago il ticket non posso pagare la spesa, così forse non morirò tanto presto, forse c'è tempo di aspettare un altro mese, un altro stipendio, ma i mesi passano e ogni mese c'è qualcosa. Dica a quelli che lo hanno chiesto che io non posso fare esami, anche se lei li chiede e so che ha ragione, ma non posso, però possono parlare con me, e dirmi come li dovrei pagare questi esami e cosa dovrei fare secondo loro. Perchè le medicine che lei mi ha  dato sono molto buone, sto molto meglio, e se può darmene ancora le prenderò volentieri, se io sto bene non basta questo a dire che la medicina va bene?


E ci ho pensato ed è proprio questo quello che scriverò, in allegato a "Signor Tizio, richiesta documentazione sull'uso di fans in osservanza alle note AIFA"

3 commenti:

  1. quando senti e leggi queste cose, ti metti in pace con il tuo mondo.

    Esistono realtà molto peggiori delle mie paturnie

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  2. non scherzare... sono convinto che se lo scrivi davvero ci penseranno due volte prima di romperti ancora le scatole.... magari ti fanno altro, per ritorsione :(


    non è che poi ci salta fuori qualcosa da pubblicare? che ne so un testo per teatro comico dell'assurdo ;)

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  3. oh, prrof, ne parlerò con il sindacato prima, ma credo proprio che il problema degli extracomunitari ammalati e del ticket non lo posso tacere. cosa vuoi che mi ritorcano? alla peggio torno a fare ecografie muscolari, infiltrazioni, terapia del dolore, e anche senza ricominciare a fare lo icoterapeuta credo che del lavoro per sei o sette appuntamenti al giorno lo trovo. Non ho mai cercato di arricchirmi, del resto

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