sabato 22 settembre 2007

Sono stati giorni convulsi di telefonate ai pazienti, di incontri con colleghi sindacalisti e non, di lavoro fino a tardi, e notti passate a pensare, rianalizzare, ricordare, ragionare. Alla fine sono arrivata a queste conclusioni provvisorie.


1- è vero che l'intento dalla azienda è probabilmente inquisitivo e intimidatorio, ma gli intenti poi cozzano contro le reazioni delle persone. Se reagisco dando per scontato questo atteggiamento aziendale in un certo s4nzo lo confermo e lo avvaloro. Invece io rimarrò nella posizione ùdi chi accetta un confronto. Ninete recriminazioni, ripicche, polemiche, nulla di questo. Gli fornirò le spiegazioni che mi hanno richiesto, con semplicità e con precisione.


2- alla loro analisi della mia prescrizione, e alle implicite insinuazioni di comparaggio che contiene, però, bisogna che io risponda. Come? Con una analisi della popolazione che ho in cura. Tanto per capirci loro mi accusano di usare troppi antipertensivi? e io gli dico quanti ipertesi ho, ed è un dato che corrisponde alle attese per popolazione e quindi documenta che ho ricercato e diagnosticato quasi tutti i casi di ipertensione statisticamente attesi per la popolazione che ho in carico. E poi gli dico anche i valori di ipertensione che ho raggiunto con le terapie, e gli dimostro che sono ancora troppo alti e che quindi non sto prescrivendo troppi antipertensivi: ne sto ancora prescrivendo troppo pochi.


Stessa cosa per osteoporosi, per bronchite cronica, per asma, per diabete mellito, per ipercolesterolemia, per artrosi e malattie reumatiche, cioè le patologie per cui mi accusano di spendere troppo.


3- allora dove sta il problema? Sta nel fatto che non sono neppure a un terzo di questo lavoro, che sono già passati dieci  dei trenta giorni a mia disposizione, che non sono stata un minuto coi miei bimbi in un periodo cruciale come quello della ripresa delle lezioni, insomma, è proprio una cattiveria questo termine così ristretto, una cattiveria fatta apposta per angosciare il medico e metterlo in condizioni di sudditanza psicologica. D'altro canto non voglio chiedere un rinvio perchè per il mese di ottobre-novembre ho un'altra cosa importante da fare e quindi meglio sarebbe aver concluso questa.


ok, così tanto per raccontarvi come va.


Poi da domani vi racconto qualche storia relativa alle precisazioni che mi hanno richiesto. Solo quelle delle persone che mi hanno autorizzato a parlarne, e naturalmente nel più assoluto anonimato, ma vi divertirete, vedrete. Non so come, ma sono riusciti a pescare dei casi veramente interessanti, di cui vale la pena di parlare. L'hanno fatto senza sapere. Loro hanno cercato dei casi in cui fosse verosimile che io avessi prescritto senza motivo, sulla base dell'età dei pazienti, del tipo di farmaci prescritto o di altri dati. Ma il motivo c'era, e c'era perchè si trattava di casi limite: patologie congenite mai diagnosticate prima dell'età adulta, malattie degenerative precoci, ipertensioni o bronchiti croniche o diabeti lasciate talmente a fottere che l'unica cosa di cui ci si può meravigliare è che il paziente sia ancora vivo per poterlo raccontare, malattie rare, o credute tali, e amenità simili.


Buffo, vero? Un abbraccio, more solito, da Capsicum

3 commenti:

  1. C'è da restare a bocca aperta, del grado di stronzaggine dell'Asl,... hai tutto il mio appoggio e le mie preghiere, lo sai che ti voglio bene e tifo per te.


    In bocca al lupo... e non chiudere il blog :)


    Baci, Loredana

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  2. riesci ad essere molto saggia, io di solito sono più polemico.... il problema è che se tu fai per loro è scontato che si può fare e ti caricheranno di più.... ed alla fine sei come un motore sempre fuori giri... che è come dire un fisico sempre sotto sforzo.... si dura poco :(


    e poi? sei un medico o devi fare una tesi di statistica?? ;)


    sempre solidarietà e se sapessi come ti aiuterei

    baci

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  3. prrof, la seconda che hai detto :)))

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