mercoledì 26 settembre 2007

quando ero giovane, tanti anni fa, un mio amico dipinse di blù cina una panchina dei giardini margherita, la seconda o la terza, se ben ricordo, a destra dall'ingresso di porta santo stefano. sull'asfalto davanti alla panchina scrisse, in bei caratteri stampatello, "dipingo questa panchina per la mia amica mirta, a cui penso".


niente a che vedere, se vogliamo, con mirta ti amo, mirta sei una figa da urlo, mirta dalla ti prego, mirta 3msc, epperò, in certo senso, lo potremmo considerare un precursore, se non fosse per quel nomino antico, mirta appunto, come edvina, gisa, esilde, che le ragazze non portano più e se l'hanno avuto in sorte forse lo rinnegano in favore di un diminutivo più trendy, chessò, mimmi, titti, riri, alla moccia.


tutto questo per dire che sono andata a visitare mirta, oggi, ed ho parcheggiato in divieto di sosta, e e ho dato una cura per la sua bronchite e lei mi ha invitato ad andare a trovarla laddove s'è trasferita e vive nove mesi l'anno: in sudafrica.


se vengo fuori bene da questa faccenda la vado a trovare. se invece no potrei andare a vivere lì. chissà come li pagano i medici in sudafrica.

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