venerdì 14 settembre 2007

E' inutile che mi lamenti, me la sono voluta. Chissà cosa mi credevo di fare, chissà chi mi credevo di essere a trattare ogni paziente come se fosse un paziente privato, di riguardo. Pensavo di fare la primaria, la professora.  Ho sbagliato in pieno. Nessuno dei miei colleghi lavora così: i dati parlano chiaro, credetemi. Mi sono messa troppo al di fuori delle medie, insomma era inevitabile che scegliessero me per il controllo.


Mi sono messa in testa che il servizio pubblico dovesse lavorare così, e i fatti dimostrano che non è vero, che il servizio pubblico non può lavorare così. Un po' perché  non se lo può permettere economicamente (non puo'?) e un po' perché bisogna mettersi d'accordo su come lavorare e farlo tutti allo stesso modo.


Nella logica del servizio pubblico ho sbagliato.


Però che peccato: mi veniva così bene.... avevo dei così bei risultati...


Per un po' mi sono illusa, ho sognato.


Mi sa che è giunto il momento di cambiare pagina, di chiudere. Forse anche col blog. Mica posso stare qui a scrivere piagnistei. Che palle sarebbe!


Ci penso.

8 commenti:

  1. non sono d'accordo davvero che sia il momento nè di cambiare nella professione nè di chiudere il blog.

    mi mancheresti tanto e un medico diverso non lo voglio davvero,

    resisti e continua ad agire nel modo che credi più giusto. ti prego.

    un abbraccio affettuoso.

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  2. LaPiccolaFiammiferaia15 settembre 2007 02:36

    No, no, bisogna lavorare secondo coscienza, sempre. Ho visto tali sprechi, tali spese inutili a fronte di giri di vite insensati! Nel mio piccolo e con le colleghe ho sempre cercato di gestire al meglio il servizio in cui lavoravo, risparmiando dove effettivamente si poteva, senza pesare sulle spalle dell'utenza. Ovviamente la direzione sanitarie se ne sbatte, così come tutti i responsabili in scala gerarchica dal primo all'ultimo e alle volte ti senti davvero l'ultima ruota del carro, la figliastra derelitta a cui vengono preferiti tanti figli magari illegittimi... però così va il mondo, così viene gestita la sanità e il settore pubblico. Io dal basso stringo i denti e cerco di fare del mio meglio. Per continuare a potermi guardare allo specchio la mattina.

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  3. non mollare

    e siamo in due personaggi delle fiabe a chiedertelo.......

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  4. dai che non parli sul serio...... vero?


    è un piccolo momento di sconforto.. passerà


    sii te stessa, la vera vittoria del tuo nemico è quando riesce a trasformarti come lui


    baci e abbracci

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  5. Non devi dargli la soddisfazione di mollare...tu che ci insegni ad essere persone diverse...


    Linda

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  6. Non farti prendere dallo sconforto, tu sai che quello che fai vale.

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  7. Non puoi mollare in questa maniera, non puoi dargliela vinta, solamente perchè fai il tuo lavoro con coscienza, non è giusto nei tuoi confronti, dovresti sempre i conti con te stessa quando ti guardi allo specchio, nè nei confronti dei tuoi pazienti, e son tanti ad avere tanta fiducia in te. Cris

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  8. un sostegno di incoraggiamento dal battello..

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