mercoledì 29 agosto 2007

DIO SI OCCUPA DEI MEDICI DI FAMIGLIA?


E' inutile nasconderlo: sono molto demoralizzata. Mi sento uno straccio.


Come posso fare?


O nego ai pazienti delle prescrizioni che gli spettano, e li invito a pagarsele nonostante ne abbiano diritto, per non dare nell'occhio con le mie prescrizioni, e questo sarebbe illecito da parte mia. Sarebbe illecito, ma i pazienti non lo saprebbero, nessuno probabilmente protesterebbe, io sarei al sicuro da tutto, tranne che dalla mia coscienza, la usl sarebbe felicissima (a patto di non condividerne la responsabilità, per carità dottoressa, nessuno le chiede questo, ma vuole scherzare?). E' quello che mi hanno confessato di fare parecchi miei colleghi. Perché io ho chiesto a molti: come fai ad avere delle prescrizioni tanto più basse delle mie? E mi sono sentita rispondere: gli antinfiammatori li faccio pagare a tutti, per l'osteoporosi prescrivo solo calcio e vitamina D, per il colesterolo prescrivo farmaci solo a quelli che hanno già avuto problemi di infarto, ictus, angina o carotidi chiuse, per la bronchite cronica prescrivo solo quel che consiglia lo specialista e non prendo iniziativa di mettere in terapia nessuno, i neoplastici li ricovero o li invio all'ANT, gli antibiotici iniettivi non li prescrivo. Una soluzione comoda, ma non per me. Io mi guardo allo specchio, la mattina, anche solo per pettinarmi mi ci debbo guardare.


Oppure affronto la usl e il suo Gruppo di Controllo Prescrizioni e invoco la protezione divina (ma Dio si occupa dei medici di famiglia?).


Oppure cambio mestiere. Un peccato perché in questo che faccio ora sono bravina e non sono certa di riuscire a riciclarmi fuori dalla medicina, a cinquant'anni.


Io cerco di diagnosticare tutto.  Le malattie le cerco. Ne trovo un casino più di quelle che trovano la media dei miei colleghi. E quando le ho trovate le curo.  E i pazienti curati vivono troppo a lungo e ogni anno che passa sono euro fitti che corrono.


Del resto la usl che deve fare? La finanziaria dice che deve fare i controlli, e la usl li fa. Deve controllare chi prescrive molto, e io prescrivo molto.


Non ci sono vie d'uscita. Lo sapevo da prima. L'ho persino scritto nel mio libro. Lo so bene che di qui si deve passare. Però è un passaggio stretto, ci si graffia, ci si taglia e fa male.


Ho sbagliato tutto. Ho sbagliato tutto? no, credo di no. Dottor Cavazza, peccato che tu sia venuto a leggermi giorni fa e non oggi: un consiglio qualificato mi farebbe comodo.

9 commenti:

  1. alcuni decenni fa lavoravo all'ENEL, quella più o meno pubblica, non quella privata di adesso,

    c'erano persone che usavano l'auto privata per servizio con rimborso chilometrico,

    ad un certo momento scattò il risparmiatore di turno ed una lista dei "cattivi" cioè chi faceva più di 10.000 km all'anno.... e controlli su controlli su ogni chilometro....

    un vecchio geometra disse: Voi non avete capito nulla, i chilometri bisogna segnarli, non farli.

    cioè se fai 12000 km e li segni sei "cattivo", se fai 5000 km e ne segni 9.900 va bene....

    così vanno le cose.... e non c'è dio che tenga

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  2. capsicum, questo tuo andare nel pallone mi preoccupa assai. Non farti venire scrupoli inutili, dettati solo dal timore della "Legge". Mi è capitato, con il mio medico, di vederlo nervoso e preoccupato per verifiche Asl e l'ho detestato dal profondo del cuore. In quel momento era disposto pure a rinnegare tutti i suoi pazienti pur di avere salva la professione!

    Tu mantieni la rotta, se sei convinta di essrti, in coscienza, comportata bene. Può la sola logica economica essere la tua, medico che affronta le malattie e la sofferenza, reale e concreta, delle persone?

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  3. Segui la tua coscienza, cerca di stare nella legge se possibile e affronta i tuoi censori a testa alta: tu sei una persona perbene.


    Per il resto non ti preoccupare, combatterai la tua battaglia, che sarà dura, ma assai meno di quella che combatte qualcuno dei tuoi pazienti gravemente ammalati.


    Auguri, e tieni duro.

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  4. ps:

    i miei genitori (lei 81, infartuata lo scorso anno, lui 90 affetto da BPCO) prendono montagne di medicine, su prescrizione degli specialisti, e mio padre fa anche ossigenoterapia.


    Saranno i farmaci che li tengono in vita?


    Il mio vecchio medico di famiglia diceva che se a un anziano gli dai più di due farmaci, gli fai solo del male.


    Sarà vero?


    Oppure cercava solo di fare gli interessi della ASL?


    Ah, saperlo!


    Ad ogni buon conto io ho sempre preteso che venissero seguite le prescrizioni degli specialisti.


    Ma, lo giuro, la prossima volta che nasco faccio il medico, e mi curo da me :-).

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  5. mah, sai ogni caso è diverso, io mi ricordo che col vecchio Boss curavamo un cavaliere di vittorio veneto, un cardiopatico che era praticamente in uno stato di scompenso labilissimo (dire compenso labilissimo sarebbe già stato troppo ottimistico) e lo tenevamo insieme con fleboclisi e farmaci, e correvamo da lui ogni due per tre appena faceva fatica a respirare. Poi arrivò il fatidico giorno della pensione del Boss, e lo passammo ad altro medico. Questi gli tolse tutti i farmaci. Dopo 48 ore era ricoverato con edema polmonare, dopo cinque giorni era morto. Il Boss disse: peccato! era una persona interessante. Comunque , dottoressa, si rallegri di questo: noi l'abbiamo consegnato ben vivo. Detto questo valeva la pena di lottare tanto e spendere tanto per qualche settimana in più? la risposta però non spetta a me, spetterebbe al cavaliere, IMHO. Baci. C.

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  6. Secondo me vale sempre la pena di lottare per la vita, esperienza unica e irripetibile, fosse anche solo per un'ora.

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  7. LaPiccolaFiammiferaia9 settembre 2007 05:09

    Dio si occupa dei medici di famiglia e pure dei miserrimi impiegati usl come me. Sono gli uomini, poi, che non se ne preoccupano...

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  8. speriamo che si faccia vivo, allora.

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  9. Non so se ti aiuti sentirlo: ho incontrato un po' di medici come i tuoi "colleghi", e fosse stato per loro ci avrei lasciato le penne almeno un paio di volte. Mi fai pentire di non aver premuto per sporgere denuncia contro di loro - anche se i miei genitori avevano ben altro a cui pensare, all'epoca, con una figlia in chemio. (Ora sto bene, grazie a tuoi colleghi "veri".)


    Un abbraccio, per quel che può servire qui si fa il tifo per te.

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