venerdì 29 giugno 2007

una brutta giornata, oggi.
no, perchè mi sono successe delle cose belle, è vero. Ho trovato una socia per un lavoro, un tentativo per la verità, che mi interessa molto e a cui tengo. Ho inviato la proposta, fatto il tentativo, insieme a lei.
Ho mangiato un porcino fritto delizioso, assolutamente unico.
Ho avuto mio marito vicino,e questa è una cosa che non smette di farmi piacere.
Eppure è stata una brutta giornata.
uno dice l'alzheimer, non bisogna dar peso a quello che dicono i malati, non si rendono più conto, non sono più respnsabili, non sono più colpevoli.
Però ti fanno del male.
Ti fanno del male di proposito.
Se credono di poterne trarre un vantaggio, vai, ti passano addosso come schiacciasassi, menano botte da orbi, di gusto.
E tu hai voglia di dire: poveretto non capisce. Ti fa male. Potrebbe anche ucciderti. In senso metaforico, ma anche in senso reale. E' già successo, ad altri.
Tempo fa un novantenne in sedia a rotelle uccise la moglie coetanea nella convinzione che lei lo tradisse con un non meglio identificato amante.
Così non sottovaluto il male che mio padre ha cercato di fare a mio figlio. Posso aver pazienza quando riguarda me, ma se oggi l'avessi avuto davanti l'avrei menato.
Brutta malattia questa. Spero di morire prima o di morire senza.
Baci
Capsicum

5 commenti:

  1. Mi dispiace, forse il fatto che sia tuo padre ti rende difficile considerarlo un malato di alzheimer che non controlla le cattiverie che dice (o che fa).

    RispondiElimina
  2. no, bara, lo considero appunto un malato che non controlla le cattiverie che dice o che fa, ma quando la vbotta arriva fa male lo stesso, qualunque sia la giustificazione che puoi riconoscere a chi l'ha menata, fa male anche un ramo che ti cade addosso staccato da un temporale, quando colpisce fa male. Stavolta ho intercettato io la lettera piena di cattiverie, ma di solito non prendo io la posta, metti che l'avesse presa mio figlio, come al solito, e che avesse aperto la lettera indirizzata a lui. E' un ragazzo molto in gamba, e le avrebbe dato il peso che merita, è vero, ma avrebbe sentito male, esattamente come me. Ripeto: uno schifo di malattia.

    RispondiElimina
  3. aranciacannela29 giugno 2007 14:04

    non so. ho avuto mio padre malato di alzheimer per tanto tempo. so solo che alla sua dolcezza di fondo questa malattia aveva solo aggiunto altra incontenibile tenerezza.

    RispondiElimina
  4. eh, già. tuo padre era dolce, la malattia non fa che scoprire quel che c'è già. Il mio è cattivo, da sempre, solo che adesso non si controlla più. Doppio dispiacere. Una volta ragionava e capiva che certe cose non gli conveniva farle, adesso segue solo il suo impulso. Mah, non c'è nulla che si possa fare.

    RispondiElimina
  5. questo post mi fa veniore pensieri deprimenti :(


    meglio che non li esprimo :)

    RispondiElimina