venerdì 8 giugno 2007

Ieri sera mi ha telefonato la mia madrina. Mi ha riassunto non brevemente gli accadimenti dell'ultimo anno. Molte cose tristi: la morte di due sorelle, un fratello che ha perso la vista, e dulcis in fundo il fallimento della casa editrice del suo piccolo libro di poesie. Le sono ritornati i diritti d'autore, dice, ma la maggior parte della tiratura è scomparsa, non si sa neppure dove. Ne ha ritrovato un certo numero di copie nelle librerie cittadine, poi più. Ha compiuto ottant'anni, si sente bene, solo molto stanca. L'altra mattina non le riusciva proprio di alzarsi. Ma, si sa, bisogna badare alla casa, al fratello, e non c'è nessun altro, solo lei.

Mi ha raccontato le novità riguardo ai nipoti. Uno  lavora sempre alla Bonelli (inventa e scrive fumetti, alcuni di grande successo); l'altro ha debuttato come tenore nell'Otello (in precedenza cantava da baritono, quindi ha interpretato sia Iago che Otello). Una nipote ha avuto un bellissimo bambino. Però sono partiti, sono andati via, tutti, nel continente, vendono le loro case, persino.

Come me.

Penso all'immensa libreria del suo babbo, alle lezioni di greco nel salotto, alla sua mano veloce che scrive nel mio quaderno, alla sua testolina bionda appena un po' ingrigita, al profumo del mare che entra dalla finestra. Molti anni fa.

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