martedì 22 maggio 2007

che cosa speravo di fare quando ho cominciato a bloggare'
speravo di portare nella scrittura il mondo del lavoro. il mondo reale.
ora mi rendo conto che questa frase può sembrare una di quelle cazzate politiche anni ottanta, ma del resto io ero giovane negli anni ottanta, e anche nei settanta.
però mettetevi nei miei panni.
oggi scrivere è un mestiere.
cosa ne risulta?
che l'unica esperienza che gli scrittori portano nei libri è la ricerca storica oppure la loro vita sentimentale.
romanzi storici e romanzetti sentimentali.
non si scappa.
che altro avete letto negli ultimi anni?
oppure letteratura di genere: gialli, noir, fantascienza. La vita quotidiana la trovate piuttosto lì che altrove.
nessuna riflessione sul quotidiano inteso come esperienza complessa, professionale, tecnica, pubblica e anche intima e privata.
alla fine uno si rompe i maroni.
di leggere della vita sentimentale e sessuale di adolescenti perverse, omosessuali, donne cinquantenni col demon du midi, ragazzini,  serial killer, investigatori dialettofoni.
oppure saggi. pallosi.
la complessità della vita dove sta?
siamo in perpetua fuga. letteratura usa e getta, solo per non pensare.
che me ne faccio di non pensare? sto invecchiando, ho poco tempo, e che me ne faccio di non pensare?
l'ultima cosa davvero bella che ho letto sono i monologhi della varechina.
questo per mandarvi a leggerli.
almeno vogliono dire qualcosa.
baci
una capsicum di pessimo umore.

4 commenti:

  1. OT: questo sabato, ovviamente, lavoro.

    dovrei essere però dalle tue parti il 2 e 3 giugno.

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  2. Personalmente prediligo le inchieste, i reportage di grandi giornalisti che fanno lavoro sul terreno sociale.

    Sono libri da cui si impara qualcosa, libri di grandi viaggiatori, nello spazio o nel sociale.

    Poche settimane fa ho finito un testo di due giornalisti cinesi, che hanno fatto un'inchiesta sulla condizone dei contadini cinesi oggi.

    Si chiama "Può la barca affondare l'acqua?", edito da Marsilio, scritto da Chen Guidi E sua moglie Wu Chuntao, prefazione di Federico Rampini.

    Ne ho parlato anche sul mio blog in data 8 maggio 2007, chi vuole può dare un'occhiata.

    Anche scrivere degli aspetti concreti di una professione è un reportage, un racconto di viaggio, e può essere molto interessante.

    Non tutti leggiamo stronzate per identificarci nell'eroe o eroina di turno; la vita va vissuta direttamente, non per interposta persona.

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  3. ecco, mare, hai ragione, ma la narrativa? vuota.

    non sempre ho voglia di leggere saggistica, e soprattutto sono convinta che la maggior parte dei lettori di piccolo cabotraggio, e in particolare le donne di mezza età come me, preferiscano la narrativa. Se è vero, come è vero, che il 50% delle vendite di libri avviene nei supermercati.

    Mio marito l'altro giorno all'iper ha comprato Terra matta, un libro autobiografico molto particolare.

    questo forse dimostra che anche gli uomini comprano libri all'iper. ma guarda, scorri il banco delle novità in una qualunque libreria, scarta tutti i classici, ed esamina la narrativa che resta: la roba migliore è scritta da donne, e vende comunque poco. Il resto? Deaver, Smith, e gente del genere. Professionisti dello scrivere. E poi il top del down: un giovcane scrittore brillante cosa scrive? La mania dell'alfabeto, un libro il cui argomento è la scriuttura stessa. Giusto, bravo Candida, come diceva Panzini devi scrivere sempre di ciò che conosci. Che conosce Candida? la mania dell'alfabeto. Peccato. Sanno scrivere, e tanto bene anche, ma non hanno di che scrivere, se non della scrittura stessa.

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