mercoledì 21 marzo 2007

VISTO DA DESTRA, VISTO DA SINISTRA

Per chi non lo sapesse a casa della dottoressa Capsicum il calcio inteso come attività ludico ricreativa è una componente irrinunciabile della vita quotidiana. Non per la dottoressa che non ha mai avuto interesse nell'attività pedatoria nazionale,  ma per i maschi che la circondano (o la assediano?). Calcio giocato, arbitrato, organizzato, sorvegliato, statisticato, eccetera eccetera. Mica tifato, no. Ma nel cuore dei maschi di casa Capsicum i colori sfolgoranti sono il rosso e il blù. Così da venerdì sera ci si tormenta nell'interrogativo: che è successo tra Renzo Ulivieri e il Presidente Cazzola? Perchè Renzaccio (maritus dixit) era tutto solo vicino alla tribuna, è stato raggiunto da alcuni amici, poi è ito via sempre da solo e scuro in volto? perchè il Presidente negli spogliatoi, chiaramente confuso e distratto, si andava complimentando con tutti quelli che vedeva, anche  gente che non c'entrava nulla con il Bologna? Abbiamo guardato tutte le trasmissioni, le interviste, le dichiarazioni del Cazzola che accusava Ulivieri di scarsa concentrazione e di offese mortali, e il Renzaccio zitto (che non è da lui). Qualcuno ha pensato che il Presidente volesse costringere Renzo alle dimissioni per non pagargli il resto dello stipendio. Per chi non lo sapesse il Bologna non ha mica perso venerdì sera: ha pareggiato. E Ulivieri non era affatto distratto: maritus era a fianco della panchina tutto il tempo e testimonia che era partecipe, agitato, attivissimo e iperconcentrato.
Ebbene, oggi chiacchiere di corridoio attendibili e fidate hanno svelato l'arcano, e io che sono una vera serva lo spiattello coram populo vendendolo così come l'ho comprato. Sono dati di fatto che la scorsa settimana si sono preparate le elezioni per il rinnovo della dirigenza della Associazione Allenatori; che in settimana parecchi colleghi giovani e meno giovani sono stati visti a Casteldebole e hanno parlato con Renzo; che Renzo è di sinistra e il Presidente NO.
Pare che il Presidente dopo la partita abbia accusato Ulivieri di mancanza di concentrazione in settimana che avrebbe causato, udite!,  il pareggio e compromesso il ritorno in serie A, e che detta mancanza di concentrazione fosse appunto dovuta all'interesse dell'Allenatore per le elezioni della dirigenza della sua Associazione, con consieguente impegno di tempo  in orario lavorativo, pagato dal Bologna e sottratto alla squadra dal vergognosamente partecipativo allenatore.
Si suppone che, non essendo della stessa parte politica  del Presidente, l'allenatore non dovesse, a parere del Presidente, permettersi di fare propaganda secondo le proprie idee, non nella sede della Squadra, in ogni caso. Neppure esprimere delle idee, si sa mai.  Si deduce, dalle dichiarazioni dello stesso Cazzola, che Ulivieri si sia sciacquato la bocca e gli abbia spiegato dove poteva mettersi  le sue ingerenze nel sacrosanto diritto di voto attivo e passivo, di opinione, di parola e  di propaganda, di ogni appartenente alla categoria Allenatori. Il resto alla fantasia di ognuno.

Complimenti a Renzo Ulivieri. Bravo. Si lavora onestamente e con competenza, ci si fa anche pagare. Ma non ci si vende. Mai. Neppure ai presidenti miliardari dell'arte pedatoria nazionale.

3 commenti:

  1. sti male cara,

    non oso scriverti,,,,

    son diventata pazza dalla paura


    ciao un bacio

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  2. che bello ritrovarti, sempre. :-* manu

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  3. grazie, manu, a tutt'e due ;))

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