sabato 24 marzo 2007

Io non ce l'ho quella cosa lì della leadership. Io ci ho pure ragione, e alla fine i fatti mi cosano, ma anche se dico le cose mezz'ora prima nessuno mi dà retta, poi le dice un altro e tutti ascoltano, ma nessuno ricorda che le avevo dette io prima. E intanto s'è perso tempo. Ma credo che sia perso solo per me, agli altri quel tempo serve. Il problema è mio.  Sono fuori tempo rispetto all'orchestra. Sindrome di Cassandra?

4 commenti:

  1. anch'io c'ho la Sindrome di Cassandra....... io l'avevo detto!!!... e quando succede non mi dà la minima soddisfazione :((


    si, a volte hanno bisogno dei loro tempi..... ma il più delle volte sono solo stronzi/e... stronzi a non ascoltarti, a non riconoscerti un ruolo, a non seguire i tuoi ragionamenti...

    e poi c'è la profonda malafede, quella interiore... se ti riconosco questo allora vuol dire quello.. allora vuole anche dire che io che non riconosco, che non ho fatto.. no, no, io non voglio essere brutto sporco e cattivo... no, non ti do ragione, anzi facciamo che non ti ascolto neanche e non ho capito....

    ma se me lo dice quello, in quel modo, in quel tempo... quello che è qualcuno, che conta qualcosa, che mi conviene assecondare invece di osteggiare... in quel modo che mi preconfeziona la via d'uscita al mio ego ferito.... in quel tempo che (tanto tu l'avevi già detto) è evidente che è così per tutti....


    allora si, lui o lei l'ascolto... no, tu no... sei sempre la solita spaccamaroni :)))



    a proposito? notize sulle sanzioni ai pubblici ufficiali? ho finalmente perso una scommessa e posso pagarti una cena???? :D

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  2. nessuna sanzione, credo, ma del resto non mi sono più di tanto accanita o interessata. non riesco a prendermela a cuore. mi sento in colpa per non riuscire a farlo, mi sento molto in colpa. dovrei portare più avanti nei fatti l'idignazione, come punto di principio, come fatto di civiltà, eppure non riesco a vincere la riluttanza. forse se avessi un interesse economico lo farei, e questo non mi fa certo sentire migliore, anzi. però . mi vorrei giustificare. mi vorrei ma non lo faccio, guarda. mi cospargo il capo di cenere, e vado ad occuparmi dei casini combinati dall'anziano genitore.


    A parte ciò, come mi riconosco in quello che hai scritto :)), nel sospettare in qualcuno una malafede profonda e forse neppure del tutto consapevole, ma per questo ancora più antipatica, più pericolosa, più stronza, e che sollievo provo nello scoprire che non è il mio egocentrismo a farmela sospettare se anche tu la indovini e la spii.

    Baci

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  3. e, prrof, neppure a me dà la minima soddisfazione, anzi un disagio profondo che arriva persino a desiderare di non aver capito e previsto nulla, prima.

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  4. lascia perdere i sensi di colpa, non spetta a te riformare la morale delle forze dell'ordine... già non ci riesci coi medici... vuoi che ti parlo degli insegnanti... :))


    no, lascia stare, niente sensi di colpa, è già molto mantenere l'onestà intellettuale.... e poi si fa quello che si può, e ci sono priorità, per esempio correre dietro all'anziano genitore...


    si vive e con la nostra vita si testimonia un modo di essere, non abbiamo forze infinite, dobbiamo solo essere contenti di mantenerci il più possibile noi stessi ed anche se il mondo intorno ci dà pessimi esempi bisogna resistere... il tuo nemico vince soprattutto se riesce a farti diventare come lui...


    basta bla, bla, sembro saggio, in realtà non lo sono... per esempio non ho mai imparato a tutelarmi... a non mettermi nella condizione per cui una anche piccola fregatura arrivi ad essere intollerabile fino al punto da destrutturarmi...


    resisti... e butta via i sensi di colpa... se tu, onestamente, hai fatto quel che potevi va già bene... magari dopo scopri che non era il meglio possibile (sarà sempre così), ma se è stato, onestamente, quello che hai potuto va già bene...



    butta via i sensi di colpa :))


    in privato ti mando un piccolo sfogo

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