lunedì 12 febbraio 2007

E va bene, siamo qui a casa a smaltire il malanno e a prendere le telefonate. Siamo in piena epidemia, il novanta per cento hanno lo stesso ammalazzamento che ho io. Poi c'è il dieci per cento diverso.


succede che mi sono ammalata, lo sapete, la settimana scorsa. Lunedì ero a casa, mi chiama una signora gentilissima, mi racconta che suo marito improvvisamente non parla, non fa di conto, non riesce a battere le cifre in cassa, è confuso e disorientato. Il mio sostituto lo visita nella stessa mattinata e lo manda in ospedale con una richiesta di visita neurologica con urgenza immediata. L'uirgenza immediata, teoricamente, sarebbe da vedere in giornata, non passa dal cup e si mandano i pazienti direttamente in reparto. Solo che è successo un casino, all'ospedale nessuno voleva farsi carico del paziente, lo rimandavano da pietro a paolo, alla fine la signora s'è incazzata e qualcuno al pronto soccorso ha fatto la visita e l'immediato ricovero. Alle tre del pomeriggio aveva già fatto due tac. Se teniamo conto che alle dieci e mezzo era ancora nello studio col mio sostituo, l'efficienza del sistema non è stata poca, vi pare? Tuttavia rimane il disorientamento della persona che deve rivolgersi a dieci addetti, in un ospedale, ricevendo risposte  evasive e contraddittorie prima di beccare la persona giusta. Ecco, le organizzazioni come il tribunale per i diritti del malato lo dicono spesso: il problema è che il paziente non viene trattato con gentilezza e disponibilità, e anche se poi viene fatto tutto quel che si doveva, viene fatto bene, in fretta eccetera eccetera, rimane la sensazione iniziale di non accoglienza e di scarso garbo che indispone il paziente e lo carica di dubbi.


Ora, il mio paziente ha una neoplasia cerebrale e in una settimana ha fatto due tac, una risonanza, la consulenza oncologica, quelle cardiologica, diabetologica, pneumologica e neurochirurgica e domani viene operato, però quel momento iniziale di disperazione della signora che non trovava nessuno che si facesse carico di suo marito, inviato peraltro in urgenza assoluta dal curante, quel momento rimarrà a viziare tutto il resto.


Quando io dico che la cosiddetta malasanità italiana è al novanta per cento non un problema di sanità, ma un problema amministrativo e organizzativo, mi riferisco proprio a situazioni così.

12 commenti:

  1. anch'io sono arciconvinta della tua conclusione. Ci roviniamo per delle sciocchezze. Gli ospedali olandesi,invece, sono lucenti,da telefilm, e vuoti con le infermiere gentili, il medico che per prima cosa ti porge la mano. Solo che per essere visitato devi passartela proprio male e delle banalità te le fanno diventare gravi.

    Li tengono vuoti perchè non ce la farebbero a curare tutti, le strutture non sono così capienti. L'esatto opposto di quello che accade in Italia.

    p.s.: complimenti per l'articolo su Gioia!

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  2. d'accordo con te, ma se "non trovava nessuno che si facesse carico di suo marito" c'è una carenza di professionalità (intesa nel senso più ampio ad includere anche gli aspetti gestionali -organizzativi) non di gentilezza.

    oggi su la repubblica (quella in edicola non on line) c'è un interessante intervento proprio su medici e gestione politica della sanità. ciao

    zoe

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  3. dottoressa, é tua la frase:

    "il problema è che il paziente non viene trattato con gentilezza e disponibilità," etc?

    dopo tutti i cazziatoni sulla gentilezza?

    fa parte dei cambiamenti dovuti alla cinquantina e/o alla febbre?

    in ogni caso, viva i cambiamenti!


    sara


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  4. no, sara, la frase è una citazione letterale di una dirigente del Tribunale per i diritti del malato intervistata un paio di settimane fa alla radio, ed è una frase che mi ha fatto arrabbiare parecchio. Infatti la dirigente in questione diceva che le denunce per "malasanità" sarebbero in pratica denunce per "mancanza di gentilezza e disponibilità". La cosa mi fa davvero arrabbiare. nel caso che riferisco, per esempio, il problema è la mancanza di organizzazione e competenza. Infatti all'ingresso dell'ospedale ci dovrebbe essere un banco informazioni dove uno si presneta, dice cosa gli serve e viene indirizzato. Il banco nell'ospedale di cui parlo c'è, ma la persona dietro il banco è un incompetente che ti risponde mah, non so, vada al cup, poi vai al cup e quello del cup ti dice mah, non so, vada in reparto, poi vai in reparto e qualcuno ti dice: vada nelgi ambulatori, e tu vai negli ambulatori e sono chiusi perchè sei fuori orario, allolra qualcuno tidice: qui gli ambulatori riaprono domattina, torna domani, il tutto, credimi sara, con la massima gentilezza e con una profusione di sorrisi, partecipazione, affetto e fiori profumati, ma alla fine quello che manca è SOLO LA PROFESSIONALITA' e quando manca quella, della gentilezza me ne faccio un baffo. fino a che, alla fine, la signora ha incocciato UN MEDICO in pausa che attraversava l'atrio per andare a prendere un caffè e il medico ha preso in mano la richiesta, ha accompagnato la signora in pronto soccorso,l ha parlato con un addetto e il paziente è entrato immediatamente nel circuito dell'accettazione. ora, sara, io ripeto fino allo sfinimento che la gentilezza è il tappabuchi della mancanza di competenza. INACCETTABILE, CHIARO? Non si può pretendere la competenza dal medico e dall'infermiere e mettere un cretino, o un negligente, alla reception!!

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  5. !?!? mumble... mumble!?!?


    faccio un po' fatica a seguirti.......


    tu dici che il problema è

    un cretino, o un negligente, alla reception!!

    ma??? chi ce l'ha messo? chi l'ha formato?

    se faccio il confronto con il mio ambiente mi è difficile pretendere da una bidella, magari un po' esaurita, di più che dal dirigente scolastico, perchè poi la differenza di stipendio c'è... eccome che c'è.


    vabbè!!! l'importante è che ti riprendi. che fai?? non sei ancora guarita??

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  6. Ciao. sono anch'io un medico e la voro in ambulatorio occupandomi di persone con demenza. vo9levo segnalre che spesso ci arrivano richieste di visite urgenti per motivi inconsulti il più frequebte dei quali è che il il medico curante si è rotto di dover gestire i familiari di pazienti dementi con problemi di comportamento (aggressività urla, deliri, allucinazioni).. insomma il medico curante non ne può più (perchè anche i parenti non ne possono più e sono stressatissssssimi. ecosì arrivano con richiesta di visita urgente intasando tutta la nostra già difficoltosa rotine quotidiana.

    Allora la richiesta di visita urgente è forse un modo per scavalcare le liste di attesa? sai che ci sono arrivate richieste di visite urgenti anche per formulare relazioni d'invalidità? siccome avevano la visita con la commissione di invalidità a breve sono venuuti ; in tanti eh, con richiesta di visita urgente così facevano prima...

    Che dite?

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  7. sai, dipende da quanta lista d'attesa avete. Perchè se per esempio siete geriatri e avete per esempio, come capita da queste parti, sei- otto mesi di lista d'attesa, cosa posso fare io se ho bisogno di un consulto geriatrico su un novantaduenne? Fra sei o otto mesi ti mando l'urna cineraria per farci il consulto, no?

    poi ci sono quelli che vanno al cup e l'impiegato gli dice: "la visita non è prenotabile". "come non è prenotabile?" "Non è prenotabile, le agende sono chiuse" "Come le agende sono chiuse? ma io ci ho il nonno che deve fare la visita per l'accompagnamento fra quattro mesi (tre mesi, due mesi, vedi tu)!" " Mi dispiace, le liste sono chiuse, abbiamo solo posti in urgenza. Se il suo medico ci mette l'urgenza gliela posso prentoare, altrimenti no. Deve tornare il primo giugno (o il primo gennaio, le liste si riaprono ogni sei mesi) e allora vedremo se c'è posto"

    Ma metti per esempio che tu debba fare una densitometria. paziente di ottantadue anni. oggi quanti ne abbiamo, quindici febbraio duemilasette? direi che una paziente che vada a prenotare oggi può trovare posto tra giugno e settembre. Duemilaotto.

    Hai capito ora cosa intendo quando dico che la malasanità è un problema amministrativo?

    e poi, scusa, ma tu cosa vorresti dirmi, che il paziente demente che soffre, urla, delira, che ha bisogno di una terapia incisiva o sedativa adeguata, e che a volte va prescritta dallo specialista, e tu sai anche perchè senza che scendiamo in aprticolari, non ha diritto ad essere curato in tempi decenti? Che la sua patologia non è urgente solo perchè è vecchio e non ha più la pericolosità che avrebbe un ventenne delirante? solo perchè se uno giovane e forte urla e delira rischia di ammazzare qualcuno mentre invece il nonno è innocuo e quindi non è urgente curarlo? guarda, non volgio mica sottovalutare il tuo burn out, ma mi pare che la ragione stia dalla parte del paziente demente e dei suoi parenti. Altrimenti dimmi che il vostro...

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  8. E che esplosione !!!!

    Si sono un geriatra.

    Si sono un geriatra in burn-out per tanti motivi.

    Si sono un geriatra in burn-out perchè condivido le tue ragioni. La sanità è un problema amministrativo perchè in questo ospedale la lista di attesa è smaltita solo da un gruppo di specializzandi che ruotano e che non hanno nessun tipo di formazione, non scietifica o evidence.based, intendo... ma formazione a reggere un carico di lavoro emotivo del genere con pazienti del genere che non miglioreanno mai e intanto a lezione di medicina continuano a parlare del clopidogrel...

    Io personalemnte riconosco alla PERSONA con demenza tutta la dignità che merita e che tu hai sottolineato, vedo i pazienti a tutte le ore e i pazienti con disturbi del comportamento hanno di solito il mio numero di cellulare cosi i parenti possono chiamare liberamente se hanno problemi, per cui scavalcano tranquillamente la lista di attesa e se hanno un problema li vedo a qualsiasi ora anche durante l pausa pranzo... ma così non può reggere , non può essere lasciato alla buona volontà del singolo.( il singolo in questione tra l'altro è dipendente dall'università e la borsa di un dottorando ti giuro fa ridere...).

    Hai ragione tu. la lista d'attesa è un problema amministrativo ma attualmente è anche un problema mio . Quindi a volte penso che una migliore collaborazione con i medici di base potrebbe essere di aiuto nello snellire questa lista.... per esempio se un MMG mi manda un pazienteper uno scompenso comportamentale non sarebbe carino che prima lo avesse visitato o avesse valutato due o tre dati clinici utili??? sai quanti pazienti mi arrivano per prescrizione di antipsicotici e hanno un infezione vie urinarie!! o la polmonite !!! o uno scompenso cardiaco!!! o sono disidratati!!! o hanno male al sedere pechè hanno un decubito profondo come non so cosa?

    Non credi che se il MMG li avesse valutati prima ci sarebbe stato un bel guadagno per tutti?

    Comunque va bè per foruna che è venerdì e che nel wee-end riposo così posso smaltire questo burn-out... al quale peraltro nessuno mi ha mai preparata nè a me nè a nessuno dei miei colleghi.

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  9. guarda, sfondi una porta aperta. Se leggi il post che ho scritto ieri, in preda al nervosismo, capisci cosa voglio dire. Lo so che ci sono colleghi che si limitano a smistare i pazienti e non li visitano mai, ma non a Bologna, per fortuna, o comunque sono eccezioni. Il nostro servizio di geriatria non è universitario, è ospedaliero, ma i geriatri sono pochi, quasi tutte donne, e sono sommersi. Sommersi. ora hanno anche un consulente psichiatra particolarmente bravo, che conosco personalmente, e sai quante volte pietisco una visita "di favore"? che non dovrebbe essere di favore.

    ora ascoltami bene, simao arrivati fin qui perchè noi medici abbiamo per troppo tempo messo elle pezze ai disservizi creati dal sottofinanziamento del piano sanitario nazionale, perchè abbiamo permnesso ai politici di far passare per scelte cliniche le scelte economihce, perchè ci siamo accollati il problema del paziente oltre, molto oltre i limiti del nostro dovere professionale. Bisogna avere il coraggi di dire basta, di raccontare al paziednte come stanno le cose, e di mandalro a protestare all'Ufficio Rapporti col Pubblico (il famigerato e fantomatico URP) o dare loro l'indirizzo del tribunale per i diritti del malato. bisogna allearsi coi pazienti, e spiegfare loro che i loro diritti di cittadini li devono difendere loro, non possiamo farlo noi. Anche pèerchè quando lo facciamo ci rinfacciano che lo facciam o per egoistico interesse nostro, e quindi ci zittiscono subito. Ci dicono che non dobbiamo sputare nel piatto in cui mangiamo. Ma chi riempie questo piatto? Il politico o il cittadino?

    e poi va da sè che l'anziano demente non è lavoro da specializzando, è lavoro da geriatra formato anche in medicina palliativa, ma che ce lo diciamo a fare tra noi? noi lo sapevamo già.

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  10. senti, utente anonima, ti spiace se posto questo scambio in pagina principale? così lo può vedere anche chi non legge i commenti. Grazie. Capsicum

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  11. l'utente anonimo a me sembra maschio.

    e poi non ti preoccupare che i soldi per la statua di padrepio fuori dall'ospedale (rovigo) ci sono.

    e dopo lo sfogo un po' di calma che il mondo va a rotoli bene anche senza di noi.


    baci a tutti

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  12. si forse la geriatra è femmina (problemi d'apostrofo)

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