venerdì 16 febbraio 2007


DIALOGO TRA ME E IL GERIATRA

 

G. - Ciao. sono anch'io un medico e lavoro in ambulatorio occupandomi di persone con demenza. volevo segnalare che spesso ci arrivano richieste di visite urgenti per motivi inconsulti il più frequente dei quali è che il il medico curante si è rotto di dover gestire i familiari di pazienti dementi con problemi di comportamento (aggressività urla, deliri, allucinazioni).. insomma il medico curante non ne può più (perché anche i parenti non ne possono più e sono stressatissimi. E così arrivano con richiesta di visita urgente intasando tutta la nostra già difficoltosa routine quotidiana.
Allora la richiesta di visita urgente è forse un modo per scavalcare le liste di attesa? sai che ci sono arrivate richieste di visite urgenti anche per formulare relazioni d'invalidità? siccome avevano la visita con la commissione di invalidità a breve sono venuti ; in tanti eh, con richiesta di visita urgente così facevano prima...
Che dite?

 

C - sai, dipende da quanta lista d'attesa avete. Perché se per esempio siete geriatri e avete per esempio, come capita da queste parti, sei- otto mesi di lista d'attesa, cosa posso fare io se ho bisogno di un consulto geriatrico su un novantaduenne? Fra sei o otto mesi ti mando l'urna cineraria per farci il consulto, no?
poi ci sono quelli che vanno al cup e l'impiegato gli dice: "la visita non è prenotabile". "come non è prenotabile?" "Non è prenotabile, le agende sono chiuse" "Come le agende sono chiuse? ma io ci ho il nonno che deve fare la visita per l'accompagnamento fra quattro mesi (tre mesi, due mesi, vedi tu)!" " Mi dispiace, le liste sono chiuse, abbiamo solo posti in urgenza. Se il suo medico ci mette l'urgenza gliela posso prenotare, altrimenti no. Deve tornare il primo giugno (o il primo gennaio, le liste si riaprono ogni sei mesi) e allora vedremo se c'è posto"
Ma metti per esempio che tu debba fare una densitometria. paziente di ottantadue anni. oggi quanti ne abbiamo, quindici febbraio duemilasette? direi che una paziente che vada a prenotare oggi può trovare posto tra giugno e settembre. Duemilaotto.
Hai capito ora cosa intendo quando dico che la malasanità è un problema amministrativo?
e poi, scusa, ma tu cosa vorresti dirmi, che il paziente demente che soffre, urla, delira, che ha bisogno di una terapia incisiva o sedativa adeguata, e che a volte va prescritta dallo specialista, e tu sai anche perché senza che scendiamo in particolari, non ha diritto ad essere curato in tempi decenti? Che la sua patologia non è urgente solo perché è vecchio e non ha più la pericolosità che avrebbe un ventenne delirante? solo perché se uno giovane e forte urla e delira rischia di ammazzare qualcuno mentre invece il nonno è innocuo e quindi non è urgente curarlo? guarda, non voglio mica sottovalutare il tuo burn out, ma mi pare che la ragione stia dalla parte del paziente demente e dei suoi parenti.

 

 

G -E che esplosione !!!!
Si sono un geriatra.
Si sono un geriatra in burn-out per tanti motivi.
Si sono un geriatra in burn-out perché condivido le tue ragioni. La sanità è un problema amministrativo perchè in questo ospedale la lista di attesa è smaltita solo da un gruppo di specializzandi che ruotano e che non hanno nessun tipo di formazione, non scientifica o evidence.based, intendo... ma formazione a reggere un carico di lavoro emotivo del genere con pazienti del genere che non miglioreranno mai e intanto a lezione di medicina continuano a parlare del clopidogrel...
Io personalmente riconosco alla PERSONA con demenza tutta la dignità che merita e che tu hai sottolineato, vedo i pazienti a tutte le ore e i pazienti con disturbi del comportamento hanno di solito il mio numero di cellulare cosi i parenti possono chiamare liberamente se hanno problemi, per cui scavalcano tranquillamente la lista di attesa e se hanno un problema li vedo a qualsiasi ora anche durante l pausa pranzo... ma così non può reggere , non può essere lasciato alla buona volontà del singolo.( il singolo in questione tra l'altro è dipendente dall'università e la borsa di un dottorando ti giuro fa ridere...).
Hai ragione tu. la lista d'attesa è un problema amministrativo ma attualmente è anche un problema mio . Quindi a volte penso che una migliore collaborazione con i medici di base potrebbe essere di aiuto nello snellire questa lista.... per esempio se un MMG mi manda un paziente per uno scompenso comportamentale non sarebbe carino che prima lo avesse visitato o avesse valutato due o tre dati clinici utili??? sai quanti pazienti mi arrivano per prescrizione di antipsicotici e hanno un infezione vie urinarie!! o la polmonite !!! o uno scompenso cardiaco!!! o sono disidratati!!! o hanno male al sedere perché hanno un decubito profondo come non so cosa?
Non credi che se il MMG li avesse valutati prima ci sarebbe stato un bel guadagno per tutti?
Comunque va bè per foruna che è venerdì e che nel week-end riposo così posso smaltire questo burn-out... al quale peraltro nessuno mi ha mai preparata nè me nè nessuno dei miei colleghi

 

C - guarda, sfondi una porta aperta. Se leggi il post che ho scritto ieri, in preda al nervosismo, capisci cosa voglio dire. Lo so che ci sono colleghi che si limitano a smistare i pazienti e non li visitano mai, ma non a Bologna, per fortuna, o comunque sono eccezioni. Il nostro servizio di geriatria non è universitario, è ospedaliero, ma i geriatri sono pochi, quasi tutte donne, e sono sommersi. Sommersi. Ora hanno anche un consulente psichiatra particolarmente bravo, che conosco personalmente, e sai quante volte pietisco una visita "di favore"? che non dovrebbe essere di favore.
ora ascoltami bene, siamo arrivati fin qui perché noi medici abbiamo per troppo tempo messo delle pezze ai disservizi creati dal sottofinanziamento del piano sanitario nazionale, perché abbiamo permesso ai politici di far passare per scelte cliniche le scelte economiche, perché ci siamo accollati il problema del paziente oltre, molto oltre i limiti del nostro dovere professionale. Bisogna avere il coraggio di dire basta, di raccontare al paziente come stanno le cose, e di mandarlo a protestare all'Ufficio Rapporti col Pubblico (il famigerato e fantomatico URP) o dare loro l'indirizzo del tribunale per i diritti del malato. bisogna allearsi coi pazienti, e spiegare che i loro diritti di cittadini li devono difendere loro, non possiamo farlo noi. Anche perché quando lo facciamo ci rinfacciano che lo facciamo per egoistico interesse nostro, e quindi ci zittiscono subito. Ci dicono che non dobbiamo sputare nel piatto in cui mangiamo. Ma chi riempie questo piatto? Il politico o il cittadino?
e poi va da sè che l'anziano demente non è lavoro da specializzando, è lavoro da geriatra formato anche in medicina palliativa, ma che ce lo diciamo a fare tra noi? noi lo sapevamo già.

Il paziente anziano demente è un paziente terminale, un cosiddetto terminale lungo, il paziente più complesso da gestire che ci sia,, psicologicamente soprattutto, e noi, medici, primari, professori universitari, come mai accettiamo che il lavoro più complesso venga affidato a dei neolaureati? Chiediamoci questo. Chiediamoci quale prof e in cambio di quali benefici, abbia accettato di mettere in piedi un servizio ambulatoriale in questo modo, chiediamoci quale amministratore, quale direttore sanitario, si sia messo a tavolino per studiare i costi di un simile servizio insieme al prof, e in cambio di cosa abbia accettato di mettere insieme un pastrocchio simile. Ma faccio una banale ipotesi: metti che un politico gli abbia detto: caro direttore sanitario, caro prof, se riuscite a mettere insieme qualcosa con queste briciole, bene, altrimenti.... altrimenti ci sono queste briciole e basta. Ecco che i due, sentendosi investiti della responsabilità, e more solito alle prese col loro complesso di onnipotenza, abbiano voluto far vedere a se stessi che si, avrebbero fatto il miracolo, ancora una volta, novelli dottorhouse all’italiana. Ma non sarebbe meglio se i medici in una situazione simile, tutti, si tirassero indietro e dicessero: mi dispiace, in queste condizioni non possiamo lavorare diligentemente e prudentemente, perciò io, primario, chiudo il servizio fino a che non ci saranno le condizioni per riaprirlo. Vuoi vedere come si precipitano a provvedere, come per la faccenda dei reparti non a norma?

Fantascienza? Lo so, lo so. Ma andare avanti così?

 

Segue spazio per il Geriatra... se ha voglia di continuare (cosa che a me farebbe molto piacere, e ai lettori del blog, ci scommetto, anche di più) 

Baci

Capsicum

2 commenti:

  1. cara Capsicum,

    fantascienza si, assoluta fantascienza. ma andare avanti così nemmeno. Forse per quanto assurdo nella nostra quotidianità qualcosa è possibile smuovere, se non il sistema almeno il nostro microcosmo. E' lunedì ma sono piena di ottimismo perchè il fine settimana in famiglia mi ha ricaricata.

    venerdì scorso ho tenuto una lezione agli specializzandi a riguardo della terapia farmacologica delle dmenze. Al di là dell'approccio farmacologico , ormai dobbiamo dirlo inefficace, ci siamo soffermati su come assitere un demente E LA SUA FAMIGLIA in quello che inizialmente è nato come ambulatorio UVa e che sarebbe destinato unicamente alla prescrizione di farmaci.

    La cura della persona con dmenza deve andare al dì là delle linee guida, del paternalismo geriatrico, dell'ageismo.

    La persona con demenza dovrebbe andare al di là dello stigma, dell'etichetta che un dmente si trova appioppata addosso e che non consente più a nessuno nè operatori sanitari ne familiari ne gente comune di guardare al dmente come una persona con un corpo che va curato al di là della cognitività (vedi IVU) e con una emotività che rimane inalterata fino alla fine.

    Vedi non cambierò il sistema, ma almeno per quello che è il mio ruolo qui dentro mi sembra doveroso cercare di trasmettere queste cose.

    In tutte le UVA bisognerebbe portare avanti una gestione della demenza che preveda anche un dopo la diagnosi, un dopo il farmaco. e che preveda soprattutto il fatto che mi trovo di fronte una persona con una sua storia, anche se la mente annebbiata o il comportamento aberrante e disturbato la nascondono.

    Oggi pomeriggio ho u incontro importante con altri giovani medici che condividono queste idee.

    é possibile che parta un progetto in questo senso( c' è un bando ministeriale che concede fondi ) per realizzare i particolare un video divulgativo per operatori e familiari nel quale si parli di assistenza al demente e ai suoi disturbi in senso molto poco farmacologico e molto molto pratico.

    Che ne pensi?

    Bubi

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  2. sono sempre io...

    ti mando la diapositiva conclusiva della mia lezione. Grazie per il tuo tempo.


    "Sono vecchia e abito in una Casa per anziani. Mi sento strana, divisa è forse il termine più appropriato. Le assistenti, sono così tante che non mi ricordo nemmeno tutti i loro nomi, si occupano del mio corpo; le infermiere sorvegliano le mie malattie; il fisioterapista prova ad aggiustare i miei pezzi rotti; l’animatrice prova a riempire questo tempo che ho e che sembra infinito. Che strano, una volta il tempo non mi bastava mai. A dire la verità sono anche un po’ confusa (userei un altro termine ma rischio di essere volgare), tant’è che provo a scappare da questa casa, chissà cosa c’è fuori adesso? Così mi sento a pezzi, nel senso che proprio mi sento divisa fra le mani di tutte queste persone che si occupano di qualche pezzo di me. Non c’è nessuno che possa sentirmi come intera. Non c’è nessuno che ne abbia il tempo. Mi legano così non scappo. Quando mettono la cintura e sento il clic della chiusura mi blocco. Guardo l’assistente che mi contiene "per il mio bene" e so che non può fare altro. Quanta fatica fa, cerca di vedermi come una persona ma non troppo; non può permetterselo perché se sentisse tutta la mia interezza mentre mi lega impazzirebbe. Allora per lei divento "quella che scappa" e lei diventa "quella che si sente responsabile se io scappo e mi faccio male".

    .


    COSA POSSIAMO FARE? Non perdo il sogno di pensare a Case diverse; non perdo il sogno di iniziare, dove ancora non c’è, un percorso per usare meno cinture; non perdo il sogno che forse i miei pensieri da vecchia potranno essere diversi se ora da giovane lavoro assieme a tante altre persone affinché il sogno si realizzi.


    MOIRA JONES

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