sabato 27 gennaio 2007

PINOCCHIO

 

Quando avevo 15 anni avevo una migliore amica. L'amo ancora oggi. Avevamo 15 anni in una classe quasi tutta di diciassettenni. Questo era qualcosa che ci legava. Eravamo piccole, maledettamente brave, maledettamente timide, ma insomma non eravamo sole.

Ora nella stessa classe c'era sua sorella. Diciassette anni, uno stacco di coscia, come si dice oggi, da paura, e bionda anche. Non c'e' gara, lo sapete. E infatti con lei non c'era mai gara. Aveva l'attenzione di tutti i maschi, ora che ci penso non ricordo che avesse molte amiche.

Insomma, la mia migliore amica era innamorata. Una passione vera, terribile, spaventosa. Noialtre lo sapevamo tutte, lei non parlava d'altro. Nome in codice Pinocchio. Erano altri tempi, c'era nelle quindicenni una timidezza tenera di cui molte oggi si vergognerebbero. Ma, insomma, noi si parlava della pinocchite, si disegnavano pinocchi, si cantavano canzoncine pinocchiesche, si pattugliavano i corridoi del liceo e si assisteva la nostra amica nella produzione assai varia di sospiri.

Ora io non so se il vederlo attraverso l'amore sconfinato della sorella gli abbia conferito un particolare charme, oppure se si tratto' di semplice curiosita'. Non so neppure se scomodare la psicoanalisi per dissezionare i sentimenti ambigui di una sorella maggiore nei confronti della secondogenita. Fatto sta che la bellissima avvicino' il Pinocchio, due sorrisi, il suo bel modo, due parole ben dette, le solite che un diciassettenne vuol sentirsi dire. Forse voleva solo esaminarlo da vicino, e in ogni caso e' quel che fece. Da molto vicino si sincero' di ogni possibile buona o cattiva qualita' del ragazzo, in verticale e in orizzontale, e si prese tutto il tempo per farlo, rimorchiandoselo sino alle vacanze estive. Per una come lei, che consumava almeno un fidanzato al mese, che senso avra' avuto? Boh.

Io me lo chiedo ancora oggi perche'. Forse voleva liberarsi dell'imbarazzante e non ricambiato affetto sororale? Oppure era talmente incapace di sentimenti profondi da non capire cosa stava facendo? O semplicemente era una che non gliene fregava niente.

In ogni caso a sua sorella importava. Fece il peggio che la sua anima bambina potesse immaginare: smise di farle i compiti. Smise di passarle i compiti in classe, di aiutarla a studiare. Peggioro' un po' anche lei, ma alla fine dell'anno i professori ci liberarono tutte dalla ormai insostenibile presenza dell'angelo biondo che passo' serenamente ad altri studi meno impegnativi.

Vorrei poter dire che la mia amica ha avuto una giovinezza felice, ma non fu cosi'. Io credo che se a 15 anni smetti di credere nel tuo fascino, come donna sei fottuta.

Vorrei anche poter dire che la bellissima abbia avuto quel che meritava, ma mi risulta sia moglie e madre, e insegnante, bella, affascinante, felice e soddisfatta.

Comunque non ci sono solo donne cosi'. Ci sono anche uomini.

Il miglior consiglio che mi sento di dare a una persona che mi legge e che si trova in una situazione simile e' vecchio di settecento anni, ma sempre buono: "Non ti curar di lor, ma guarda e passa"

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