mercoledì 10 gennaio 2007

    
CARA, OH CARA ....

Novantenne, demente duro, aggressivo e anche un pochino violento. Insufficienza renale cronica da anni, l'altra sera gli si pianta il rene e smette di far pipì. Così la mattina la moglie angosciata mi chiama, lo vado a vedere, effettivamente è edematoso tanto,  i cento milligrammi al dì di furosemide con gli altrettanti di canreonato non li ha neppure sentiti, si ricovera. Scrivo la lettera per i colleghi, scelgo gli esami recenti da allegare, preparo la base di ricovero, chiamo l'ambulanza e me ne vado in studio. Tre ore dopo mi richiamano. L'anziano energumeno, dopo oltre un'ora di tentativi, è riuscito a non farsi portare in ospedale. Si dibatteva, s'è buttato a terra, s'è aggrappato alle porte, ha menato, urlato, insultato, e insomma i volontari del soccorso alla fine si sono arresi.

Torno. Ma prima conferisco con i miei due colleghi di studio. I pareri sono discordi sul tipo di sedativo da usare: neurolettico o benzodiazepina? e quale neurolettico? Il primario di nefrologia, interpellato, dice non me lo sedate che poi come glielo levo il sedativo dal sangue col rene piantato? Ri conferenza stavolta con lo psichiatra. Valium, dice. Valium che se anche gli resta in circolo dei giorni non lo ammazza.

Riparto, armata di valium.

Lui è bello come il sole, anche se ha i brividi ed è pallido come un cencio. Bello come il sole nel senso di sereno imperturbabile. Sta bene, e così spera di me. A proposito, chi sono? No, non ha la pipì, è a posto, grazie. No, non ha male, vorrebbe vedere! Male lui, se! No, non ha sonno, lui non dorme mai prima di sera. Comincio con una dose in gocce, la beve tranquillo e assolutamente assente. Dopo una decina di minuti è più calmo e riesco a fargli la fiala intramuscolo. Altri venti minuti e dormicchia in poltrona. Riconvoco l'ambulanza, stavolta attrezzata di sedia a rotelle con le cinture di sicurezza e infermiere professionale.

L'infermiere è una giovane donna molto professionale ma  decisamente avvenente, fornita di trucco da star con eyeliner, ombretto, triplo mascara, matita contorno labbra rossetto e lucido, insomma il set completo. Il reduce d'Albania la guarda tra i fumi del valium, è colpito ma perplesso, e splendidamente franco esclama, in dialetto stretto: "Poverina, come mi dispiace! Ti ho fatta venire sin qui e guarda, adesso, sarà perchè ho tanto freddo, ce l'ho tanto piccolino che non posso far niente!"

Va da sè che la magnifica infermiera se l'è portato dietro in ospedale senza problemi. E per la verità senza aver capito una parola del discorsetto in dialetto.

 

3 commenti:

  1. sorrido (amaramente). non è giusto perdere così il senno (chi ce l'ha).

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  2. già, ma tu sai quante cose ingiuste ti riserva la vita. Comunque il poveretto non sta rispondendo alle cure, i nefrologi insistono, ma temo che non ci siano molte speranze. Se non altro non soffre.

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  3. Sera Dottoressa, questa tuo malato mi ha ricordato mio padre malato d'Alzheimer.

    Una domanda che mi son sempre posta è questa.....

    queste persone avvertono dolori?



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