martedì 9 gennaio 2007

ARMAND TROUSSEAU


Era un uomo dell'ottocento. Sapete: studi classici, latino, greco, Cicerone e Platone. Critone, dobbiamo un gallo ad Esculapio. Nato a Tours, ci studia medicina e a ventisei anni è medico. Lavora nella sua città, ci insegna clinica medica. A 33 anni fonda una rivista medica diventata poi storica. Viene eletto deputato alla Costituente del 48 nella sua circoscrizione, fa moltissima attività clinica, di insegnamento, politica. A 56 anni scrive uno dei più bei trattati di medicina mai scritti in Francia, ripubblicato mi pare una trentina di volte. Ha studiato le malattie epidemiche in Francia ed è stato in Africa a studiare la febbre gialla. Uno che guardava le cose e le vedeva. Uno che osservava, osservava e ricordava e confrontava. Nel 1861 scrisse, fra le moltissime cose,  un piccolo studio in cui dimostrava che una tromboflebite migrante è, nella grande maggioranza dei casi in cui si presenta, il primo sintomo di un cancro viscerale, che si manifesta clinicamente persino dopo anni. Anzi, asserisce che"quando si sospetti un cancro viscerale, ma non lo si riesca documentare, la comparsa di una tromboflebite migrante costituisce la certezza di tale diagnosi."


Si chiama Segno di Trousseau.


Venti giorni fa un signore tra i 40 e 50, con una bella moglie e cinque figli, si presenta da me dopo essere stato dallo specialista angiologo. Ha avuto una flebite al braccio destro, lieve e superficiale, colpa di uno strappo muscolare, dice lui. L'ho curato, ma ecco che in capo a due settimane ti fa un'altra flebite, questa volta a sinistra. Stavolta il quadro è poco chiaro, avrei bisogno di una conferma doppler, solo che i doppler urgenti noi  ignoranti e spreconi medici di famiglia non li possiamo richiedere, in quel di Bologna, per cui chiedo una visita angiologica urgente. Lui torna, col referto specialistico, una bella richiesta di esami per lo studio delle malattie della coagulazione ereditarie, da farsi al Policlinico Universitario, e incazzato perchè nonostante le punture nella pancia, adesso ha lo stesso dolorino anche al polpaccio. Lo specialista dice: nulla di grave, forse una malattia ereditaria.


Ma con questa del polpaccio, se è una flebite, fanno tre: Trousseau.


Sono imbarazzata, non so come dirlo, senta, va bene che è Natale, ma se lei volesse fare un regalo al suo medico, oltre alle cose che le ha suggerito lo specialista, dovrebbe farmi la cortesia di fare una TAC. Sa, una volta i vecchi medici non si fidavano mica di queste tromboflebiti che vanno e vengono, e io sono rimasta un po' antica. Faccia sta tac.


Va bene, la faccio corta, è al polmone di sinistra. Indovato nel seno costofrenico e medialmente quasi contro la colonna, un nodulo lungo quattro centimetri e largo forse uno, due nella parte più larga.


"Conoscere il naturale progresso delle malattie è conoscere più di metà della medicina" A. Trousseau


(A proposito, è morto di cancro il professor Armand Trousseau. A sessantasei anni. E nel 2006 una equipe di ricercatori italiani ha pure scoperto il meccanismo genetico e molecolare alla base del segno di Trousseau)

4 commenti:

  1. Quando scrivi "Stavolta il quadro è poco chiaro" mi viene in mente (sì, ok, è influenza televisiva...) il Dr. House...detto questo...come sta questo signore?

    RispondiElimina
  2. Sta benissimo, oggi. Non è questo il problema.

    Se lo curiamo subito, ha circa un venti7trenta per cento di possibilità di sopravvivere a cinque anni da oggi. Se non lo curiamo ha zero per cento di possibilità di sopravvivere a due anni da oggi.

    Capsicum

    RispondiElimina
  3. Vicenda istruttiva, che illustra assai bene la natura della clinica come dovrebbe essere (come è sempre stata?), ben distante in effetti dalle linee guida che vanno di moda adesso, in tempi di "evidence" interpretata stolidamente.

    Fabio

    RispondiElimina