domenica 22 ottobre 2006

 


TRAVOLTA


Nelle ultime due settimane sono stata travolta dal lavoro e dai figli. Ho rinviato una visita di controllo ad una signora anziana per ben due volte. Non sono mai rientrata a casa prima delle otto di sera. Giovedì, verso le dieci, quando ho finalmente dato il bacio della buonanotte al piccolino, mi sono resa conto che non lo vedevo da quando l'avevo svegliato per mandarlo a scuola.


Perché?


La signora Zaira è venuta in studio nove volte in trentacinque giorni. Lei è un caso limite, ma la tendenza generale è questa. La gente viene dal medico di continuo e l'impressione è che sia travolta dall'angoscia, dal bisogno di essere rassicurata sulla sua salute, e le campagne di diffamazione della sanità non aiutano a sentirsi meglio.


Un mio consocio e collega dice molto bene che vi sono una qualità reale dell'assistenza e una qualità percepita. La qualità clinica reale è alta, anzi altissima. Quella percepita è bassa.


Come faccio a dire la prima cosa? Ci sono dati precisi a cui non viene data risonanza. (C'è da chiedersi perché).  Per esempio, lo sapete che abbiamo la mortalità più bassa al mondo negli interventi di colecistectomia? la più bassa al mondo, USA compresi. Abbiamo il secondo miglior servizio sanitario pubblico d'Europa. Prima di noi la Francia, che però spende molto più di noi, in relazione al PIL (ed ha un PIL maggiore del nostro, per giunta).


Così ho chiesto ad una paziente, e lei mi ha detto che non può essere contenta perchè quando va in ospedale a fare una ecografia la specialista è sgarbata con lei.


Ecco.


L'ecografia è fatta bene? I tempi di prenotazione su una urgenza sono brevi? I macchinari sono moderni? L'operatore è preparato? E chi se ne frega! Ci interessa che ci abbia leccato un po' il c***. Questa è la qualità percepita.


Che poi i motivi per cui l'operatore non è garbato non ci importano. Se ha appena avuto una discussione con un paziente irascibile, se viene pagato poco, se il suo posto di lavoro è precario, se si accorge di non essere rispettato, se la signora stessa era stata sgarbata per prima, tutto questo che importanza ha?


Qualità percepita. Da cosa deriva? Da una distanza tra le aspettative e la realtà, io credo. E da un apparato organizzativo- burocratico non altrettanto buono rispetto alla qualità clinica.


Se la realtà clinica,  come dicono i dati raccolti da agenzie internazionali, è molto più che buona, le aspettative come sono? Ve lo dico io: sono assurde. E sono spinte da una campagna di stampa che più ci penso e più mi rendo conto è fatta apposta per preparare la svendita dell'enorme capitale scientifico, umano, strumentale e immobiliare che costituisce il nostro Servizio Sanitario pubblico.


Enel? Telecom? Robetta, credetemi. Privatizzazioni di piccolo cabotaggio.


Quelli che sbavano davanti ad un affarone del genere, ve li figurate? Come fare per convincere il cittadino a disfarsi di un servizio sanitario pubblico? Convincendolo che fa schifo.  Fa schifo, quindi ti facciamo un favore a levartelo di torno.


Sedetevi davanti ad una buona birra e meditate, gente, meditate.

3 commenti:

  1. ...e che noi viviamo in una città dove la sanità funziona molto meglio rispetto ad altre città... :(

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  2. Da paziente, cioé da persona che in quel momento soffre, non m'importa nulla del tasso di mortalità della colicistectomia o di qualsiasi altra malattia trattata dal nostro ssn.

    Voglio qualcuno che 1) s'accorga che sto male; 2) per questo sia gentile, molto gentile.


    Dopo, io non so nulla di macchine e di prestazioni, e i numeri non mi riguardano, se sto male so bene che, come tutti, è meglio che mi dia da fare con tutti i medici o paramedici che conosco, per essere messo nel posto giusto.


    Il tuo punto di vista da medico, secondo me è altrettanto giusto e comprensibile, ma pensare che diventi primario di fronte alle mie necessità di cortesia di quando sono malato, secondo me è un po' infantile e poco adeguato, nonostante sia pienamente leggittimato dall'atteggiamento corrente di medici e paramedici del nostro ssn.


    Sento e vedo, da quello che scrivi nel tuo blog in questi anni, che tu non sembri essere così nella professione, ma sei una minoranza, una piccolissima minoranza, la gran parte dell'esperienza di noi pazienti è molesta. Ecco da dove viene, secondo me, l'atteggiamento di cui ti lamenti in questo post.

    (peraltro sono felice dei numeri che esibisci, soprattutto oggi che sto bene e non ho... bisogno di medici)

    :-) palmasco

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  3. C'è del vero in quello che dici: molti operatori del SSN fanno il proprio lavoro seriamente in un contesto deprimente.

    Le persone però non si basano sulle statistiche, ma sull'esperienza personale, che spesso è pessima.


    Un esempio?


    Mia madre è stata colpita da infarto in gennaio di quest'anno.

    Ricoverata prontamente nell'ospedale cittadino, è stata dimessa dopo 5 giorni, con diagnosi di piccolo infarto e la raccomandazione di tornare a fare quello che faceva prima.

    Dopo qualche giorno ha cominciato ad accusare gravi crisi d'affanno appena faceva due passi in casa.

    Portata alla visita di controllo nello stesso ospedale, venivano fatte dal medico una serie di domande del tipo: ma lei si sente tesa? ha dei problemi in famiglia? fuma? ecc.

    Poi le viene aumentato un o' un diuretico.

    Vedo che continua a peggiorare, allora la porto da un cardiologo che opera in una città vicina il quale dopo qualche cotrollo mi dice: sua madre deve essere ricoverata immediatametne perchè ha un'ischemia in corso, strano che sia stata dimessa in queste condizioni, i suoi polmoni sono allagati, la valvola mitrale non funziona. Per suo interessamento la ricovero d'urgenza in una clinica convenzionata specializzata in interventi cardiaci.

    Viene operata d'urgenza e le aggiustano la valvola mitrale e la tricuspide, e le fanno tre bypass.

    Segue attività di fisioterapia.

    Ora mia madre sta bene, ma se mi fossi fidato dell'ospedale cittadino, situato nel nordovest in una città di 100 mila abitanti, mia madre sarebbe morta.


    Che cosa devo pensare di tutto questo?

    Che abbiamo la sanità migliore d'Europa?

    Penso che ci sono luci e ombre.

    Penso che se devi fare un intervento d'elezione e hai le informazioni giuste te la cavi, altrimenti ci lasci la pelle.


    Inoltre, inoltre...mia madre viene ora seguita dal cardiologo che mi aveva dato le informazioni giuste, ma privatamente perchè in ospedale non sai con chi capiti. A volte con un medico a volte con un altro e così via nel casino più totale.


    Ogni visita costa 85 euro, ma prima dell'euro costava 100 mila lire.


    Mia madre è pensionata e prende il minimo di pensione, cioè 450 euro al mese.


    Che cosa devo pensare?

    Perchè un infartuato non può essere seguito degnamente nella struttura pubblica?


    Poi io penso che un infermiere che si fa in quattro per 1100 euro al mese avrebbe diritto a un monumento, e lo stesso un medico che guadagna di più ma che si preoccupa di aggiornarsi con serietà.


    I problemi però rimangono e sono seri, come l'esempio dimostra.


    Io sono comunque d'accordo con te che la soluzione non sta nella privatizzazione dei servizi essenziali.


    Scusa la lunghezza del commento.

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