lunedì 23 ottobre 2006

E' NECESSARIO ESSERE BUONI PER ESSERE DEI BUONI MEDICI? NO.



Premesso che rispetto moltissimo sia voi che le vostre opinioni e le vostre esperienze (e lo sapete, spero), vi prego di leggermi ancora  qualche minuto. Rischiando l'impopolarità, ma tanto non è la popolarità che cerco.


Desidero farvi rifelttere su una piccola cosa. In nessuna parte del mondo esiste l'aspettativa della gentilezza da parte del medico. La gentilezza medica non ha un senso al mondo. La professionalità, quella si. La competenza, anche; il rispetto, ma il rispetto freddo, non caloroso, quello lo si può chiedere. Persino una educata cortesia. Ma va pagato per il suo lavoro, però. Perchè il sanitario, medico, infermiere, terapista,  sta lavorando, si sta guadagnando la vita, non il Paradiso, in cui non è neppure tenuto a credere, se permettete.


Che gli stipendi siano pagati dalla struttura pubblica o dal privato o da una assicurazione, si tratta solo di soluzioni differenti scelte in contesti differenti e sulla base di valutazioni politiche e/o economiche.


La pretesa che il medico o l'infermiere sia un missionario è una becera pretesa italiota. E il fatto che sulla base di questa pretesa il medico e/o l'infermiere venga sfruttato, sottopagato, fatto lavorare gratis per anni, sottoposto alle scenate dei pazienti che si sfogano su di lui per tutto quel che non va, trascinato in tribunale, minacciato, insultato, ucciso (anche, si, in guardia medica, sulla porta del reparto, pure), anche questo è un incredibile comportamento italiota.


Il medico con aspirazioni missionarie lavora per MSF. Se se lo può permettere e non ha una famiglia da mantenere. E se quelli di MSF lo vogliono. Il che non è detto.


Anche la pretesa che il medico molto bravo, che ha particolare talento o che semplicemente sgobba più di altri per aggiornarsi di continuo, debba guadagnare esattamente come uno meno impegnato e meno bravo, è una maledetta pretesa italiota, che scoraggia i professionisti dal migliorarsi. L'incentivo economico è importante per i medici come per i venditori di computer, per dirne una.  Il rispetto è l'altro tipo di incentivo che va bene per i medici come per i venditori di computer.


Ancora qualche anno e vedrete che i nostri giovani medici bravi e preparati se ne andranno a lavorare dove vengono pagati bene, e soprattutto rispettati, e noi, forse, ci accontenteremo dei medici bangladesi, come avviene in quel di Londra, tanto per dirne un'altra. Poi ci lamenteremo? Bene, chi la fa l'aspetti.


Aggiungo che pure in nessuna parte del mondo esistono queste due pretese:


1- che tutti i medici siano bravi uguali. Ve lo dovete scordare, non è possibile. Se andate in una struttura pubblica a volte trovate quello bravissimo e a volte quello scarso. Non è possibile altrimenti. Proprio non si può. E anzi lo capite da voi che quello bravo cerca il posto dove può meglio crescere, imparare, migliorare, fare ricerca. Quindi non il repartino della città di centomila abitanti.


2- che un medico, anche il più bravo, non si sbagli mai. Il medico si sbaglia. Più vede una patologia all'inizio più è facile che si sbagli. Poi la patologia va avanti, i segni si fanno più gravi e più evidenti, e così il terzo medico ci prende. E il paziente è pronto ad osannare lui e a maledire gli altri.


E con questo ribadisco: stiamo andando male. E qualcuno è contento. I vostri commenti confermano che venite lentamente educati a spostarvi dal pubblico al privato. Invece di chiedervi il perchè dei problemi.  Invece di mettervi nei panni del medico. Tanto il medico è quello cattivo, l'assassino, come ve lo dipinge la propaganda interessata di chi vi vuole clienti paganti. E ci cascate con tutte le scarpe.


Ve l'ho fatto venire un dubbio? No? Se è così, signori, è finita. Fra dieci anni saremo come a Londra. E io farò come il dottor Pietrangeli quando levarono le  vecchie mutue. Chiuderò lo studio convenzionato e aprirò uno studio privato a prezzi ultrapopolari. E avrò settanta persone in fila fuori dalla porta. E continuerò a lavorare quattro giorni, a studiare due e a passare la domenica coi miei figli, esattamente come ora. Probabilmente guadagnerò pure di più. Non sarà peggio che ora, per me. Ma per voi? 


Vostra Capsicum


P.S. ora mi viene in mente che "medici bangladesi " può essere frainteso, considerato una battuta. Invece è un dato reale. E' un dato di fatto che in GB i medici britannici non vogliono più lavorare per il servizio pubblico, preferiscono, se sono bravi e preparati, spendere il loro talento come privati. Al loro posto il Servizio Pubblico recluta medici in tutto il mondo, purchè conoscano bene l'inglese, e uno dei posti dove si reclutano meglio è  il Bangladesh (e l'India, anche).  Ecco perchè ho detto medici bangladesi. Non per offrire un assist alle battute. Baci.

7 commenti:

  1. Non passo di qui spesso, per nessun motivo particolare, ma é così. Oggi ci passo e leggo questo post, dopo aver sentito che un congresso di oncologi stima in 32.000 i morti che ogni anno fa la mala sanità. Direi che l'italiota medio che tu descrivi e bacchetti perché non capisce che anche al medico possano girare, assomiglia alla sanità italiota, quindi, per piacere, niente prediche.

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  2. Capsicum, però succede di essere trattati male da un medico o dal personale. non dico in modo freddo. dico male. e tutti avranno i loro cazzi, siamo esseri umani, certo. solo che se girano a un medico, e un paziente ha delle complicazioni? non è facile trovare soluzioni a questi problemi. è che davvero, a volte ci si trova nello sconforto più totale. perché i medici non sono pagati, quelli delle ferrovie neppure, i metalmeccanici neanche, i taxisti no, i commercianti non vendono, gli operai non guadagnano, il lavoro non c'è se non a gratis, o a tre mesi...e uno finisce che non sa dove sbattere la testa. la situazione è davvero pesante, e in tutto questo ci sono sempre più italiani straricchi, e sempre più italiani strapoveri, e i parlamentari, che non sanno un cazzo, che non si aggiornano, che non studiano, e che stanno sempre sulle loro poltroncine, beh, alla fine non gliene frega niente, che lo stipendio se lo rialzano tutti di comune accordo e via! scusa per lo sfogo, a volte mi sembra proprio che le uniche persone a parlare dei problemi siano quelle che ci possono intervenire meno per risolverli (o che comunque possono intervenirci, s¡, ma con tempi molto più lunghi rispetto forse a qualcunaltro...). scusa ancora. ciao!-) andrea

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  3. Penso che la gentilezza debba essere chiesta a tutti, non solo ai medici, fa parte del vivere civile, ma non c'entra col problema principale.

    Mi pare che tu consideri normale che capiti di morire in una cittadina di 100mila abitanti, perchè i medici bravi vanno altrove.


    Ti segnalo che il problema di mia madre è stato risolto da un medico di una cittadina vicina che di abitanti ne ha 50 mila.


    No, no, non ci sto!


    Se qualcuno non sa fare il proprio lavoro va mandato via. E' ovvio che questo è un problema organizzativo.

    Non me ne frega un cazzo che il medico sia un missionario, è un problema suo, voglio però che faccia bene il suo lavoro.


    Quanto ai medici bengalesi...no so, io ho visto i farmacisti asiatici, come ho visto i matematici indiani, e spesso sono più bravi di quelli europei.

    Io ho già detto che sono contrario alla privatizzazione del SSN, ma non è tacendo i problemi, o facendo finata di niente, e lasciando crescere le mele marce che si aiuta la sanità pubblica.


    Non puoi far finta che sia normale che per una visita in uno studio privato si paghino centinaia di euro perchè il i medici stessi che lavorano negli ospedali non fanno fronte alle necessità, mentre sono prodighi se vai nello studio privato.


    Questo è uno scandalo che tu per prima e quelli coscienziosi come te dovrebbero denunciare, proprio per non finire come a Londra.


    Non va bene questa idea di considerare i cittadini come dei bambini vittime della propaganda dei privatizzatori, e non mi pare neppure che i medici siano una categoria di vittime di pazienti assatannati.



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  4. mah, io le prediche le faccio, e non dico mico che andiamo bene. comunque nel convegno di cui parli è stato detto a chiare lettere che la maggior parte degli errori medici sono legati alla struttura sanitaria, non al medico. Ho da qualche parte l'articolo, se volete ve lo posto. Mare, guarda che il fatto che i medici poco preparati vengano tollerati e a volte anche passino avanti ad altri nella carriera è una cosa che mi indigna porofondamente. Parecchi anni fa persi un concorso perchè sostenevo l'esistenza della epatite C, o non A non B coem si chiamava allora, mentre il primario diceva che era una cazzata. Ma lui era primario e si scelse un assistente che la pensasse come lui. Ceto che ci sono delle cose che non funzionano, che diamine! E molte anche! Ma il manico sta nel livello organizzativo, non in quello clinico! Questo è il fatto! Scelta del personale, retribuzione, motivazione, controllo delle prestazioni, sistema e valori di riferimento per la qualità delle prestazioni stesse, che al momento sono quelli sbagliati. Insomma: il problema a monte dellla nostra sanità non sono i medici e gli infermeri, ma le loro condizioni di lavoro, i parametri in base a cui si fa carriera, il modo ion cui vengono designate le persone cvhe devono organizzare le prestazioni e verificarne la qualità clinica, le priorità che vengono stabilite, il controllo della spesa nelle regioni, insomma c'è un mare di cose che non vanno bene, ma invece di verificare queste cose si preferisce fare dei sanitari un capro espiatorio e salvare i veri responsabili dello sfascio, tra i quali, secondo me, c'è chi lo fa apposta. E' più chiaro adesso il mio pensiero?

    Baci

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  5. No, non è necessario essere buoni.

    Il mio oncologo, sei anni fa, quando sono finita in ospedale con una manciata di globuli bianchi superstiti alla chemio, disse a mia madre che lo pregava di smettere quella terapia tanto pesante: "signora, è facile e comodo fare il medico pietoso. Ma il cancro non lo sconfiggono medici così."

    E' ovvio che i medici non sono bravi uguali. E' ovvio che anche i bravi sbagliano. Quelli bravissimi però ammettono i loro errori.

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  6. "La gentilezza medica non ha un senso al mondo"

    allora posso mandarti a cagare?


    scusami, ma davvero é duro per me, come medico, leggere le tue parole. forse perché in un momento della mia vita professionale la pensavo come te. poi, per mia fortuna, ho cambiato opinione.


    sara

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  7. puoi, sara, puoi. ma la gentilezza non è il parametro su cui va valutato l'agire medico. Non lo è e basta. Può essere un zaccfessorio, ma se il paziente pensa di valutare l'assistenza medica che riceve in base alla gentilezza si frega con le sue mani. e se il medico spera di imbellettare l'incompetenza con la gentilezza, guarda, per me può proprio andare a cagare. e pure quelòloc he cerca di sopperire alla sua inadeguatezza nel gestire la propria sofferenza riscattandosi con la gentilezza verso il paziente, pure quello può andare a cagare.

    la gentilezza può far parte del carattere di una persona o no, ma non ha nulla a che fare con l'agire medico.

    la correttezza si. La cortesia anche. Il rispetto pure. la gentilezza è una cosa diversa e ti prego di rifletterci sopra. Ti faccio anche notare che a volte è proprio sbagliato essere gentili proprio un errore medico marchiano. sul piano della gentilezza non si lavora da medici. pensaci bene, sara. pensaci bene.

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