giovedì 14 settembre 2006

Ma i ragazzi come se la pongono la questione delle scelte? Quelle per il futuro, intendo.


Sono capaci di guardarsi dentro e interrogare se stessi?


 


Baci


Capsicum

7 commenti:

  1. No, non sono capaci di guardarsi dentro.

    Le scelte vengono fatte per adesione a certi modelli, del tutto irrazionalmente.

    Magari conoscono qualcuno che ha fatto una certa scelta, ed emotivamente decidono di aderire.


    Del resto come potrebbe essere altrimenti, non conoscendo ciò che devono scegliere, e soprattutto non avendo sperimentato se stessi nella funzione?

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  2. Per rispondere alla tua domanda è necessario ricordare di come abbiamo fatto noi, da ragazzi.

    Perchè noi siamo stati ragazzi, e lo siamo tutt'ora e io non riesco a dimenticarlo. Forse perchè non ho figli e quindi 'i ragazzi' non sono diventati, per ruolo, altro da me.

    Posso ricordare come ho scelto tra classico e scientifico, ad esempio. Un ugual numero d'amiche care da una parte e dall'altra (che forse era l'unica cosa che realmente mi premeva) e io, sotto una quercia secolare con una moneta in mano. Testa o croce. Scientifico, e per fortuna. mi sarei persa uno dei piaceri più grandi della vita a risolvere astratte e analitiche cifre come un gioco, portata.

    e poi l'università, architettura. Ci sono ragioni apparenti e ragioni profonde e poi un sostrato di ragioni profondissime (e indistruttibili come radici) di cui non si ha alcuna consapevolezza.

    Ragione apparente: continuare a voler tenere in un bilico incerto saperi scientifici saperi umanistici, senza scegliere con forbici.

    Ragione profonda: voler andare il più lontano possibile dalla 'casa' e solo scegliere una facoltà non 'disponibile' sul territorio rendeva se non certa, almeno potenzialmente (e tenacemente, quanto tenacemente!!) perseguibile il progetto (di vita).

    Ragioni profondissime: le esploro ancora adesso, ogni tanto ne sale su un pezzo e niente di ciò che avrei potuto nè pensare nè sapere nè dire a diciotto anni.

    Per finire, quando, parlando con persone che avevano già fatto quel percorso o lo stavano facendo (com'è d'obbligo soprattutto perchè i genitori desiderano che tu ti 'informi'), mi hanno detto 'ma architettura è una facoltà senza molti sbocchi occupazionali', a me, la cosa, è filata liscia come l'olio, non mi ha neppure toccata, mi è entrata da un orecchio e dall'altra mi è uscita, come ci fosse qualcosa dentro che sapeva già e non poteva essere investita da questi commenti, da qualsiasi commento.

    E' che abbiamo un motore di bordo profondo, dentro.

    Perciò, scrivevo, non esistono scelte sbagliate. Anche quando sembrano tali.

    Certo che da genitori è più difficile rilassarsi. Preoccuparsi fa parte del compito e si crede di farlo persino meglio, facendolo.

    E, a proposito della tua serata con amica e carte, io ho pensato di te che questo aggiungeva qualcosa e non sottraeva nulla. Ti rendeva, dal racconto abbozzato, più 'spessa'.

    E mi piacerebbe tu mi leggessi le carte.

    :)

    gio

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  3. ho letto adesso il tuo post sul 'volevo una femmina'.

    considera che io e mia sorella siamo andate a studiare fuori il più lontano possibile, mio fratello è rimasto 'a casa'. tutto un rovescio rovesciato, ma poi neanche tanto.

    a.

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  4. Dipende, secondo me, dal tipo di educazione che hanno ricevuto e non solo. Dipende da quanto i genitori sono stati vicino ai figli, quanto del loro tempo gli hanno dedicato, quanto li hanno ascoltati, consigliati senza interferire più di tanto, ragionato insieme.

    Personalmente ho dedicato sempre molto tempo ai miei figli. Ho un ragazzo di 28 anni che appena al liceo ho studiato biologia ha deciso di fare il ricercatore. E' laureato da 3 anni e ha un dottorato di ricerca sul Morbo d'Alzheimer e spera naturalmente di andare avanti. Parte al mattino e torna la sera ed è soddisfatto della sua scelta.

    L'altra ha 22 anni studia Relazioni Internazionali e la sua passione è la politica.

    Hanno scelto quello che amavano fare senza darmi mai nessun tipo di problema.

    Magari sono stata fortunata, però....

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  5. COME VI AMO, SIGNORE E SIGNORI! i vostri commenti mi aiutano a capire tante cose! Grazie,grazie, grazie!

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  6. no. No ironia. non era mia intenzione. Magari ero un po' brilla, questo si :))

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