martedì 13 giugno 2006

TEMA DEL LIBRO - NESSUNO A CUI PARLARE (COSE CHE AVREI DETTO A TRIESTE)


La comunicazione viene suddivisa in varie tipologie: efficace, non efficace, diretta, indiretta, subliminale, verbale, non verbale, razionale, emotiva e via discorrendo. Ora io non sono uno studente di scienza delle comunicazioni. Sono piuttosto un operatore di primo livello della comunicazione interpersonale, e come tale,e in quanto medico, ho esperienza di un tipo di comunicazione che il prof. Campione definisce "comunicazione irricevibile".


Spiega ad uso della popolazione semirurale del Borgo: io te lo dico ma te non lo vuoi sapere, al punto che pure che te l'ho detto è come se non ti avessi detto nulla. Tale spiega spero sia comprensibile anche da quelli eruditi che se non parli con polisillabe non ti ascoltano.


 Gli americani, lo sapete, dicono tutto a tutti. Te ci hai un tumore e vivi altri sei mesi, te ci hai un cancro al pancreas e vivi solo tre mesi, fatti le tue cose e i tuoi conti e arrangiati bene, te invece se ci hai la pilla ti possiamo far campare anche tre o quattro anni, altrimenti organizzati il funerale. Poi ti fanno firmare una carta dove c'è scritto cosa ti hanno detto e chi te lo ha detto e che tu hai capito.


Ma a distanza di venti giorni dalla comunicazione fatta così , hanno fatto una ricerca andandoci a chiedere a sta gente: lei lo sa cosa ha? Lo sa quanto ha da vivere? e il venti per cento, ovvero una persona su cinque, ha detto no, nessuno me l'ha detto, adesso mi fanno delle cure e prima o poi me la cavo. Un altra percentuale che ora non mi ricordo ha risposto: si, loro me l'hanno detto, ma io sono una persona speciale, adesso mi impengno, lotto e vedrai che me la cavo.


Questa qui è l'esemplificazione evidence based (visto che brava coi polisillabi e con l'inglese?) della spiega di cui sopra.


Ora ci sono altre comunicazioni irricevibili. Il mio libro tratta soprattutto di queste. Non è una comunicazione, come c'è scritto nel volantino di untaitol, dove la lingua medica fallisce il suo scopo e si rivela inefficace. La lingua sarebbe pure efficace, la comunicazione sarebbe pure chiara, ma tu hai voglia di essere chiaro, efficiente e tot qual ch'at vu, ma se il ricevitore si spegne per sovraccarico d'ansia la comunicazione non si riceve. E allora?


Allora si scrive un romanzo. Ma anche così la gente lo legge e riceve quel che è in grado di ricevere della comunicazione, che rimane di fondo irricevibile.


Ora, cari signori, voi andate sul sito di untaitol ed, vi accattate lo libro mio, lo leggete e poi mi fate sapere cosa siete riusciti a ricevere, e io vi potrei dire che percentuale avete intascato della mia comunicazione.


Che tanto per capirci concerne: morte, certezza della possibilità dell'errore medico, solitudine del medico, del care giver e dei sanitari in generale, danni al paziente a causa della medicina difensiva, inevitabilità della stessa dovuta alla pretesa del paziente di avere un risultato garantito, ingarantibilità del risultato terapeutico. Più altre schifezze accessorie. E non mi dite che la lingua italiana che ho utilizzato non è chiara: non ve la lascio usare questa scusa.


Però non è che ora che vi ho detto di cosa parlo il libro non  lo leggete più. E' carino, c'è pure qualche scena commovente, ci stanno i paesaggi, la gente, c'è un chirurgo bellissimo (chi lo vuole conoscere di persona sappia che è già sposato), c'è la Capsicum dappertutto, pure se si è un po' romanzata, sapete come si fa. Insomma votacapsicum votacapsicum votacapsicum!


E baci, baci, baci da Capsicum

5 commenti:

  1. Non c'è niente da fare: di quello che scrivono i medici, non si capisce mai un emerito...


    Adesso mi toccherà portare questo blog dalla farmacista per farmelo spiegare! :P


    Firmato: lo sconsolato portatore sano di un fratello medico

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  2. Siccome io scrivo dell'/dall'altra parte, quella dei pazienti che pazientano ma parlo anche del mio dottore che se la cava bene con la comunicazione, leggerò con moltissima attenzione il tuo romanzo. E ti farò sapere cosa m'è arrivato. Contaci.

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  3. bukaniere: regalalo al fratello! giorgi, cara, un bacio al dottor Zeta.

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  4. vado a comprarlo appena passo vicino a via Mascarella, lo leggo e poi ti farò sapere


    baci prof


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  5. passato in libreria.

    chiusa e senza orario per sapere quando è aperta.

    e poi mi accorgo che da qualche parte c'è scritto che il tuo libro c'è dal 20 giugno... accc....

    lì davanti ho incontrato Vincenzo, un vecchio?.. scrittore?.. giornalista?.. mi ha fatto vedere il suo ultimo "libricino" questo è "solo" di foto e commenti di belle località di mare e soprattutto meridionali. Vincenzo è vedovo, quando smetterà di scrivere morirà anche lui.


    prof

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