lunedì 19 giugno 2006

LA PRIMA RECENSIONE


al mio libro l'ha scritta Stefano, per il SIG libri del Mensa Italia. E spero che non me ne voglia se la esibisco qui. Baci a tutti, e in particolare a Stefano.



Questa recensione e' di un libro speciale, perche' e' di una socia del Mensa e del SIG. Chi legge Memento, conosce le storie che Cecilia racconta sulle sue esperienze di medico (se non leggete Memento, vi consiglio di leggere solo le storie di Cecilia: il resto, pazienza). Il libro dovrebbe uscire a breve, ma noi coordinatori di SIG abbiamo i nostri canali.

Cominciamo dalle informazioni base:

Titolo: Nessuno a cui parlare
Editore: Untitl.ed (per comprare online o trovarlo in libreria andate su
http://www.untitlededitori.com/)
Prezzo: 9 Euro


Il libro fa vedere un pezzo della vita di un medico di famiglia che lavora "sul territorio" di una cittadina dell'Italia centrale, sotto due prospettive.

Una e' il "fuori", fatto del lavoro con i malati, spesso frenetico, quasi sempre in contrasto con la burocrazia, l'ignoranza, i soldi che non ci sono. Un lavoro quotidiano ma non routinario, disincantato ma mai rinunciatario, che mostra quanto la "qualita' della vita" dipenda molto piu' da un buon medico vicino che da grandi centri di ricerca medica. In questa prospettiva, fatta di serrati dialoghi, non trovano posto le descrizioni, gli aggettivi: i luoghi e le persone sono assorbiti subliminalmente, ed elaborati per trarne gli elementi per il
lavoro; per altro, tempo non c'è. Ogni tanto, la nostra dottoressa si ferma per tirare il fiato, e si concede uno sprazzo del paesaggio che ama.

La seconda prospettiva e' il "dentro", dove tutte le sensazioni, le emozioni, le scorie raccolte "fuori" si sedimentano. Dove la spasmodica capacita' di osservazione e attenzione della Nostra scarica il suo peso esistenziale. Dove si cerca un interlocutore impossibile, una guida, in un rapporto con un analista che possa alleggerire il peso di tante vite e tanta vita. In questa prospettiva, il dialogo serrato si allenta, diventa un monologo pensoso ma puntuto (la signora, evidentemente, ha un caratterino, e la parte del paziente non le si addice).

Ebbene, dov'e' il "qualcuno con cui parlare"? Nel "fuori", dove si parla tanto, ma non ci si puo' mai fermare su una riflessione su se stessi, o nel "dentro" dove si parla di se', ma con un interlocutore neutro e sbiadito fin quasi a rappresentare l'eco dei propri pensieri?


Secondo me, da nessuna parte. Forse un credente lo troverebbe Altrove; per me, che credente non sono, resta una vita per la quale il "fare" e' insieme malattia e cura, dubbio e soluzione.

Il libro e' buono, anche se un po' grezzo: ve lo consiglio apertis verbis. Il tema e' trattato senza retorica e senza indulgenza. Lo stile scabro, anche rispetto ai testi di Memento, forse troppo; non aspettatevi di trovare una "storia" o concessioni al gusto del lettore.
Cecilia non ci risparmia termini tecnici, non piazza note a pie' di pagina, non infila opportune "spiegazioni" ai malati per aiutarci e consolarci, noi che non sappiamo e non siamo abituati.


Vieni a fare un giro con me, sembra dirci, ma non farmi perdere tempo, eh. E noi dietro, sullo scooter, aggrappati alla nostra dottoressa, a cercare di capire come fa lei a fare questo mestiere tutti i giorni, e come facciamo noi a farne un altro.

9 commenti:

  1. Appena lo trovo, lo compro volentieri.

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  2. ciao capsicum.

    se ti fa piacere ti mando le due foto che ho scattato al gruppo di mics, demetrio, llu e derrida.

    non so però la tua mail e qui non trovo il modo di contattarti. magari sono imbranata io e non vedo il link.

    se le vuoi dimmi come fare ok?

    (però un'altra volta non scolarti tutta la birra! eh!!!)

    :))

    laura/verdemare

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  3. ciao,

    ho cliccato sul tuo nome nel mio commento ma non mi compare nessun indirizzo di posta o io non sono abilitata non usando splinder.

    Provo a fare in un altro modo. ok?

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  4. appena comprato il libro..


    problema.......e pignoleria geografica....

    non ho capito un tubo io di dove lavori od anche gli intelligentoni continuano a collocare l'italia centrale con confini improbabili? e poi la cittadina è il borgo o consideriamo l'italia con le dimensioni cinesi?


    deduco che il tuo recensore è nordico metropolitano, per cui direi forse milanese.


    la prossima volta spero di fare considerazioni più intelligenti e pertinenti.


    baci

    prof

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  5. ho riletto il mio commento... non mi piace. in realtà volevo poi solo dirti che mi accingo a leggere il tuo libro.


    prof

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  6. Non ho mai deciso se questa città sia nordica o no. Ma io definisco il Borgo un grosso paesone oltre il fiume. Lo è? Non lo è? E' una geografia concreta o una geografia dell'anima? può essere tutto. Dipende solo da come lo vedi tu. Grazie prof. Baci

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  7. letto il libro e già regalato.... già ricomprato... lo rileggo... e mi sa che domenica lo porto ad una psichiatra in centritalia.... si sa che a casa dei calzolai hanno tutti le scarpe rotte!!!!

    poi ti saprò dire


    prof

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  8. grazie prof. Questa è una bella recensione. Baci.

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