domenica 11 giugno 2006

IERI  A TRIESTE


Ieri pomeriggio qui a Trieste, in una bella giornata di fine primavera c'è stata la presentazione dei libri della seconda terna di Untitled.


Si è parlato di Illycaffè e di come si potrebbero usare i blog per fare pubblicità.


Che se i bloggers fossero stati lì neanche si sarebbero incazzati...


En passant sono stati citati i libri.


Poi Anna ha fatto partire la proiezione del filmato "Voci", che a lei piace molto. A metà della proiezione metà della gente era uscita fuori, ma si notava poco perchè la stanza era piccolina e dava direttametne sulla strada. Poi piano piano altra gente si è spostata di là a mangiare. intanto un paio di studenti di comunicazione hanno cominciato a parlare tra loro. A quel punto ho capito che non avevano bisogno della presenza degli autori, quindi sono uscita pure io a fare due chiacchiere con i miei amici triestini: Kilit della Tana del matto, la sua morosa, Tullio e Gabriele. E poi Barbara e Marisa di Amicincucina. Con queste ultime due ci vediamo fra poco in piazza, con gli altri siamo andati alla festa del fratello di Gabriele, Alessandro, che ogni anno festeggia l'anniversario del suo terribile incidente in cui NON  è morto.


Anna era contenta. Bene. Per me è uguale. Gli esperti di comunicazione non possono avere nessun interesse nel mio libro. per loro la morte non c'è.


Baci a tutti

7 commenti:

  1. Ma come? umf, quando si mettono troppe cose insieme...peccato però. ma provare a dire, scusate, due parole sui libri? peccato. ciao!-)

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  2. C'erano quasi un centinaio di persone presenti, a parlar di libri e non solo (com'era stato annunciato via web e via quotidiani locali). Da scrittori e giornalisti presenti mi è stato detto che era la prima volta che a Trieste si vedeva una cosa del genere. Inevitabile è stato non riuscire a parlare di tutto quello che s'avrebbe voluto. Le alzate di mano e la presa di parola erano continue. Anche Capsicum, tra l'altro, ha fatto due lunghi interventi, molto interessanti, dove ha parlato di blog.

    Ognuno ha preferito parlare di ciò che gli scuoteva di più il sangue, è inevitabile sia così: l'interesse e la passione non si possono ingrigliare. E di sangue scosso, di energia nell'aria, di vibrazioni ieri in studioroom ne era pieno. Se si riesce a fare questo partendo da dei libri, mi sembra che sia un'ottima cosa.


    Ad ogni modo, la prossima volta, come ho scritto sul mio blog, ci equipaggeremo di numeretti eliminacode ;)

    Ma è anche vero che dalla prossima volta in poi la presentazione dei testi sarà più istituzionale, nelle librerie e nei luoghi di incontro che solitamente accolgono le presentazioni di libri. Dove l'ambiente è solitamente più raccolto, si è in pochi e dunque si parla meglio.

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  3. ciao,

    sono enrico e sabato ero presente, ho parlato di comunicazione perchè quello, effettivamente, mi è stato chiesto e su quello mi sembrava di poter dare un contributo che viene da quello che so e ho visto.



    " Gli esperti di comunicazione non possono avere nessun interesse nel mio libro. per loro la morte non c'è".



    questa qua sopra è una frase piuttosto infelice: presuppone che chi ha parlato di comunicazione non fosse interessato alla letteratura e dimostra, purtroppo, che ti sei interessato solo ai contenuti di quello che alcune persone hanno detto ma non alle persone stesse che li hanno enunciati.



    ciao



    enrico

    http://www.morbin.it


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  4. caro enrico, la serata è stata pilotata-moderata dal ggiovanotto dello studio room molto bene, ma a suo vantaggio e non a nostro. per carità, eravamo ospiti e tutto fa esperienza, ma le cose stanno così. La serata è andata benissimo, ma non per gli autori. recriminare non serve a nulla, ma nascondersi questo fatto è solo dannoso, perchè così facendo non impareremmo nulla per il futuro. invece ogni occasione è buona per imparare. e questo è anche il succo di quanto ho già detto ad orietta. Baci. Capsicum

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  5. mi sembra che questo tuo commento sia ben diverso dal post che commentiamo.


    bye

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  6. a me invece no. i libri erano la prima parte della scaletta. il fatto che sia stata stroncata subito che cosa è secondo te se non una manifestazione fattiva di non interesse o comunque di scarso interesse? noi siamo venuti lì anche per parlare di blog e aziende, e lo abbiamo fatto. i comunicatori aziendali erano lì anche per parlare di libri ed hanno smesso prima possibile. tu cosa ne deduci? non dalle pie intenzioni, ma dai semplici nudi fatti? Io mi chiedo: è possibile che tutti abbiano paura dei fatti e si rifugino nelle intenzioni, nei programmi, nelle dichiarazioni di buona volontà, solidarietà, culturismo, letteraturismo, colpevolismo e innocentismo e balle varie? signori mei, i fatti semplici, nudi e crudi. e poi ci ragioniamo con serenità. Invece tutti pronti a sentirsi accusati, perseguitati, colpevolizzati, ehi, cinni, questo non è mica un comportamento maturo, sapete? siete lì per adorarvi l'ombelico? va ben, ma almeno rendetevene conto, no che fate passare me da scema, o da persona poco obiettiva, o da narcisita. L'unica cosa vera è l'ultima: sono narcisista, ma non più ne meno di tanti altri, solo che io lo so e non mi fa paura. Per chiarirci: non sono risentita, adesso. L'altra sera ero irritata. Comunque quel che si dà si riceve. In codesto modo nel mondo dei bloggers non caverete mica nulla. Questo forse vi indurrà a maggiore attenzione alle ragioni degli altri? Baci

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  7. e poi, Enrico, ti esorto a riflettere sul concetto di "comunicazione irricevibile".

    Dopo che ci hai pensato fammi sapere. Il mio ind è nomecognome@tin.it

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