mercoledì 26 aprile 2006



A TAVOLA


Sono appena tornata dal convegno milanese del Mensa Italia, dove mi sono divertita moltissimo. Uno si chiede cosa faccia l'associazione internazionale degli sfigati che superano il 98 percentile nella valutazione dell'intelligenza. Intanto sfigati, si, perchè se è vero che sono geniali, sperimentano di continuo la sensazione di non riuscire a farsi capire dal resto del mondo, sensazione frustrante e irritante, che li rende spesso acidi e irascibili da vecchi, solitari e tendenzialmente depressi da giovani. Quando si entra in ambienti selezionati, questa sensazione scompare d'incanto. Esempio di ambienti selezionati: licei "difficili", università, ambienti professionali, blogosfera. Ambienti dove la maggior parte della gente supera il 90 percentile nell'intelligenza, anche se non lo sa.


Molti, se non tutti, i miei lettori sono, io credo, mensani inconsapevoli. Fatevi un esame di coscienza, riflettete. Quanto vi ferisce la stupidità?


Eppure è normale e gisuta. Eppure ognuno, anche il più sciocco, porta il suo contributo importante alla convivenza sociale, anche se non conosce l'html, anche se non saprebbe gestire un blog, anche se... eccetera eccetera. Non è questo il punto. Il punto è la solitudine di chi non riesce a farsi capire completamente dagli altri perchè pensa troppo in fretta o in modo troppo complesso. Che si trova a disagio nei giochi di società perchè vince troppo facilmente e la gente prima si meraviglia, poi si stufa, poi si irrita. Che quando si mette a fare riflessioni su temi complessi scopre che le persone intorno si annoiano, si distraggono, si allontanano irritate. Allora comincia a stare spesso zitto. Che sul lavoro raggiunge molte volte posizioni elevate, ma scomodissime da occupare, e deve gestire al meglio le incompetenze altrui, rodendosi il fegato giorno e notte. E raccogliendo talvolta invidie e ostilità, ma molte volte anche stima, ammirazione, rispetto, appoggio, ma raramente comprensione.


Ma poi arriva il convegno annuale del Mensa e allora lo sfigato si scatena. Giochi di società con persone che ti battono allegramente (Licantropi e si osuro signore, bang e guillotine sono tra i più in voga al momento), concorsi letterari dilettantistici dove nessuno ti piglia per il culo perchè scrivi racconti o poesie, anzi, ti guardano ammmirati e si complimentano, cene con delitto, concorsi per miss e mister dove la selezione preliminare non si fa con le misure delle tette (peraltro erano ragazzine bellissime) ma con un test di prontezza, problem solving e abilità matematica. E in cui, per inciso, le ragazze hanno surclassato i maschietti superandoli di moltissime lunghezze: la prima delle ragazze 20 punti, il primo dei giovanotti 8 (leggi otto).


Arriva il convegno e scopri che c'è gente molto più matta di te. Litigiosa, pignola, simpaticissima, brillante. Persone timidissime, anche, che ai convegni non trovano il coraggio di venire ma magari si incontrano in rete, luogo dove si svolge la maggior parte dell'attività del Mensa.


OK, ho già sentito tutte le obiezioni possibili a questo tipo di associazione, ma, credetemi, nel mondo l'esserne soci è ritenuto un fatto prestigioso. Se ne vanta la Sharon Stone, Isaac Asimov ne è stato il Presidente Onorario a vita. Però il punto non è questo, per me.


Per me il punto è: io sto molto bene tra la gente, di qualunque tipo, estrazione sociale, nazionalità eccetera, e tuttavia questi ragazzi troppo brillanti, troppo veloci, troppo complessi, troppo tormentati, mi appartengono. Conosco le loro adolescenze perchè sono la mia, conosco le loro solitudini perchè sono la mia, conosco la loro sete di affetto perchè è la mia. E basta perchè poi divento retorica e faccio schifo.


Baci. Capsicum.


 

10 commenti:

  1. io ai test d'intelligenza ho sempre ottenuto un punteggio terribilmente basso. Un po' per la mia non abilità matematica, un po' perchè a metà del test m'annoiavo e mettevo croci a caso. Però nei giochi di società, e soprattutto in quelli strategici, dove ci sono centinaia di regole, ho sempre stravinto;-)

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  2. Concordo in pieno. Vita tremendamente difficile per chi ha un quoziente intellettivo superiore alla media. Ripassero' di qui....


    Un abbraccio


    Anna

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  3. Alice, i test di cui parli non sono un gran che. Il test mensa è completamente cultur free, non è noioso e ti sorprenderebbe. In ogni caso il cosiddetto QI non ha senso in quanto valore numerico, infatti il mensa internazionale da anni lo ha eliminato anche come concetto. In italia, more solito, siamo un po' indietro e adotteremo il nuovo test entro il mese di giugno. Un valore numerico all'intelligenza non si può dare, noon si può, è assurdo e basta. Inoltre ci sono molti tipi di intelligenza. l test mensa misura il famoso fattore G, ma tralascia completamente la cosiddetta intelligenza sociale, per fare un esempio, o quella musicale o altre componenti dell'intelligenza umana. e' una scelta. Una buoona valutazione delle capacità e attitudini i un individuo richiede la somministrazione di vari test psicodiagnostici, e non tutti sulle capacità logiche, anzi! In altri paesi questi test, CHE COME HO DETTO VALUTANO E NON MISURANO le capacità, abilità e attitudini di una persona, vengono usati come preliminari per l'ammissione a corsi, master, facoltà, ingaggi lavorativi e altro. In USA l'appartenenza al Mensa è valutata come titolo nei curriculum professionali e formativi. E' un discorso molto lungo. L'importante per il mensa è che siano cultur free. Non devono avvantaggiare chi ha potuto studiare e istruirsi rispetto a chi, per esempio, ha fatto l'agricoltore o l'elettricista (tanto per citare l'attività lavorativa di due soci italiani) o il droghiere come un simpatico consocio che ho conosciuto a Milano. Provare il Mensa vale certametne la pena. come ho detto è uno strumento per incontrarsi e stare insieme, come tanti altri ma particolare rispetto a tanti altri. Baci Capsicum

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  4. I test di logica li odiavo, mi facevano sentire stupidissima. per me la soluzione, la ragione è sempre stata semplicemente nell'espressione delle parole più che nel loro reale contenuto.

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  5. Che tristezza queste cose!


    E quanta poca intelligenza nel considerare intelligente qualcuno che riesce bene nel mettere in sequenza quattro simboli.


    Forse bisognerebbe mettere l'accento sulla fragilità di persone che hanno bisogno di far parte di una tale consorteria per sentirsi superiore agli altri.


    Penso che la frustrazione non derivi dal non essere capiti, bensì dal fatto che al di là dei test, quando si entra nel sociale, siamo tremendamente sullo stesso piano degli altri. E questa è la ragione per cui bisognerebbe sempre mettersi in ascolto rispetto a chiunque.


    La mia opinione è che si dovrebbe mettere l'accento sull'impegno delle persone per migliorare se stesse, e su questo effettivamente le differenze sono enormi, assai più che in quelle puramente intellettive, peraltro non misurabili e non separabili dai contenuti culturali.


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  6. achillepetulante27 aprile 2006 17:33

    grazie mille, Dottoressa.


    A.

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  7. Di fronte alla complessità delle manifestazioni umane forse solo l'umiltà e il desiderio di conoscere senza preconcetti premia il presente, consapevole e vero.

    Buona giornata.

    Morgan

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  8. caro Mare, non mi ritengo nè una spocchiosa nè una con difficoltà di rapporti sul piano sociale. Sono nata in campagna, sono vissuta in paesi piccoli. Alle elementari le altre bambine mi odiavano e, istigate dalle mamme, dicevano tra loro che facevo tanto bene i compiti perchè me li faceva la mia mamma e che le insegnanti mi davano così buoni voti per solidarietà con mia madre, loro collega.... Nessuna veniva a casa mia a giocare e non mi volevano nei giochi di gruppo. Si rivalevano dileggiandomi per i miei difetti fisici, veri o presunti. Alle medie la storia è andata a vanti con toni solo lievemente diversi, lì c'erano tre, dico tre, bambine che mi parlavano. Ma le altre una mattina mi hanno incantonata e riempita di botte per insegnarmi a stare al mondo e a smettere di far fare loro delle brutte figure. Avevo già imparato a stare zitta e a parlare solo se i prof mi interrogavano, ma non sono arrivata a fingere di non sapere le cose per mimetizzarmi meglio. Al liceo, finalmente, ho trovato persone che mi hanno accettato come sono. ma anche loro erano tutti selezionati verso l'alto. Mio figlio, molto più furbo di me, ha scoperto subito come mimetizzarsi: per mantenersi su un livello di rendimento simile a quello degli altri non solo non ha mai fatto i compiti, ma non ha neppure mai studiato e nemmeno tenuto i quaderni delle varie materie. Nonostante ciò non ha mai avuto debiti, e grazie a ciò ha degli amici. Mi spiace, non è colpa mia se sono fatta così, non l'ho chiesto, perchè la gente non può accettarmi come sono e festa finita? ma queste reazioni ostili, o dispregiative, come un po' è la tua, me le sono trovata davanti molto spesso. I bambini superdotati in altri paesi, più civili, vengono riconosciuti come potenziali portatori di handicap. E lo sono. Solo che nessuno li aiuta perchè, vox populi, non ne avrebbero bisogno. Essere DIVERSI, caro Mare, è una tragedia, sia che tu sia gay, sia che tu sia stupido, sia che tu sia menomato fisicamente, sia che tu sia troppo dotato. L'unica soluzione è mantenere delle performance molto al di sotto delle proprie potenzialità e coltivare i rapporti sociali. Ma è giusto? E' giusto rinunciare a sviluppare le proprie capacità solo per non stare sulle balle agli altri ragazzini? E' giusto vergognarsene, nasconderle?Te lo dico io cos'è: è una discriminazione, inevitabile perchè i diversi non piacciono, non possono essere tollerati se non da un ambiente molto maturo, cosa che tra bambini non esiste. Non viene previsto, in Italia, un supporto psicologico per questi bambini. Tra loro l'incidenza dei disturbi depressivi è altissima, e sono quindici volte più a rischio del resto della popolazione coetanea per lo sviluppo di schizofrenia e altre psicosi. Mare, maledizione, perchè la gente queste cose non le sa? Perchè si limita a liquidarci con tanta sufficienza, salvo poi apprezzarci quando, da adulti, gli facciamo comodo?

    Scusa, sai, ma questi argomenti risvegliano in me l'amarezza.

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  9. Innanzi tutto, Capiscum, io mi debbo scusare con te se ti ho ferita, ma la mia intenzione non era quella di personalizzare la questione.


    La mia opinione in proposito è che in alcune fasi della nostra vita capita che abbiamo maggiori capacità di apprendimento di qualcun altro, e che il livello di maturità psicologica non sia sufficiente a supportarlo.


    Ho qualche difficoltà a ritenere che questa competenza sia generale e duratura nel tempo, ma ciò di cui sono certo è che tale qualità non è misurabile con i test del MENSA.


    Io ho raggiunto un alto livello di competenza nelle scienze esatte e nell'ingegneria, ma ti assicuro che moltissime persone hanno saputo organizzare la propria vita assai meglio di me, e questo mi ha insegnato che essere competente in un settore, non vuol dire essere "intelligenti" in generale.


    Ho visto troppi colleghi laureati a pieni voti, capaci di apprendere qualsiasi cosa in brevissimo tempo, e poi essere inetti nel loro lavoro, laddove non c'è un supporto libresco, ma c'è da creare e decidere qualcosa.


    Quanto al disagio per la diversità, in tale caso, non è affatto obbligatorio: in realtà nessuno ti ha insegnato che l'unico modo per essere amati per quello che si è non è quello di nascondere la propria natura, ma di mettersi al servizio dei meno dotati, i quali comunque hanno sempre qualcosa da insegnarsci.

    Credo che ora tu questo lo abbia capito benissimo, ma certo non lo sapevi durante l'infanzia e l'adolescenza.


    Finisco questa lunga risposta raccontando una cosa che ho vissuto da vicino e che spiega un po' la foga del mio commento precedente.


    Una coppia di amici miei avevano adottato un bambino. Lei maestra, lui un mio collega,

    Hanno subito classificato questo bambino come superdotato. Anche secondo me aveva qualcosa di diverso dai suoi coetanei, certo una forte capacità di apprendimento.

    Il livello di sollecitazione genitoriale però l'ho sempre condiderato eccessivo.

    Quando è stato in primo liceo scientifico, in piena lotta studentesca, cercava di arringare i suoi compagni affinchè facessero la rivoluzione. Loro lo compativano un po', e un po 'lo prendevano in giro.

    Un giorno i genitori rientrando lo trovarono impiccato allo stipite di una porta.


    Io credo che sia stato vittima non della sua intelligenza, ma di un grosso malinteso rispetto a questo e sopratutto di una società che valuta più l'efficienza della maturità complessiva delle persone.


    Ti prego, non essere amareggiata, tante persone ti vogliono bene, e tutti abbiamo capito che sei una persona un po' speciale, ma non tanto per la tua intelligenza. bensì per la tua umanità, che è assai più importante, credimi.



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  10. non sono più amareggiata da molti anni, caro Mare, ma quel ragazzo, se avesse avuto un aiuto per gestire le sue capacità, non si sarebbe appiccato allo stipite. La reazione di troppi genitori imbecilli ( o anche solo ingenui e impreparati) è: ma come è intelligente, ma che bello, adesso farà grandi cose! Ma perchè? perchè non capisci un tappero di quel che vuole dire recepire una enormità di informazioni e non avere la maturità per saperle gestire. Letteralmente il cervello scoppia. E se ti convinci che non ce la puoi fare, magari ti attacchi ad una corda. o ti precipiti da un terzo piano. Qnado mi hanno detto che mio figlio era ancora più intelligente di come pensavo, mi sono messa a piangere. Diomio, ho pensato, povero bambino, come farò ad aiutarlo a gestire una velocità di apprendimento superiore alla sua capacità di maturazione affettiva? Questo è quello che accade ai bambini superdotati. Poi ci sono quelli molto intelligenti, ma non superdotati: questi hanno in genere un grande successo nella vita.

    Poi ci sono i genitori come il mio che hanno pensato: accidenti, questa è proprio brava, vediamo come la posso sfruttare sta cosa. E poi basta così. Davvero. Come vedi io me la sono cavata piuttosto bene. Dicono tutti che ho un c*lo enorme ;))

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