venerdì 7 aprile 2006

OGGI SI CITA



Sto leggendo Martino Baldi, alias Marziller, e questa poesia la vorrei dividere con voi.



Fausto mani-di-forbice invece cacava per dispetto.


Lungo e snodato come un tiramolla,


la sua giornata consiste nel segnare con le dita,


elastiche e nervose, strisciate di colore immaginario


nella tela dell'aria: è l'action painter della malattia,


calligrafo di ideogrammi mutanti


scritti per il suo dio.


Per noi, invece, sulle sue labbra c'è solo un suono sordo


che ribolle, un mumble-mumble ossessivo,


terrorizzante come la certezza di un disastro ignoto.



Lo sguardo macchiato di veleno è il macabro preludio.


Nel gesto, all'improvviso, è una saetta.


Scompare per un niente, si disfa dei vestiti


e salta nella stanza con postura beffarda


nudo e uccellante. Il getto è inevitabile.


Inutile inseguirlo: troppo veloce e plastico


e, soprattutto, criminale geniale.


fFuno che salta e danza,


maneggia il pipì come un idrante,


ride e minaccia(e non soltanto),


spandendo piogge d'oro sui muri,


sui pavimenti, sugli arredi e sugli sventurati inseguitori.


Chè come un criminale hollywoodiano


da qualche parte nasconde la carta del successo,


un joker nella manica o un timer già innescato:


dentro un armadio, nella stanza dei giochi


o forse addirittura nella mensa


troppo tardi qualcuno scoprirà


il frutto marrone del suo trionfo.



 


Nessun commento:

Posta un commento