sabato 29 aprile 2006

Notizie dal congresso SICP. Spigolature, proprio, e vado a memoria.


978 congressisti paganti, poi con relatori e invitati si arriva a 1290 partecipanti.


2035 soci SICP in Italia, ma molti meno sono quelli in regola con la quota associativa. All'assemblea dei soci erano circa 250 i partecipanti con diritto di voto. (Il mio cartellino da votante era il n. 134 :-)).


Tutta questa gente è presa dalla frenesia di studiare, contare, controllare, verificare, ricercare, indagare, migliorare. La domanda ricorrente nei lavori è: Si può fare meglio? e la risposta è sempre: si può e si deve.



Sguardi costernati su alcune slides: il 50% dei pazienti che muoiono in ospedale hanno dolore, il 20 un dolore insopportabile.


Ancora: il 95% dei pazienti vorrebbero morire a casa, solo un 40% ci riesce al nord, mantre al sud ce la fanno quasi tutti, ma in compenso sono assisititi in maniera scarsa.


Il 27% delle famiglie ricorre a tutti o alla maggior parte dei risparmi per assistere il morente. La percentuale è più alta al sud.


Il 27% delle persone che assistono un morente è costretta a lasciare il lavoro per poterlo fare, ed un altro 20% deve cambiare lavoro per lo stesso motivo.


Un familiare su 4 non è contento di come medici e infermieri hanno assistito il parente morente, ed ha il coraggio di affermarlo. Siamo convinti che almeno altrettanti siano gravemente insoddisfatti ma non se la sentano di dirlo chiaramente.


Al sud l'assistenza infermieristica ai morenti è in gran parte reperita dalle famiglie a pagamento.


Ovunque in Italia per i morenti si pagano le badanti.


L'80 % dei morenti in terapia intensiva per motivi cardiologici o respiratori vierne sottoposto NELL'ULTIMO GIORNO DI VITA a manovre invasive e/o cruente palesemente inutili. Tipo: sta morendo, facciamogli un prelievino per vedere quanti globuli bianchi ha. Sta morendo, mettiamogli un sondino naso gastrico. Sta morendo, ha i  polmoni pieni di cancro, rianimiamolo, poi domani lo rianimiamo un'altra volta, poi fra tre giorni: così vive una settimana in più. Ma che bella settimana, eh? Però, se non lo facciamo, che diranno i parenti? Che lo abbiamo fatto morire! E ci chiedono i danni. Quindi!!! Quindi.


Andiamo meglio con la morfina, ma mica tanto. L'ultima circolare del Ministero obbliga i parenti e i malati a tenere una copia della ricetta come GIUSTIFICATIVO PER LA DETENZIONE DEL FARMACO!!! Capito? il babbo sta cacciando l'ultimo fiato e i NAS mi vengono a chiedere: che ci fa lei con questo sciroppo di morfina? che ci fa, eh? lo spaccia? Oh, sa  ci ho il babbo tossico, ma ancora solo per una settimana o due....


Domani vi racconto qualcos'altro.


Del paese di Penne, in Abruzzo, dove un medico e una infermiera assistono i morenti a domicilio, dei filmati di questi parenti davanti al tavolo di cucina, della figlia di una che mostra il chioso sul muro a cui attaccavano la flebo. E dice: la mamma era contenta nella sua stanza, quando era bello si faceva pure una passeggiatina fino al balcone. E le bambine giocavano lì sul tappeto.


Baci per stasera.

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