mercoledì 12 aprile 2006

LISETTA


Circa sette anni fa ho ereditato una paziente dal solito vecchio medico che andava in pensione. Una paziente critica: 90 anni e si era rotta il femore qualche mese prima. Andava alla messa di mezzanotte per Natale nella chiesetta campestre vicino alla sua abitazione; c'era il ghiaccio, uno scivolone, patapunf. Mi disse il collega: mah, a quell'età forse non se la cava, resterà come minimo allettata, tienilo presente. Se non te la senti di andare laggiù a visitarla non la prendere piuttosto. Ma era un tale delizioso posticino, vicino alla pieve, e a me piace girare per la cvampagna. così la vado a vedere diverse volte. Lei vive da sola in questa grande casa anni dieci, con la tapezzeria verde sui muri e la moquette verdone per terra, i vasi cinesi, il cagnone di porcellana, il grande atrio-sala- corridoione in mezzo alla casa, il pozzo col ferro battuto, le tendine oscuranti alle finestre, le lampadine da dieci watt, la scala un po' ripida, i bagni con la vasca di ferro con le zampe di leone. Gira con le due stampelle e protesta contro i figli che "le hanno messo la badante". Un giorno arrivo e la trovo da sola. "Ho mandato via la fannullona, dice. Che farne? ora che uso un bastone solo le mie cose le faccio da me. "


Un altro bel giorno me la vedo seduta nella sala d'attesa. "E' una così bella giornata, non ho mica bisogno di nulla, dottoressa, ma non lo dica a mio figlio. Mi serviva una scusa per farmi portare fuori, così gli ho detto che avevo bisogno di lei e che lei, poverina, non poteva proprio venire."


Veniamo ad un accordo: d'inverno vengo io da lei, d'estate uno dei figli me la porta in studio. Oh, la Lisetta è proprio un donnino favoloso! Ha lasciato le stampelle, è tornata a curare il giardino, ma alla messa di mezzanotte non è più andata. S'è scusata col parroco, "ma rompermi l'altra gamba sarebbe troppo faticoso, gli anni crescono invece di calare, sa?"


Qualche mese fa aveva perso l'appetito. Curettina ricostituente, esami del sangue a domicilio, consulenza cardiologica. Facciamo un'eco? "No, dottoressa, la mamma è tanto emotiva, già tutti questi esami che ha fatto l'hanno messa tanto in agitazione."


Qualche settimana e  l'appetito è di nuovo andato, poi dice che le sembra di fare un po' di fatica a mandare giù. Facciamo delle flebo e troviamo un ecografista disponibile a venire a domicilio con l'apparecchiatura. Il giorno del suo 97mo compleanno fa la prima ecografia della sua vita.


Cancro del pancreas, diffuso, metastatizzato al fegato.


Non glielo diciamo. Lei aspetta comunque di morire. "Me lo aspettavo diciotto anni fa, quando morì mio marito, lui ne aveva 83, io pochi di meno. Alè, dissi, questa è la strada che prendo pure io, siamo vecchi, sa com'è. Pensavo che mi toccasse aspettare poco, e invece, tutti questi anni, sono stanca, lo sa? Alla fine è tanta fatica stare al mondo, sono così vecchia, sono vecchi anche i miei figli e pure i miei nipoti non sono certo dei ragazzini. cosa dovrei fare ancora? Vedere i trisnipoti? Li vedrò di lassù."


Ho un pochino d'invidia. Giusto un po'.

1 commento:

  1. Se stessi per morire lo vorrei sapere, e verrei a tirare i piedi dopo morto a coloro che mi hanno mentito.


    Quanto allo stancarsi di vivere, quando si è molto anziani, l'ho sentito dire, ma non l'ho mai riscontrato personalmente se non in persone profondamente depresse.


    Mio padre ha 89 anni, è lucido, è affetto da broncopatia, è costretto a fare l'ossigenoterapia, e ogni tanto mi dice che si butta dalla finestra, e quando gli dico che è libero di deciderlo, cambia discorso e per un po' non me lo dice più.

    Di recente mi ha accompagnato in un viaggio di qualche centinaio di km portandosi dietro la bomboletta dell'ossigeno e a un certo punto mi ha detto: com'è bello poter guardare i boschi, la pioggia e il sole che tramonta.


    La vita può essere fatta anche di queste piccole cose che di solito però diamo per scontate quando pensiamo di avere ancora tanto tempo da sprecare.



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