domenica 30 aprile 2006


COSA SIGNIFICA CAREGIVER


Ho scoperto che non sono sola nella blogosfera. Ecco a voi Maria Grazia Franzini ne "L'Alzheimer Degli Altri"


Solo una piccola citazione:


L'utilizzo del web non è una fuga, ma una ricerca di sintonia in un ambiente il più possibile privo di pregiudizi, compassione, domande ricorrenti. Viene stabilita una comunicazione tra individui posti di fronte alle stesse problematiche, quindi non ci si sente giudicati o  ingrati verso il malato se magari capita di sfogarsi.



Fateci una visita, indipendentemente da tutte le considerazioni bloggheristiche, per leggere qualche poesia,ma anche solo per amicizia e solidarietà.


Baci


Capsicum



3 commenti:

  1. Calorosi complimenti per quello che fate nella vostra associazione.

    Ti ho letto nel commento su Vitadablogger.

    So un minimo di cosa si tratti, non solo per cultura generale, ma perché ho assistito alla lentissima morte di mio nonno per l'Alzheimer, e perché ogni tanto crescendo sentivo dei racconti di mio padre, anestesista a volte frustrato.

    Solidarietà. :)



    [ps. se mi permetti un piccolissimo sonsiglio, secondo me passare ad un carattere una o due volte più piccolo -nonché di colore non fluorescente- renderemme migliore la leggibilità dei post. Prova anche solo a vedere l'effetto facendo ctrl- e ctrl+ ]

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  2. Unaparolaperte12 maggio 2006 11:09

    hai scritto....cure palliative nei cosiddetti "terminali lunghi": i dementi, i quali alla loro sofferenza aggiungono la tragedia di non poterla più comunicare. La nostra società scarica sulle famiglie tutto il peso e lo strazio dell'assistenza...."


    Gia', e ti trovi a dover decidere per loro attraversando la linea di confine che si spinge oltre la dignita' dell'essere persona.Un giorno ti scontri con ogni sorta di terapia, un altro te ne fai un senso di colpa solo per il fatto di aver pensato di staccare tutto.Ti chiedi fino a quando c'e' la vita, e la risposta la trovi dentro ad un piccolo accenno di sorriso rubato, o un bacio corrisposto da una smorfia delle labbra....ma quella risposta la perdi di nuovo quando ti soffoca tra le braccia, quando non sai come toglierle i catarri dalla gola e nessuno ti indica una strada. Ti sconsigliano la macchinetta e inizi a dover mettere in moto l'ingegno. Un lampo di genio e scopri che uno "schizzetto" che normalmente viene utilizzato per i clisteri, puo' aprire di nuovo il respiro. Solo per fare un esempio, perche' "l'evento nuovo" e' sempre a portata di mano ogni giorno, ed ogni giorno devi essere pronta ad inventare per poter alleviare la sofferenza.

    Le parole sarebbero infinite e ben oltre i "manuali comportamentali" . Si cresce con la malattia fino a diventare piccole crocerossine improvvisate, la fase peggiore e' l'inizio, quando ogni via di comunicazione affettiva e non, se la prende il mostro celebrale, poi scopri altre vie di comunicazione, le vie segrete del cuore e fino alla fine riesci, nonostante tutto, a mantenere un contatto capace di andare oltre l'immaginario. E scopri che in fondo a quella via cosi' buia c'e' un lumicino flebile flebile che ti spinge ad andare avanti con tutto l'amore che puoi....e quando la lucina si spenge....ti trovi nelle tenebre piu' totali.

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  3. Grazie per quello che fate , anche qui.

    Ho assistito mio padre per 10 anni...allora comparai dei libri per studiare questa malattia e devo dire che ne trovai uno anche con consigli pratici che mi aiutarono moltissimo. Esisteva già a Perugia il Telefono Alzheimer e cui spesso mi rivolgevo.

    La cosa più brutta che ricordo è la solitudine in cui abbiamo vissuto io e mia madre. Lo strazio di vedere mio padre rivolgersi a me senza più sapere che ero sua figlia è stato superato dal ricordo delle tante risate che mi faceva fare....

    Il prossimo sabato al mio paese sarà inaugurato un centro diurno per i malati d'Alzheimer....un'aiuto fondamentale per le famiglie colpite.

    Mio figlio, biologo, ha un dottorato di ricerca su questa malattia.....ma ancora mi dice che non ci sono speranze.


    Ciao

    Linda

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