lunedì 27 marzo 2006

 SPLINDER E LA VITA DA BLOG


E oramai l'abbiamo visto tutti l'invito del papà Splinder che ci chiede di rispondere a due domande: primo: il blog ti ha cambiato la vita? e secondo: se si come?


Ora io sono reduce dalla visione della mia adorata Luciana Litizzetto e quindi incline al turpiloquio, eppure codesta è una domanda del cappero, secondo me. La domanda, quella importante, sarebbe: il mio blog è entrato nella vita di qualcuno? ha portato nel mondo di qualcuno una domanda, un'idea, una commozione? ha trattenuto l'attenzione, ha fatto piangere, ha fatto pensare? ha dato una piccola informazione, ha fornito una specie di speranza?


L'ha fatto, questo, qualcosa di questo, il mio blog? L'ha fatto la Casa dell'Ozio, l'hanno fatto le Radici dell'Ozio?


Se si, bene, glielo diciamo a papà Splinder. Se no, ho fatto schifo e bisogna che ricominci a provare


Baci


da Capsicum

9 commenti:

  1. Capsicum. Un medico di famiglia. Cosa vuoi sapere? Non sono una persona famosa. Ma puoi scrivermi a drcapsicum@tim.it Baci

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  2. MarinaMalombra27 marzo 2006 02:28

    Con me ha funzionato, e te ne sono grata.

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  3. Alle tue domande io rispondo sì.


    Penso però che anche le domande di Splinder non siano così del piffero. Sono semplici e dirette. E in un certo senso sono antecedenti alle altre. Rappresentano la base sulla quale si reggono le altre. Forse sono solo meno importanti in questo tuo momento.


    OT. Dai un'occhiata ai tuoi link. Prenditi il tempo per aggiornarli ai nuovi indirizzi :)

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  4. ok, caro gatto, non hai torto, ma per me la mia domanda è precedente. Sono i blog degli altri che mi hanno cambiato la vita. Il tuo, per esempio, mi ha aperto l'orizzonte della comunicazione, ha SPEZZATO una crosta di solitudine che durava da 45 anni. Ora, questo è stato per me. I blog degli altri mi hanno cambiato la vita. PRIMA che io avessi un blog. quando francamente non pensavo mai di aprirne uno. Non avevo motivo, per me. Il motivo che mi ha spinto, quando l'ho fatto, è stato quello di raccontare storie agli altri, di cambiare le vite degli altri con queste storie come era cambiata la mia. la mia vita non è cambiata col mio blog, in primis, ma con l'esperienza da medico, che m'è costata anni di studio e una dedizione totale. Mi sono chiesta se non potevo condividere questa esperienza senza il prerequisito degli anni di studio e della dedizione totale. E' così che è nata la Casa dell'Ozio. Io prima ero solo un piccolo troll, non troppo antipatico forse, ma questo, ti ricordi? La mia vita, in sostanza, è cambiata facendo il medico la prima volta, e con i blog altrui la seconda, per riempire il vuoto, la solitudine che la medicina procura. Il mio bloggare è una restituzione, quindi è la vita degli altri che stavolta cerco di cambiare.

    Guarda, sei un maieuta eccezionale, Gatto. Mi sa che questo glielo scrivo, a Splinder. Baci. Capsicum

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  5. Con me sei riuscita nel tuo intento. Mi hai trasmesso il tuo essere medico nel profondo e hai iniettato nel mio stereotipo di 'dottore' una buona dose di umanità e sensibilità. Ma così commento in modo superficiale le tue parole.

    Dico allora che non hai cambiato la mia vita, ma hai aperto un nuova porta nella mia percezione della tua professione ora indissolubilmente legata alla singola persona che c'è dietro.

    E i tuoi pazienti.

    A volte mi sono sentito triste o mi sono perduto a pensare a loro, ai loro familiari e, sembra sciocco dirlo, al loro medico. Il tuo blog non posso aprirlo come se niente fosse per dare un'occhiata. Nemmeno nell'aggregatore.

    Con questo non voglio dire che mi serve "stomaco" per leggerti; e nemmeno mi serve cuore. Mi serve testa nel senso che so di potermi ritrovare a leggere interventi che devono essere metabolizzati e non agevolmente dimenticati dopo due giorni. E questo accade proprio per la spinta offerta da te al visitatore, a guardarsi dentro, ma anche e soprattutto a guardare attorno. Eppure mi sembra tu non sia mai caduta nell'ostentazione del dolore o nel tentativo di trasfigurarlo per liberartene. A volte c'è sofferenza e/o impotenza nei tuoi post, ma è una presenza semplice e solo se l'hai attorno. Come la rabbia: emerge solo quando è implicita in quel che vivi e de-scrivi e non perché vuoi a priori che traspaia.


    La solitudine. E' la solitudine della certezza, delle idee materializzate in una dedizione/passione vera e affrontata nel quotidiano. E' anche la solitudine dei dubbi e del voler fare meglio e di più.

    Restituisci non per affermare ciò che sei. Restituisci per affermare ciò che hai attorno, e forse dentro. Il tuo blog se non proprio "cambia" la vita degli altri, riesce a integrare gli stimoli di quelle vite. Così è ed è stato per me nel leggerti. E credo continuerà a essere così.

    Chissà, riesci fors'anche a cambiarle.


    Mi apostrofi con "maieuta eccezionale". Certo esageri. Spero d'essere stato abbastanza confuso dal farti ricredere.

    Grazie.

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  6. Beh, vale comunque la pena di tentare, e questi fili invisibili che si creano possono fare miracoli senza che noi ce ne rendiamo conto.

    E' giusto insistere!

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  7. Certo che emozioni , incuriosisci , induci alla riflessione .. da quando ho scoperto il tuo blog attraverso quello di Comida ho dovuto leggerlo tutto d'un fiato.la scrittura chiara, sincera mai volgare forse non ha cambiato la mia vita ma sicuramente l' ha resa piu' "palatabile ". Non farti venire in mente di chiudere . CIao Isabella

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  8. Certo che emozioni, rallegri ,induci alla riflessione. Da quando ho scoperto il tuo blog attraverso quello di Comida , ho dovuto leggerlo tutto d' un fiato.Non hai propriamente cambiato la mia vita ma sicuramente l' hai resa piu' "palatabile ". La tua scrittura chiara, accessibile a tutti , mai volgare e' cosa rara Non farti venire in mente di smettere . Ciao ciao Isabella

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