martedì 14 febbraio 2006

Chissà se qualcuno si ricorda il mio amico matto. Quello che mi presentava dicendo: questa è la mia cara sorella. Quello che mi telefonava dal ricovero obbligatorio dicendomi "aiuto! sono rinchiuso! Innocente! vienimi a liberare!".
Che poi fu durissima riprendersi, e poi gli è venuto il terzo cancro, e l'abbiamo operato, e lo accompagnai alla visita per fargli avere l'accompagnamento, e camminava a fatica quel giorno, per via dei neurolettici ritardo che gli facevano. che poi convinsi lo psichiatra a lasciar perdere coi neurolettici per via del suo cuore tanto malandato, ma senza aveva quell'angoscia così profonda, che non lo lasciava nè giorno nè notte, e ho litigato con la moglie che gli razionava pure il tavor, alla fine gli venne una metastasi vertebrale, la morfina gli dava sollievo, ma non voleva essere intontito, gli ricorda va troppo l'effetto del neurolettico, poi il cuore ha cominciato a peggiorare, queste cardiopatie dilatative sono stronze, in ospedale gli hanno tolo la morfina e gli hanno messo un antinfiammatorio da quattro soldi, così gli si è bucato lo stomaco, e non smetteva di sanguinare, ogni due giorni lo trasfondevano, ma alla fine il cuore ha ceduto, alle quattro dell'altra mattina.
oggi alle dieci il funerale. Ma molti dei suoi amici neppure lo sapevano.

OK, addio anche a te, mio caro fratello.

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