venerdì 26 agosto 2005

E QUANDO SI DICE LA SINCRONICITA'

Stamattina, alla fine dell'ambulatorio, vado a vedere a casa la nonnina rientrata dal ricovero di sostegno (sostegno per la famiglia che non "stacca" dall'assistenza continua da cinque anni). Detto ricovero è costato tremila e rotti euro per venti giorni. Il figlio ha approfittato di dodici di questi per andare in Polonia al matrimonio della sorella della badante. Non vi sto a raccontare tutto il retroscena e il lavoro di persuasione che ho dovuto fare per mandarlo in vacanza. E' andata. E' tornato meno schizzato di quando è partito. Non dico rilassato, ma quasi. Mi ha detto che ha dormito tutte le notti senza bisogno di farmaci. Ma la sincronicità è che mi ha mostrato le foto di Auschwitz. Ha detto che è entrato per curiosità ed è uscito in lacrime. Tanto che non ha avuto la forza di visitare Birkenau.

 Per fortuna la Polonia riserba anche altre sorprese!
"Ma quanto sono belle le polacche! Che belle signore, anche le quarantenni, sono una favola, simpatiche, allegre! Trovo da far bene pure io, mi creda! Ho detto a mia moglie che ci torno da solo. Tra i fiumi per pescare e le donne, le ho detto, bisogna che ci vadi da solo per divertirmi! Ma lei mi ha fatto delle facce!"
"Detto tra noi, lei trovi una scusa con la pesca, che poi il Viagra glielo procuro io!"

2 commenti:

  1. ciao bentornata :)

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  2. ciao. Benritrovati tutti. Avevo un terribile bisogno di vacanze.

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