domenica 5 giugno 2005

 


 


 


UN MIO AMICO MI PREGA DI DIFFONDERE questo suo piccolo contributo sul referendum, ed io, molto volentieri, mi metto a disposizione:



"E' chiaro che le mie posizioni sono per il "SI", ma più di tutto io sono contrario all'astensione. Vi ricordo che il voto è il fondamento della democrazia, e che chiunque vi chieda di astenervi vi sta esortando ad un boicottaggio disonesto del referendum. E infatti è più facile rendere infruttuoso un referendum "scomodo" che lasciare che le opinioni si confrontino alla pari. Se al momento del voto non vi sarete ancora formati un'opinione, ricordatevi che esiste la possibilita' dell'annullamento della propria scheda; in questo modo, pur senza esprimervi, aiuterete il raggiungimento del quorum e lascerete che la "partita" tra le opinioni contrarie si possa giocare.

Prima di entrare nel vivo della mia lettera trovo che sia fondamentale fare una distinzione: uno zigote (la cellula che deriva dall' incontro delle due mezze cellule materna e paterna, ovvero l'ovulo e lo spermatozoo) NON E' UN EMBRIONE, NON E' UN BAMBINO E NON E' UNA PERSONA. La blastula, ovvero il frutto delle prime divisioni moltiplicative dello zigote NON E' UN EMBRIONE, NON E' UN BAMBINO E NON E' UNA PERSONA. La natura "spreca" una gran quantita' di zigoti e blastule, moltissimi non raggiungono l'annidamento nell'utero, molti si fondono tra loro per creare cellule non ulteriormente in grado di progredire verso lo stadio di embrione, altri danno luogo a placente vuote di embrione, altre si evolvono in "mole" (ammassi di villi coriali che crescono nell' utero fino a rendere necessaria l' asportazione dell' utero stesso), altri ancora subiscono trasformazioni in "coriocarcinomi", tumori maligni che possono uccidere la donna.
Uno zigote o una blastula NON SONO EMBRIONI, ma lo diventano SE il loro annidamento e il loro sviluppo avvengono correttamente e senza deviare da uno specifico percorso evolutivo. Chi accusa il fronte del "SI" in questo referendum parlando di uccisione di embrioni, o peggio di "bambini" e' estremamente disinformato, o peggio, fa del fazioso terrorismo psicologico. Questa legge non concerne gli embrioni, figuriamoci i bambini!

Passo ora ad elencare quelle che secondo il mio parere di uomo e di medico sono le piu' gravi assurdita' della legge 40/2004 sulla Fecondazione Assistita, e che vanno cambiate votando convintamente SI.

A) Questa legge limita a tre il numero di ovuli che dovranno essere fecondati ed impiantati nella donna. Non è insomma possibile fecondare o impiantare un numero inferiore o superiore di ovuli; In giovani donne fertili l'impianto di tre ovuli significa esporre la donna ad un alto rischio di gravidanza trigemellare. Nella specie umana la gravidanza trigemellare e' una condizione patologica, che mette a serio rischio la salute della donna (possibilità di gravissime complicanze in gravidanza ed al momento del parto) e dei bambini che nasceranno. Il 20%, infatti, dei bambini nati da gravidanze trigemellari risulta essere portatore di handicap fisici. Nel caso di donne di età superiore ai 35 anni che si sottopongono a procedure di fecondazione assistita, invece, il numero di tre ovuli è assolutamente inopportuno poiché è troppo basso; con l'avanzare dell'età la fertilità di una donna diminuisce, per cui impiantando soltanto tre ovuli fecondati in queste donne la probabilità che nessuno di essi attecchisca e si sviluppi è estremamente alta. La legge in questione, togliendo al medico la possibilità di scelta riguardo a quanti embrioni impiantare in una determinata paziente, espone una grossa fetta di donne ai rischi di una gravidanza trigemellare, mentre mette un'altra grande porzione di donne nella condizione di essersi sottoposte inutilmente alle dolorose e faticose procedure di fecondazione in quanto nessun embrione si è impiantato.

B) Questa legge non consente il congelamento degli zigoti. Ciò significa che le tantissime donne che non risultano incinta alla fine di un tentativo di fecondazione dovranno sottoporsi nuovamente ai gravosissimi trattamenti ormonali ed all'intervento chirurgico necessario per il prelievo degli ovuli. Questo è valido anche per coppie che dopo il primo figlio ottenuto con tecniche di fecondazione assistita ne volessero avere un altro.

C) Questa legge non permette alcuna forma di diagnosi sugli ovuli fecondati, ed obbliga il medico all'impianto di tutti gli zigoti prodotti anche in presenza di gravi malattie genetiche. Di tutte le contraddizioni di questa legge, forse questa è la peggiore; in altre parole non si può controllare se un ovulo è malato, ma lo si deve impiantare nella donna in ogni caso, se poi esso è effettivamente portatore di malattie genetiche lo si potrà scoprire soltanto in corso di gravidanza, e poi si potrà procedere, su richiesta dei genitori, ad una interruzione terapeutica di gravidanza. Quest'ultima procedura è lecita in Italia fino alla fine del quinto mese di gestazione. Sostanzialmente viene vietato di scegliere di non impiantare un ovulo fecondato malato, ma si permette la sua eliminazione terapeutica quando già cresce da diversi mesi nel ventre della donna, quando cioè ha già un cuore che batte ed un cervello che funziona.

D) Questa legge vieta di condurre alcun tipo di ricerca su zigoti e blastule che non verranno utilizzati per l'impianto in una donna. La ricerca su cellule staminali di origine embrionale costituisce una grande possibilità di cura per gravi malattie come il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, la distrofia muscolare e molte altre. Chiudendo anche questa porta alla ricerca si riducono le speranze di molte migliaia di malati, e si esclude l'Italia dagli aspetti più avanzati di un ambito di ricerca che coinvolge già tutto il mondo.

E) Questa legge è socialmente ingiusta. Nell'ultimo anno, dall'entrata in vigore della legge 40, il numero di coppie italiane che si sono rivolte a centri esteri per procedure di fecondazione assistita è triplicato (le legislazioni degli altri Stati europei infatti non sono limitanti quanto la nostra). Queste coppie esercitano il loro diritto ad avere un figlio ed a proteggerlo da malattie genetiche senza affrontare le gravi difficoltà, gli ingiusti divieti e le sanzioni che la nostra legislazione impone loro; tale diritto è garantito nella grande maggioranza dei Paesi della Unione Europea. Come spesso avviene, chi ha il denaro necessario per recarsi in centri stranieri per esercitare questo proprio diritto vi si reca, mentre le coppie che per motivi economici o geografici non possono recarsi all'estero sono costrette a sottostare alla assurde e limitanti prescrizioni della legge 40.

Ricordate, sul vostro voto si gioca il futuro di tante giovani coppie affette da infertilità.
Spero di incontrarvi numerosi alle urne,
Francesco."

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