sabato 11 giugno 2005

 ANCHE LA SPEME, ULTIMA DEA, FUGGE.......

C'è una signora forte, coraggiosa, attiva e ottimista. Mai stata ammalata.Due anni fa, improvvisamente, le viene un gran mal di pancia. Di corsa in pronto soccorso, insomma le levano un grosso carcinoma dell'intestino insieme ad un metro e rotti dello stesso. Dopo dieci giorni è a casa, sta bene, ricomincia la sua solita vita, con in più tutti i controlli del caso. Dopo appena otto mesi salta fuori una metastasi ad un linfonodo. Comincia una serie di cicli di chemioterapia. Lei sta benissimo, mai neppure la nausea: va in ospedale, fa le flebo prescritte, torna a casa in autobus e stende le tagliatelle. Comunque la chemio sembra che non basti, quindi fa anche un mese di radioterapia. Pausa di circa cinque mesi durante i quali la lasciano in pace, ed ecco che arrivano le metastasi al fegato. Ri-chemioterapia. Una prima linea, per tre mesi, poi una seconda linea, per quattro mesi. Stavolta non ha dei buoni risultati, radiologicamente parlando. Lei comunque continua a star bene. Certo, una volta o due ha sentito un po' di nausea, e durante le giornate di chemioterapia non ha il suo solito gagliardo appetito. In due anni dimagrisce circa otto chili, scendendo da quasi un quintalotto per un metro e settanta ad una dimensione un pochino meno imponente. Poi le propinano una chemioterapia per bocca: sei compresse da prendere al mattino. Questa volta ha un piccolo problema: va di corpo tre volte al giorno. Certo, è un po' fastidioso, ma robetta. La chemioterapia per bocca ha il vantaggio di lasciarla libera di fare un paio di viaggetti, e comunque è un parcheggio in attesa dei nuovi anticorpi monoclonali che sono in arrivo dall'America e attesi per giugno.

Siamo a giugno. La tac non è andata molto bene: i noduli al fegato sono sempre lì, non calano. Gli anticorpi non sono ancora arrivati. Mi chiama e comincia con la solita voce allegra e musicale, ma dopo un po' scivola nel pianto. E' stanca. Rifà i letti e poi si stende. Manda la lavatrice e si corica di nuovo. Impasta le tagliatelle e mentre quelle riposano riposa anche lei, ma non si riprende. Cosa mi succede, dottoressa? Questo non è un buon segno, sono stanca, non ho fame, e quando sto a letto non mi riposo, mi rialzo stanca come prima.

Accidenti agli anticorpi, alle lungaggini del Ministero che non concede l'importazione, accidenti al cancro. Accidenti alla morte della speranza. Io lo sapevo che sarebbe successo. Ora debbo andarla a trovare, e debbo ascoltarla, e mandare giù tutta la sua paura, lasciare che si mescoli con la mia impotenza, stringerle una mano, e andremo avanti.

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