venerdì 27 maggio 2005



ESAMI- segue

 

Mi scrive Stefanone commentando il mio post precedente: ”contrariamente allo stereotipo che è diffuso nel senso comune, le psicoterapie non sono e non devono essere eterne.
lui ti sta lasciando la mano piano piano, ma ti ricorda che, al bisogno, ci sarà! :)”

 

Mah, non mi convince. Non farebbe prima a dire: guardi, basta così, tanti saluti? Io mica mi offendo, anzi. Con quello che mi costa! Invece l'impressione è che o non ho mai capito niente io, o non ha mai capito niente lui. Boh.... Chiedersi troppe cose forse  è negativo, forse dovrei lasciare andare avanti il tempo e si vedrà! Ma è così?

 

Mi spiego: se i miei problemi sono legati alla morte ed al morire, e ti sembra poco? Forse che la psicoterapia serve solo per i malati, per le persone sofferenti per una patologia? E per quelle come me sofferenti per il vivere e per il morire, per quelle nulla? Per quelle “non è necessario contrabbandarla per psicoterapia”?  Se non è malattia , anormalità, la sofferenza non ha nessuna dignità, nessun diritto all'aiuto?

 

Dove sta scritto che a una persona psicologicamente sana non possa accadere di soffrire, angosciarsi, straziarsi, bloccarsi pure per l’angoscia, e ove le accada  non debba avere necessità d’essere aiutata a capire, a digerire tutto questo dolore?

Questa non sarebbe una cura? Questa non sarebbe una psicoterapia? Allora cosa sarebbe, eh? Un capriccio? Che cosa?

 


Mi ripeto: o non ho capito niente io, oppure non ha capito niente lui, oppure, cosa più semplice, anche lui ha paura, come noi tutti, d’ammettere che l’essere medici, in sé, comporta comunque una malattia dell’anima, congenita o contratta per contagio, non si sa, curabile, forse, ma inguaribile.

2 commenti:

  1. innanzitutto, lo psicoterapeuta è uno specialista che, dopo la laurea e 1 anno di tirocinio, ha fatto 4 anni di scuola di specialtà, come te. quindi potresti dargli il beneficio del dubbio,no? forse *sa* quello che sta facendo.

    certo, non sempre si capisce l'altro, e che uno psicologo debba *sempre* capire tutto e tutti è anch'esso uno stereotipo ahimè troppo diffuso.

    tuttavia, ripeto, una terapia non può essere *per sempre*, arriva il momento in cui le sedute si diradano: 1 al mese, 1 ogni 2 mesi, e così via. ma ciò non vuol dire che lui ti chiuda la sua porta: nel momento del bisogno lui ci sarà.

    queste cose che hai scritto, dovresti riferirle a lui... noi siamo persone umane, come tutti gli altri :)

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  2. Due osservazioni. La prima. La psicoterapia è una terapia, quindi è la cura di un disturbo. Può essere che una professione sia “disturbante”, ma non credo che, in sé, sia un disturbo psichico. Non si può chiedere ad un terapeuta di essere curati in quanto medici. Tuttavia è ben lecito chiedere di essere sostenuti e formati come medici. In altre parole, ammesso di essere sani e di non aver bisogno di terapia a prescindere dalla professione, la domanda pertinente sarebbe quella di una supervisione e non di una psicoterapia.

    La seconda. La psicoterapia “privata” non dovrebbe mai essere interminabile. Anzi, alcuni psicoterapeuti teorizzano che l’utilità (e la serietà) di un trattamento si realizza proprio nel modo in cui termina. In particolare quando vi sono problemi di lutto, separazione e perdita, è necessario stabilire un termine del trattamento e rispettarlo. Va da sé che il terapeuta possa anche essere ricontattato in seguito, ma la terapia non è sospesa o dilatata, è proprio terminata. In ambito privato, il terapeuta non deve essere sempre disponibile, al contrario dell’Istituzione sanitaria pubblica, che c’è sempre per mandato (e i pazienti infatti vi ricorrono con modalità che sarebbero considerate intollerabili in uno studio privato).

    Intervengo con queste due brevi osservazioni perché l’argomento mi sembra importantissimo. La chiarificazione della domanda e la delimitazione della risposta sono infatti due compiti della professione medica tanto trascurati, quanto necessari. E non si imparano “sul campo” o solo in parte. Se è di questo che senti la mancanza, allora hai perfettamente ragione ad arrabbiarti. Se sei solo scontenta dello psicoterapeuta - che posso dirti? – prova a cambiarlo…

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