martedì 5 aprile 2005

 



Qui continua il racconto della persona che vive con me.






MISTER INCREDIBILE  - PARTE SECONDA




            Quanto vale un Uomo? Proprio a me tocca stabilirlo? “Proprio a me! E già, non ci sono che io qui!” (da Taxi Driver di M. Scorsese; Robert De Niro che parla con se stesso allo specchio; questa è stata giudicata la più memorabile battuta cinematografica di tutti i tempi). Però, talvolta è lo stesso Uomo che stabilisce il proprio valore: accade nelle polizze infortuni, dove ci si assicura, per la morte o per le lesioni, per un determinato capitale. Così, succede di pagare soltanto 51.000 € per un quasi  quarantenne che lascia la vedova sola con due giovanissimi orfani; il caso inverso, del riccone defunto assicurato per due miliardi, non lo trovo invece scandaloso: è giusto che i beneficiari di chi si valorizza  godano i vantaggi della previdenza.




            Resta il fatto che il liquidatore dei s.g. è solo; non è l’”uomo solo al comando” del mitico cronista di ciclismo Marco Ferretti, perché non comanda un cavolo, però come Coppi o Bartali o Pantani in fuga deve condurre in solitario la propria fatica di liquidare il sinistro. Quando non ci riesce, ecco arrivare una citazione, che stavolta non è una massima di Cicerone o una frase celebre bensì una prosaicissima carta bollata contenente le richieste, in genere stratosferiche, rivolte al giudice civile da chi non ha accettato le mie modeste proposte. A questo punto, se il contrasto si rivela insanabile non faccio altro che passare la pratica al collega del “contenzioso” che seguirà la causa, vale a dire che, senza rimpianto veruno, mi disfo per sempre del fardello. Buonanotte, e “ai posteri l’ardua sentenza!” (Alessandro Manzoni in Cinque Maggio).




            Non si deve pensare che le sofferenze e le preoccupazioni tocchino soltanto alle controparti. A parte il fatto che talvolta anche il nostro assicurato ci rimette la pelle o subisce gravi lesioni, tre sono per lui gli spauracchi : il procedimento penale, il massimale incapiente e la patente scaduta o irregolare (trascurando lo scatto del malus perché, non ci crederete, qualcuno, dopo aver fatto secco un altro automobilista, si preoccupa pure o soltanto di questo).


             Il procedimento penale, cioè la citazione a giudizio,  comporta angosce e problematiche di vario genere, quali : oddio, adesso non mi rinnoveranno il passaporto, come ci vado a Sharm ? (anni fa, un notissimo giornalista di cui gestii un sinistro non potè fare il viaggio di nozze all’estero esattamente per questo motivo), oppure : va bene il patteggiamento, ma la pena pecuniaria chi me la rimborsa?, o ancora : ma al prossimo sinistro mortale vado in galera?. Il massimale incapiente invece è affare più serio tanto che la telefonata dell’altro giorno con un nostro assicurato non è stata delle più amene; alla fine, ho cercato di tranquillizzare il malcapitato, che certamente si vedrà confiscare casa e chissà che altro, avrei però dovuto ricordargli che quella notte, se non si fosse fatto grappe e canne in quantità, probabilmente non avrebbe compiuto quella vera e propria strage per la quale assurse agli onori della cronaca . . . . La patente scaduta, che dà all’assicurazione il diritto di rivalersi verso l’assicurato, comporta più o meno le medesime conseguenze.




               Ma ci sarà pure qualcosa di piacevole nel nostro lavoro, che possa risollevarci lo spirito depresso da tanta sofferenza, domanderà qualcuno magari un po’ sorpreso? Risponderò : c’è la speranza. Solo pochi, purtroppo, sanno che la professione di Mr. Incredible è proprio il liquidatore sinistri; nell’omonimo film, è veramente memorabile e commovente la scena del sig. Parr, alias Mr. Incredible, nel suo modesto ufficetto in un grande palazzo direzionale, alle prese con la liquidazione di un sinistro furto ad una vecchietta sotto la supervisione di un gretto capufficio; ebbene, la mia speranza è quella di sentirmi, fuori dal mio modesto ufficetto, sicuro, energico e roccioso come Mr. Incredible nel suo buffo costume rosso e nero : GRAZIE, DISNEY-PIXAR !!!




               La giornata è finita, scarico le chiusure contabili al computer e rifletto distrattamente sul Vietnam, sugli avvocati, sui miliardi che scivolano tra le mie mani e su Mr. Incredible. Il mio vicino di scrivania, tutto infervorato, è ancora al telefono, lo osservo mentre infilo quattro pratiche nella borsa. Questo lavoro è un ciclo continuo, inesauribile, finisce per pedinarmi, per appiccicarsi addosso, per turbarmi il sonno. Be’, magari dipende dalla immancabile razione serale di sinistri, di morti, di ossa rotte, di calcoli e programmazioni per l’indomani, allora forse il difetto è soltanto questo e non ho sbagliato mestiere . . . . Nell’ultima pratica esaminata, la Vigilia di Natale una ragazza ha perso il controllo dell’auto e, schiantandosi, ha fatto morire madre e fidanzato. Lei nulla. I ritagli dei giornali hanno commentato parlando di fatto incredibile, di fulmine a ciel sereno. Ma perché ? Il Padreterno quando si corica alla sera ha già deciso i prescelti dell’indomani, non c’è proprio nulla di incredibile né di inatteso, è meglio abituarsi all’idea e basta. A casa mi aspettano, mille cose da fare, quattro pratiche da vedere, una notte da passare, e domani una giornata magari peggiore di oggi.


 


              Faccio coraggio a me stesso, il Padreterno non torna sulle Sue decisioni, ma i nostri dirigenti a volte sì. Sento che non trascorrerò troppo tempo ai s.g., il mio peregrinare non è concluso e ritornerò a trattare i cosiddetti sinistri “normali”: con i quali (colpi di frusta, parafanghi ammaccati, furti di biciclette e rigurgiti di fogna), credetemi sulla parola, il divertimento è assicurato. 



               Ad maiora !


          

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