domenica 17 aprile 2005

DORMIRE COME UN VOMBATO



Alcuni mesi fa abbiamo regalato un doppio abbonamento a teatro a nostro figlio maggiore, nella speranza che lo usasse per uscire con qualche amico, o forse persino con qualche amica. Niente persino. In compenso di tanto in tanto si fa accompagnare da uno di noi. Stasera quindi ho visto Sergio Sgrilli in Dormo come un vombato.


Ok, che dire? Sto morendo di sonno. A furia di sentirgli dire "io non dormo, o meglio dormo solo tre, quattro ore. Al mese." mi sono sentita cadere addosso tutti i miei arretrati di sonno. Non solo quelli recenti, le poche ore di debito nelle ultime settimane o mesi, ma tutte le notti passate in bianco in guardia, con gli occhi pesanti, nella notte, col finestrino della macchina aperto perchè il freddo tagliente facesse il suo lavoro tenendomi sveglia. Le volte in cui mi addormentavo persino durante una visita, mentre il poveretto mi raccontava i suoi disturbi e gli occhi si chiudevano e prima ancora che le palpebre si abbassassero erano le orecchie a chiudersi e non sentivo e non registravo e, riscuotendomi, cercavo ingegnosamente di farmi ripetere tutto senza dover confessare "mi scusi, non ho sentito, sa, dormivo".


Si può dormire in piedi, come i cavalli. Si può dormire con gli occhi aperti. Si può dormire al volante e svegliarsi solo quando il terreno irregolare sotto le ruote ti scuote dal sonno, e grazie a Dio che non c'era il fosso, ma il prato. Si può dormire mentre si fa una endovena lenta di aminofillina, si, se sono le quattro del mattino, se la tua USL ti costringe a fare turni ininterrotti di ventiquattro ore, che cominci quando sei già sveglia da dodici e tu le passi, queste ore, facendo oltre trenta visite a domicilio, una casa dopo l'altra, un paesino dopo l'altro, su e giù per i calanchi dell'appennino, da Ziano a Borgonuovo ad Agazzano e poi a Creta e di nuovo a Borgonuovo e poi a Castello e maledizione di ste trenta visite mai due di seguito nello stesso paese! 


Ah, dormivo come un vombato, davvero, microsonni, di pochi minuti, e alla fine del turno ancora due ore d'autostrada per tornare a casa, mi ricordo un mattino di capodanno, pieno di sole, e mi sono fermata in una piazzola qualunque, ho abbassato lo schienale della Fiesta, ed ho felicemente dormito.


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