domenica 20 marzo 2005

DOMENICA MATTINA


soleggiata e tranquilla. I bambini con i lunghi rami d'ulivo alzato formavano una piccola foresta. Lauda Jerusalem Dominum, Lauda Deum tuum Sion! Osanna, Osanna, Osanna filio david!


In chiesa trovo posto con la mia sedia di fianco alle candele. Niente ceri elettrici da queste parti, banalissime candide candele di cera. Le gocce si rincorrono fuggendo le fiammelle e si rapprendono nei lunghi arabeschi.  Le osservo mentre riascolto la Passione secondo Matteo. Da bambini rubavamo le piccole colate di cera ancora semiliquide e calde e le modellavamo tra le dita ottenendo una plastilina ante litteram color alabastro. La mia vicina si porta davanti alle candele, stacca i mozziconi ormai spenti, depone alcune monete nell'apposita feritoia ed accende un nuovo schieramento in prima fila. Furtivamente stacco una colata di cera e la modello tra le dita. Intanto ci alziamo in piedi dopo la struggente frase: levò un il grido e spirò. Poi viene il ricordo dell'anziano Giuseppe D'Arimatea che raccoglie il povero corpo martoriato nel proprio sepolcro. Don Ivo, con l'aria meno malata del solito, tutto vestito di rosso per questa Domenica delle Palme, ricorda laconico: siamo i seguaci di un morto crocifisso. Breve la sua omelia, brevissima, quasi tutta qui. Ringrazia i bambini ed invita al Pater Noster. La cera è diventata una mollicona malleabile.


Il nostro pranzo domenicale è semplice ed ottimo: filetti di sogliola impanati, patate duchesse dorate al forno, insalata verde, polenta fresca con lo spezzatino avanzato da ieri, frutta. la polenta è deliziosa, i filetti dorati nell'impanatura croccante, le patate perfettamente dorate e asciutte, l'insalatina freschissima. Sono davvero una cuoca eccellente.  Più tardi esperimento di pasticceria: pavesini domestici.


BUONA DOMENICA

2 commenti:

  1. Io ODIO le candele elettriche! E pur non essendo credente, quando entro in una chiesa e trovo le candeline vere accendo sempre una luce per illuminare il buio che hanno lasciato dentro me le persone care scomparse.

    Paola

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  2. vedi ca ai proopio ragione

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