lunedì 28 febbraio 2005

PIZZA DELLE SETTE SFOGLIE

Figlia mia, che mi puoi essere figlia, prima che te ne vai prendi da scrivere che ti segni la ricetta della pizza, quella che ti piace tanto. Fammi vedere dove lo scrivi, scrivici il nome sopra, così ti ricordi, pizza delle sette sfoglie. Ecco, dove cominci? Comincia con l'impasto, scrivi: Impasto.

Vuoi la dose da un chilo o quella da mezzo? Fai quella da uno, poi magari dividi le doso.

Un chilo di farina. Quella buona, la doppio zero.

Due uova.

Un bicchiere di vino. Bianco. Un bicchiere come questo, anzi nu poco più piccolo, questo è da acqua, un bicchiere da vino. E uno di olio. Poi una presa di sale. Il sale lo metti dentro l'acqua calda, ceh la usi per finire di impastare. Falla bene lavorata la pasta, così la stendi meglio. Io una volta la stendevo col mattarello, adesso che posso fare, con queste mani che mi fanno male? Me la stende Alberto, con la macchinetta, la passa dal numero uno al numero sei. Con questo impasto ti vengono due ruoti di pizza. Quando la faccio ne basta sempre per tutti, l'altro giorno eravamo in venti, con tutti i figli e le figlie e le nuore e i nipoti, che bella femiglia, eh? Pure tu fai come ti dico io, è la cosa migliore stare tutti assieme. come si usa da noi, vero?

Leggimi che hai scritto. Va bene, è giusto.

Adesso senti che ci metti dentro.

Le mandorle, ce ne vogliono parecchie, facciamo sette etti, e vogliono macinate, ma non tanto fini. Io le metto nel robot, lo tieni tu? E' una bella comodità, le metti nel robot e le fai tritate, non tanto fini, che si debbono un poco sentire quando le mangi.

Lo zucchero. Ce ne vorrebbe un chilo, ma io mi tengo scarsa. Sai, per via di Alberto, che ci ha il diabete, deve stare attento. Ne ho messo di meno, scrivi sette etti, va.

La vaonillia, due bustine.

Il cioccolato, quanto ne abbiamo messo, Albè? Due tavolette, eh? Pure queste le tagli tutte a pezzettini.

L'uva passa due o tre buste. Metti tre, è meglio. Si, quelle del supermercato, da cinque etti l'una.

Un bello vaso di marmellata, quella che ti piace, figlia mia, ma questa non la mescoli col resto, la vai a mettere a cucchiaini, dopo ti spiego.

La frutta candita ti piace? Mettici pure quella, falla a pezzetti bene. Mescola tutto insieme, poi dividilo a mucchietti, altrimenti come finisci le ultime sfoglie ti trovi senza del ripieno. Sono due ruoti, ogni ruoto sei mucchietti, perchè l'ultima sfoglia sopra vuole solo lo zucchero e l'olio.

Ti trovi?

Adesso fai così.

Pigli un ruoto, lo ungi col burro, ma io uso l'olio, fallo anche tu con l'olio, è bello l'olio nostro, sto burro...! Fatti le mani di olio e passalo sul fondo e pure sui lati, poi metti la prima sfoglia e pure la sfoglia la vai passando con le mani fatte d'olio. Ci metti sora il mistro, sparso bene, poi col cucchiaino dei pezzetti di marmellata, poi metti la seconda sfoglia, n'altro poco d'olio, poco poco, e il misto, e vai così finendo sino alla settima sfoglia, sopra la settima ci va solo l'olio e un po' di zucchero.

Adesso lo metti nel forno, duecento gradi, fino a che non si colora bene come il pane, colore del pane, come lo vedi. Allora lo togli e posi il ruoto per terra. Proprio per terra, figlia mia, così mi insengarono a me, si deve raffreddare per terra, e quando è fredda la vai tagliando come ti pare.

Due ce ne stanno nel forno, vengono bene.

E quando la fai mi dici come t'è venuta, eh?

E quando torni?

Guarda che ti aspetto, ti devo fare un caffè di quello buono, dammi una bacio, và!

2 commenti:

  1. e' una tua paziente?

    comunque sia e' un bellissimo rapporto, di quelli di una volta. Umani.

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  2. quando sei più giovane dei loro figli, che rapporto vuoi che ci sia? meno male che si fidano, bisogna dire...!

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