martedì 22 febbraio 2005

 IL GIRO DI STAMATTINA

Cancello la visita ad Otello, prendo appuntamento con la figlia nel pomeriggio per firmare il certificato ISTAT per il medico necroscopo.

Prima visita al mio paziente bangladese con il calcagno fracassato in un incidente sul lavoro. Va meglio. Il figlio ha l'influenza, ma è quasi sfebbrato. Il padre dice: lo mando a scuola domani perchè lì c'è caldo, mentre qui in casa è freddo. Non ci crederete che a Bologna ci siano appartamenti di due stanze senza riscaldamento che costano 700 euro al mese, lo so, ma ci sono, e questo è uno di quelli.

Seconda tappa in riva al fiume. Appena passo il fiume mi sento già meglio. La mia anziana paziente ha dfinito le medicine, e poi vuole notizie sulla salute dell'intera famiglia. Naturalmente le chiede a me.... di prima mano!

Evvai  verso la campagna! Nella prima casa mi offrono un posto a tavola, accetto un cioccolatino; nella seconda casa, una vecchia villa ottocentesca, mi mettono una sedia nonostante le mie proteste, e mi riforniscono di deliziosa polenta fritta e di caffè.

Mi inoltro lungo un canale, in mezzo al fango ed alla neve, per vedere una bimba con gli orecchioni, e cercano di rifilarmi una minuscola cagnolina non ancora svezzata, bianca e marroncina, me ne innamorerei pure, ma non posso, ma via dotteressa, gliela teniamo, appena è svezzata se la viene a prendere, guardi come è bella grassottella!

Ultima tappa dietro lo studio, una bronchite riacutizzata, poi un caffè, e via all'ambulatorio. Fino a sera.

Parlo di me stessa come di un medico di campagna, ma lavoro ai confini della città. Anche dentro la città. Comunque è una straordinaria città.

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